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Ti giro intorno

Ti giro intorno, perché amiamo così tanto i Teen Drama

7 minuti di lettura

Nel mese di maggio su Netflix è apparso l’ennesimo film romantico dalla trama ormai più che conosciuta: Ti giro intorno. Il film di Sofia Alvarez, tratto dall’omonimo romanzo di Sarah Dessen, è il classico teen drama che vede al centro della scena una ragazza carina e impacciata che incredibilmente riesce ad entrare nelle grazie del belloccio tenebroso e dal passato difficile, il tutto condito da un gruppo di side-kick e di nemici-amici dalle battute divertenti e un amore estivo che sboccia in mezzo alle difficoltà.

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Ti giro intorno è stato dai più definito “un’altra banale storia d’amore”, e non a torto. Effettivamente, altro non è che una reiterata sceneggiatura già letta e riscritta nelle sue più sottili sfumature. Ma la domanda, allora, sorge spontanea: perché si continuano a produrre queste banali storie d’amore? E, soprattutto, perché continuiamo a guardarle?

Ti giro intorno, la (solita) trama

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Auden West si trasferisce per l’estate a casa del padre, a Colby, cittadina di mare in cui spera di scoprire una nuova versione di se stessa. Qui, infatti, incontra Eli, il ragazzo misterioso che di lavoro aggiusta bici e ha un trascorso amaro alle spalle. Non mancano i personaggi cliché: la madre imperativa, il padre assente, la nuova moglie giovane e la rivale in campo amoroso.

La storia in sé non è nulla di speciale; i dialoghi non sono brillanti e la recitazione non è rimarchevole. I temi trattati sono sempre gli stessi: di un amore che salva e di una ricerca intima dell'”io” più profondo. Eppure ecco qui, sullo schermo, l’ennesimo prodotto Netflix per teenager che riesce comunque a figurare tra i primi posti in classifica sulla piattaforma che l’ha lanciato. Come mai?

La ricerca della spensieratezza

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Se c’è un tasto che Ti giro intorno tocca correttamente, è quello della ricerca della spensieratezza. Auden, infatti, stila una lista di cose che da bambina non aveva mai avuto l’opportunità di fare – tra le quali compare anche un’impossibile battaglia con il cibo – che Eli la aiuta a spuntare, voce dopo voce.

Sono cose semplici, come violare una proprietà privata o imparare ad andare in bicicletta, oppure ancora fare il bagno di notte. Esperienze di uno straordinario comune come può esserlo un po’ di svago in età adolescenziale. Sono piccoli gesti che Auden compie in un cammino che, per vederla crescere, le chiede di tornare indietro di qualche anno.

Questa ricerca apre gli occhi a un tema già infinite volte percorso ma che resta comunque un buono spunto di riflessione: lasciarsi guidare e ammaliare dalla semplicità delle piccole cose.

Le piccole cose che Ti giro intorno insegna

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Proprio per la fascinazione che le cose semplici ispirano, forse, i teen movie continuano a spopolare tra le pellicole cinematografiche. È come se si sentisse la necessità di ricercare schemi pre-impostati e di perdercisi dentro, di seguire una strada già percorsa che sappiamo avere un lieto fine. Sapere che le cose, da qualche parte, che sia fantasia poco importa, funzionano per il verso giusto.

Bene o male in ognuno di questi film romantico-drammatici ci si ritrova, un po’ per i temi, un po’ per i personaggi. L’immedesimazione gioca un ruolo fondamentale. Che li si guardi in età teen o nel post, il periodo di vita qui rappresentato è un momento di nostalgia che attanaglia lo spettatore. Perché anche mentre la si sta vivendo, questa fase così piena di problemi ma in realtà così spensierata della vita si percepisce sempre con un sottile strato di malinconia, come fosse presente ma fuggevole, troppo sottile per essere afferrata. Come sabbia tra le dita. E il fatto di poterla rivivere attraverso film come Ti giro intorno, la rendono un po’ meno effimera.

È proprio la frivolezza della trama a far sì che Netflix, e non solo, continui a produrre film di questo tipo. In un’epoca di incertezza geopolitica, accompagnata dalla crisi economica e dalla prospettiva di un futuro dominato dalle catastrofi climatiche, sciogliere le briglie della mente nei meandri di un amore estivo di cui si conosce in partenza il corso conserva un aspetto magico.

La bellezza ritrovata del semplice

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Era scontato che Auden si sarebbe fidanzata con Eli, tanto quanto era ovvio che Allie e Noah finissero per ritrovarsi ne Le pagine della nostra vita, e gli esempi potrebbero continuare ad oltranza. Ma è proprio il non avere aspettative e il non avere paura di essere disattesi; la tranquillità con cui si conosce già il finale e si sa che non importa cosa accadrà nel mezzo perché comunque, in un modo o nell’altro, tutto si aggiusterà; questo insieme di elementi permette all’intero genere dei teen drama di esistere e persistere.

Lo straordinario mondo ordinario delle commedie romantiche continuerà a dominare l’orizzonte fintanto che non smetteremo di stupirci delle piccole cose. La semplicità delle storie conserva e sempre conserverà la capacità di tenere uniti i pezzi di un puzzle altrimenti impossibile a risolversi.


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