another end recesnsione

Another End, aldilà e romanticismo nel prossimo futuro

7 minuti di lettura

In un futuro prossimo, l’azienda Aeterna offre una tecnologia in grado di far rivivere la coscienza delle persone decedute, definiti gli Assenti, attraverso corpi di volontari preposti, i Locatori, per far si che i parenti o gli affetti più cari possano avere a disposizione più tempo per accettare la loro dipartita, passare insieme qualche momento in più e parlare prima dell’addio definitivo.

Il programma Another End è un discreto successo e Ebe lo propone a suo fratello Sal che da poco ha perso la fidanzata Zoe, nonché alla famiglia della ragazza: l’uomo è inconsolabile e non accetta di parlare con una persona le cui fattezze non sono quelle dell’amata e la famiglia, ancora afflitta dal lutto, è restia a provare questa nuova tecnologia.

Another End, il secondo lungometraggio di Piero Messina dopo l’esordio de L’attesa, che ha partecipato alla 72esima edizione della Mostra di Venezia, è un’interpretazione originale e toccante, in chiave fantascientifica, del lutto e dei lati più dolorosi dell’amore, come l’accettazione della scomparsa di un affetto e la depressione lancinante che viene dopo.

La pellicola, presentata in concorso alla 74 edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, vanta un respiro universale e un cast internazionale e ha raccolto molti pareri misti ma principalmente affascinati dal soggetto originale, con il suo taglio romantico-sentimentale in un futuro grigio e asettico.

Another End, una visione originale sui sentimenti

Another End

Sal (Gabriel García Bernal) non riesce andare avanti e tenta anche il suicidio per sottrarsi al dolore e all’incapacità di vivere una vita senza la sua Zoe: non accetta il fatto che nel programma lei riviva in un corpo diverso e non possa più avere del tempo da vivere insieme. Sal prova la tecnologia, nonostante un’iniziale ritrosia, ma si confronta con il rifiuto di perdere un’altra volta la fidanzata e con le persone circostanti che fanno largo uso di questa tecnologia e seguono un percorso apposito per dirle addio.

La fiamma che gli fa riaccendere il sentimento e accettare la nuova Zoe (Renate Reinsve) è un semplice litigio che sfocia con una serena riappacificazione costellata dalla visione di documentari, cene d’asporto e momenti insieme alla famiglia della ragazza, che si mostra stupita da questa tecnologia capace di riprodurre fedelmente la figlia perduta. Ma Sal non riesce a liberarsi dei ricordi e vuole crearne altri, tanto da oltrepassare il limite stabilendo un contatto con la volontaria che presta il corpo alla coscienza della ragazza, confrontandosi sempre di più con il suo dolore e il rifiuto del lutto.

Another End è una storia d’amore che vive di ricordi e ferite interne: l’incapacità di affrontare una perdita fa in modo che il protagonista riveli anche la sua vera natura e pian piano accetti di convivere con il suo dolore conoscendo altre anime tormentate. La tecnologia, seppur per un termine preciso possa dare una possibilità di far pace con la memoria e creare nuovi ricordi, non può arginare i sentimenti più profondi come la tristezza e l’affetto che si ribellano alle forze del destino e alla realtà disarmante.

Another End, trasversalità tra generi e scelte registiche

Another End

In Another End si viene accompagnati nello spettro delle emozioni e di ognuna si sviscera un percorso, rivelato dalla ricerca di Sal di ritrovare Zoe nel suo corpo o in un altro. Se l’amore vive di confronti e creazioni di ricordi, il dolore è l’ultima fase che interessa raccontare perché c’è un senso di lotta interiore e ricerca che combatte contro anche la stessa natura umana. Another End porta sullo schermo anche i sentimenti più negativi e desolanti tramite l’uso di una fotografia sui toni freddi e grigi in una città sempre piovosa e indefinita, quasi un ritratto della depressione del protagonista.

Gabriel García Bernal si riconferma un interprete che introietta la disperazione di Sal in vari modi attraverso i suoi occhi lucidi e i movimenti lenti e pigri di un uomo che perde completamente il desiderio e poi lo riacquista con le sue due partner nel film: Bérénice Bejo e Renata Reinsve, con le quali crea un’alchimia che riesce a spezzare il tono cupo dell’ambientazione e a creare altre atmosfere all’interno della storia. Bernal si è subito appassionato al soggetto proprio per l’originalità con cui vengono trattati temi universali come l’amore e il lutto.

Messina con Another End si misura con un genere di finzione che tratta di temi universali e gli dà tagli di regia e sceneggiatura singolari: nonostante sul finale e fino a suo colpo di scena soffra di qualche impasse nella storia tra Ava e Sal, la narrazione sa conservare il tono del film e l’atmosfera fredda e neutra che ne permea ogni scena. Another End sviluppa una storia d’amore e lutto con uno stile preciso e unico che lo rende sia una struggente love story futuristica sia un percorso d’accettazione del lutto, affascinante nel panorama del cinema europeo di fantascienza.


Seguici su InstagramTik TokTwitch e Telegram per sapere sempre cosa guardare!

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Sostieni la cultura giovane, libera e indipendente: iscriviti al FR Club

Dal 1995 inseguo sogni e mostri. Che siano di plastilina o di pixel. Quando mi fermo scrivo poesie, giro qualche video e se riesco mi riposo cucinando una torta di ciliegie con un buona tazza di caffè.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.