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8 rue de l'humanité

8 Rue de l’Humanitè, i condomini del lockdown non hanno carattere

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4 minuti di lettura

8 rue de l’humanité, film francese diretto e sceneggiato da Dany Boon e distribuito da Netflix nell’Ottobre del 2021 è una commedia che fa delle maschere dei suoi personaggi il tema principale di una storia ambientata in un condominio parigino nel periodo di lockdown seguito alla diffusione del coronavirus.

Il racconto delle difficoltà insite in una convivenza e in una vicinanza forzata sia con i cari che con gli estranei si mescola in un film pacato e dal ritmo lento e rasserenante, a riflessioni più o meno velate sui pericoli di una banalizzazione del difficile momento che l’umanità intera sta vivendo.

Il mondo intero (più o meno) racchiuso in un condominio

8 rue de l'humanité

L’idea di fondo di 8 rue de l’humanité ruota sulla scoperta delle vite dei condomini, tutti diversi tra loro e tutti impegnati da faccende personali impregnate di egocentrismo e dalle proprie ipocondrie di diversa natura.

L’idea, sebbene non originalissima, è sfruttata nella maniera adeguata, nonostante i luoghi comuni e la mancanza di profondità di tanti piccoli personaggi che, anche senza essere studiati in modo approfondito, vengono raccontati in maniera semplice e quasi del tutto lineare attraverso dei cliché riconoscibili che li mostrano in maniera comica palesando allo stesso tempo le incongruenze e i pregiudizi di cui sono fatte le loro vite.

La pandemia e le restrizioni vissute sono lo sfondo alienante che racchiude la narrazione e le dà senso, come un’idea sottile che costringe tutti allo sforzo, ne esaspera pregiudizi e caratteristiche e allo stesso tempo libera quel qualcosa di nuovo che è intrappolato in ogni personaggio.

Lo scorcio di umanità che viene mostrato in 8 rue de l’humanité è purtroppo limitato da un’idea di comicità rasserenante ma poco incisiva al pari di un rtimo e di una scrittura che appiono lenti e senza una direzione precisa.

Pochi rischi, pochissime emozioni e nessun rischio preso.

Dal punto di vista tecnico 8 rue de l’humanité è caratterizzata da una regia piatta capace di liberarsi soltanto in un paio di scene (una estemporanea fuga d’amore e un piano sequenza sul finale) e da una recitazione poco sentita e che appare svogliata per quasi l’intera durata del film.

8 rue de l’humanité non travolge e non annoia, ma manca di quella verve pungente che lo avrebbe potuto pervadere con un pizzico di coraggio in più dal punto di vista della trama e dello stile.

8 rue de l’humanité è una buona intuizione sprecata

8 rue de l'humanité

Sebbene ognuno potrebbe e dovrebbe sentirsi chiamato in causa nel racconto dolce e amaro di 8 rue de l’humanité che, pur senza riuscirci troppo, cerca di immortalare un momento unico della nostra modernità, l’intuizione degli sceneggiatori e del regista sembra essere sfruttata soltanto in parte, forse per mancanza di coraggio, lasciando allo spettatore un film godevole nella sua semplicità ma privo di un qualsiasi tipo di ardore.


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