5 serie tv a tema LGBT+ da guardare nel Pride Month

Giugno, come noto, è il mese del Pride, dell’orgoglio LGBT+, un mese dedicato da decenni a commemorazioni, eventi, parate, manifestazioni. In questo articolo vi proponiamo 5 serie tv a tema LGBT+ da guardare per l’occasione.

«Modern Family»

Se siete alla ricerca di una serie comedy sulle mille e più avventure quotidiane di una famiglia allargata, Modern Family è quello che fa per voi. In undici stagioni e oltre duecento episodi, i protagonisti regalano infiniti sorrisi al pubblico, raccontando una realtà che, in modi differenti, accomuna tutti: la famiglia. È vero che i parenti non si scelgono, ma tutti vorremmo passare una giornata con i Dunphy, i Delgado-Pritchett e i Tucker-Pritchett.

Tre famiglie, dodici personaggi. Ognuno di loro incorpora caratteristiche etniche, culturali e sessuali differenti, che li rendono portavoci di una narrazione poliedrica e non convenzionale. Così non possiamo non amare Cameron Tucker (Eric Stonestreet) e Mitchell Pritchett (Jesse Tyler Ferguson), la coppia gay con al seguito Lily (Aubrey Anderson-Emmons), la bambina vietnamita da loro adottata.

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I Tucker-Pritchett mostrano con dolcezza e ironia la devozione con cui crescono una bambina da lungo tempo cercata. Sono impacciati, tanto caciarone Cameron quanto perfettino Mitchell, ma non hanno nulla da invidiare alle famiglie “tradizionali”. Anzi, la complicità e la naturalezza del loro rapporto ci permettono di scoprire la straordinarietà di avere due papà. Una vita tanto folle quanto ordinaria, come quella di tutte le famiglie.

Disponibile su: Netflix (stagioni 1-10); Amazon Prime Video (stagioni 1-9)

«The Politician»

NETFLIX © 2020

Un gruppo di ricchi studenti del Liceo Santa Barbara, in California, incornicia la serie dramedy The Politician. Le due stagioni sono firmate dai celebri volti della serialità Brad Falchuck, Ryan Murphy e Ian Brennan. Tre ideatori che hanno sempre dato spazio al mondo LGBTQ, raccontandone le molteplici sfaccettature. Lo dimostrano nelle loro serie di successo come Glee, Scream Queens, American Horror Story e l’ultima prodotta, Hollywood.

Anche questa volta la diversità fa da regina e si lascia conoscere, con ironia e l’indistinguibile tocco pop, dal pubblico. Lo sfondo narrativo è dettato, in entrambe le stagioni, dalle elezioni politiche. Si tratta di un campo molto delicato, dove ogni dettaglio privato può compromettere la posizione del candidato. Soprattutto in una società che etichetta ogni scelta sessuale. 

Così il protagonista, Payton Hobart (Ben Platt) è un ambizioso futuro Presidente degli Stati Uniti. Ha una relazione con Alice (Julia Schlaepfer), ma è innamorato di  River (David Corenswet), il suo avversario politico. Nella sua campagna non è però solo. A sostenerlo il migliore amico James, interpretato dall’esordiente attore transgender Theo Germaine e l’amica McAfee (Laura Dreyfuss), che ha una relazione con la concorrente Skye (Rahne Jones).

The Politician, quindi, è una serie tv a tema LGBT+ che indaga senza filtri la sessualità e la diversità in una variegata e irriverente cornice di personaggi. Ogni soggetto riflette i vizi di una società che non può fare a meno di scendere a compromessi per il successo. Per questo non c’è patetismo per i protagonisti, nessuno è inquadrabile in uno specifico carattere. Sono moderni, fluidi, poliamorosi, pronti a raccontare lo spettro policromatico della sessualità che tutti dovrebbero conoscere.

Disponibile su: Netflix

«Euphoria»

Euphoria è una serie tv del 2019 firmata HBO che, al momento della sua uscita, ha fatto parlare di sé in termini unanimemente positivi. La protagonista della serie è Rue (Zendaya), adolescente tossicodipendente che, appena tornata a casa dopo un periodo in rehab, è alla ricerca di pace e di qualcosa che assomigli alla felicità. Questa sembra finalmente presentarsi con l’arrivo di Jules, una ragazza transessuale da poco trasferitasi nella stessa scuola di Rue

In un’età in cui l’amore comincia a essere desiderato ed esplorato, ma anche temuto e fuggito, i personaggi di Euphoria si innamorano di coloro che li fanno sentire sicuri, apprezzati, protetti; indipendentemente dal sesso

Raccontando la storia di Rue, Jules e dei loro compagni di scuola – ognuno alle prese con un diverso e profondo disagio – la serie dipinge un ritratto crudo e tagliente degli adolescenti di oggi. Distaccandosi con merito dagli inflazionati e “serializzati” teen drama odierni, Euphoria tratta temi complessi come dipendenze, bullismo e identità sessuale, senza cadere nei due pericolosi poli della banalizzazione e dell’esagerazione. 

Grande qualità della serie è trattare certe tematiche non tanto per problematizzarle, quanto per mostrarle e farle conoscere. In questo modo essa è in grado di sdoganarsi da giudizi morali, senza per questo rinunciare a una comunque fondamentale – ma mai ostentata – denuncia del disagio adolescenziale (e non solo). 

Disponibile su: Sky

«Sex Education»

Sex education è una serie tv che esplora a pieno quel lato che, arrivata l’adolescenza, ci si pone d’avanti: la sessualità. Davanti a questa novità siamo curiosi, timidi e spaventati poiché ne sappiamo poco ed in generale ci viene insegnato poco.

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Parlando di serie tv a tema LGBT+ da guardare in occasione del Pride Month è quasi d’obbligo raccomandare questa serie. In Sex education la tematica legata all’orientamento sessuale viene presentata attraverso numerosi personaggi, che, nel corso della serie, vanno incontro ad un percorso di crescita e maturazione emotiva. In particolare nella serie viene presentata in maniera più approfondita l’omosessualità. L’omosessualità in Sex education viene trattata con leggerezza e semplicità, non calcandola eccessivamente, ma al contempo andando ad esplorare tutte le fasi che ,una persona non ancora consapevole della propria sessualità, affronta, fino ad arrivare alla consapevolezza e alla completa accettazione di sé.

 in Sex education l’omosessualità viene inserita in un concetto più ampio che riguarda la serie a 360°:la scoperta ed accettazione di sé, la maturazione emotiva che porta a vivere l’amore, in tutte le sue sfumature, in maniera più profonda e consapevole.

Disponibile su: Netflix

«Glee»

Glee è una di quelle serie che ti lascia qualcosa. Molti di noi l’hanno vista mentre crescevano per poi riprenderla qualche anno dopo approcciandosi ad essa con uno sguardo più consapevole. Per coloro che l’hanno apprezzata è  sicuramente una serie che ha portato un ampliamento di vedute ed un’apertura completa riguardo molte tematiche. Il Glee club è proprio per definizione aprirsi alla gioia più incondizionata. E quale gioia più grande c’è se non accettare ed amare se stessi e gli altri? La serie tv apre molti “sipari” su varie storie, tutte diverse, e per questo tutte importanti. Chi la guarda crescerà cercando di vedere sempre le cose “non come sono ma come dovrebbero essere”e quindi all’odio e alla chiusura mentale risponderà sempre con apertura ed accettazione. In occasione del Pride Month questa è una serie tv a tema LGBT+ chiave da vedere o rivedere, poiché tra l’infinità di cose che è Glee, la serie si sofferma in modo specifico sull’omosessualità e su i problemi che una persona omosessuale potrebbe trovarsi davanti sin dai  primi anni del liceo fino a quando non diventa una persona adulta. La serie proprio per come viene sviluppata, dà voce a diversi personaggi che andranno a scoprire la propria sessualità oppure della quale sono già consapevoli e, proprio nello spirito della stessa, questi personaggi verranno sempre abbracciati da un atmosfera di cambiamento ed accettazione. Atmosfera che però non li salverà dai momenti bui che ogni tanto tutti ci troviamo davanti. Nella serie però questi momenti  bui vengono sempre affrontati e superati con la prospettiva di un futuro migliore, iniziando ad intonare una melodia che parla di accettazione e di amore per se stessi.

Disponibile su: Netflix

Selezione e commento di: Francesca Brioschi, Giulia Maglione e Cristina Sivieri.


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