5 serie comedy da riscoprire in estate

L’estate si sta divorando le ultime settimane di agosto, ma Netflix si mantiene sempre aggiornato per accontentare i suoi spettatori. Il suo repertorio di serie tv è molto vasto e in continuo aggiornamento e tra queste non mancano di certo i pacchetti di serie comedy da venti minuti a episodio. Possono anche comporsi di svariate stagioni, ma la loro consumazione è bulimica e frenetica.

Un episodio si concatena a un altro con un ritmo incalzante che imprime il binge watching. E la parte migliore è il loro tono comedy. Le risate si alternano a sorrisi abbozzati e non mancano momenti commoventi. Così ogni episodio offre sfumature della realtà e della persona con una visione apparentemente disinteressata.

Vi proponiamo dunque cinque serie comedy da non perdere per accompagnare qualche noiosa giornata di un’estate ponente.

«Derry Girls»


Derry Girls è una serie composta da tre stagioni firmata da Lisa McGee e ambientata a Derry, in Irlanda del Nord, negli anni Novanta, sullo sfondo del conflitto nord irlandese. Assistiamo quindi agli ultimi sviluppi di una guerra civile iniziata negli anni Sessanta e cantata dagli U2 con la drammatica giornata del Bloody Sunday, a Derry, non a caso. Una tragica conseguenza degli scontri tra cattolici irlandesi, estremizzati dalle azioni dell’IRA (Irish Republican Army), contro le forze protestanti, per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord.

E proprio a Derry, densa di storia e della più alta concentrazione di cattolici dell’Irlanda del Nord, si ambientano le bizzarre e comiche vicende di un gruppo di adolescenti. Loro sono Erin, sua cugina Orla, Clare, Michelle e il cugino James, inglese. Frequentano la scuola cattolica e trovano sempre il modo di cacciarsi nei guai, circondati dalla variopinta e pittoresca cerchia familiare.

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Nonostante gli eventi storici influenzino in maniera importante la loro quotidianità, questi vengono vissuti in maniera ironica. Così una bomba dell’IRA che distrugge un ponte è solo una seccatura, perché blocca l’autobus della scuola. O le manifestazioni su strada costringono l’intera famiglia a lasciare per un weekend la città insieme, tra disagi esilaranti.

Ed è questo il potere della serie comedy: trovare la comicità dietro le difficoltà e renderla portavoce di una narrazione sull’adolescenza, al di là delle differenze politiche e religiose. Così le ragazze affrontano la scoperta della sessualità, il ballo della scuola e il concerto dei Take That in una quotidianità dove la violenza è tanto inevitabile da diventare quasi invisibile.
Derry Girls si conferma quindi come una serie comedy che plasma con ironia la consapevolezza storica.

«Arrested Development»

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I problemi familiari costruiscono anche il perno narrativo di Arrested Development di Ron Howard. La serie comedy pluripremiata in cinque stagioni, dal 2003 al 2019, vanta un cast stellare, tra cui Jason Bateman, che interpreta il protagonista Micheal Bluth e un esordiente Michael Cera nei panni del figlio George Michael Bluth. Loro sono due pedine di una famiglia disastrata da cui Michael vuole allontanarsi, ma qualcosa manda a monte il suo piano.

Quando l’azienda fallisce e il capofamiglia finisce in galera, Michael deve addossarsi tutti i problemi dei parenti e risollevare le sorti economiche della famiglia. Un incipit, dunque, che propone molte evoluzioni narrative vincenti, sostenute da una perfetta costruzione dei personaggi dai risvolti comici e irriverenti. Tra un aspirante illusionista, un attore fallito, una spendacciona e un antropologo a tempo perso, ogni occasione è buona per rendere a Michael la vita difficile. Un labirinto quotidiano di situazioni imprevedibili che strappano volentieri un sorriso.

«The Good Place»


Forse il perfetto luogo di evasione esiste ed è, al limite dell’idilliaco, il Paradiso. Certo, il modo di arrivarci è un po’ drastico e, a volte, inaspettato, come per Eleanor (Kristen Bell), che si ritrova “per sbaglio” in The Good Place. Ogni aspetto del Paradiso è minuziosamente studiato per la persona che andrà ad abitarlo. Peccato però che Eleanor non fosse destinata a stare tra i buoni e la sua presenza scomoda incomincia a destabilizzare il meccanismo perfetto.

La serie comedy, in quattro stagioni, ha ottenuto molti premi per la sua capacità di unire alla comicità una riflessione esistenziale. Cosa distingue una persona buona da una cattiva? E a chi spetta il compito di categorizzare l’umanità in base al comportamento adottato durante la vita? I creatori del pacchetto comedy creano un sistema a punteggio e affidano la gestione del tutto ad androidi dalle sembianze umane, che prendono il posto dell’Altissimo.

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In un luogo ameno dove abbondano i frozen yogurt, ogni giornata offre un insegnamento etico. E lungo la narrazione non possiamo non chiederci se Eleanor si redimerà dalle sue brutte abitudini, riscoprendo una nuova sé dopo la morte. La fiction si intreccia così con la realtà e offre una piena immedesimazione con i personaggi, alla ricerca del lato buono e cattivo di ognuno.

«New Girl»

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New Girl è tra queste la serie che più si avvicina all’impostazione da sitcom, dettata da unità spaziale e da una cerchia di amici complici di cui innamorarsi al primo episodio. Così, lungo le sue sette stagioni, la serie comedy d’appartamento non annoia mai, accompagnandoci nelle bizzarre vicende di Jess (Zoey Deschanel), la dolce e stravagante ragazza che, dopo la fine di una storia d’amore, si ritrova a convivere con tre esilaranti ragazzi.

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Sull’orlo dei trenta, le loro vite intrecciano carriera, amici e relazioni amorose, con uno sguardo inusuale, fantasioso ed esilarante sulla vita. La serie indaga l’amicizia sulla scia dell’iconico Friends, ma con un approccio unico, che spinge a divorare un episodio dopo l’altro. L’insegnamento che ci lascia? Affrontare la vita con la dolcezza e il disincanto di Jess, sperando di poter trovare dei coinquilini come i suoi.

«Rick e Morty»

Non c’è modo migliore di concludere che con la serie d’animazione politicamente scorretta sui viaggi interdimensionali. Rick e Morty introduce i suoi vincenti protagonisti, un geniale e folle scienziato e il suo maldestro nipote. Così lo sceneggiatore Dan Harmon, dopo Community, crea un’altra serie d’eccezione, che unisce basi fisiche e scientifiche a omaggi letterari e cinematografici.  

Ogni episodio è una matrioska di eventi surreali, concatenati in una dilatazione spaziale e temporale tra possibili dimensioni intergalattiche. Non c’è limite all’immaginazione in un universo narrativo fondato sulla moltiplicazione probabilistica. Senza filtri e censure, la serie racconta la contemporaneità e richiama la tradizione artistica e letteraria. In venti minuti si racchiude un’incredibile capacità riassuntiva di temi complessi, che si piegano alla risata raffinata e alla piacevolezza della visione.

Da Hemingway ad Alien, Rick e Morty è un vincente ritratto della cultura pop, che offre molti stimoli di riflessione. Non può quindi che giocarsi con le altre quattro serie il trofeo per il migliore accompagnatore audiovisivo dell’estate.


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