Black Lives Matter: 5 serie tv per uno sguardo consapevole

Seguendo con costanza e partecipazione i fatti di cronaca e all’indomani della decisione di Netflix di creare nel proprio catalogo una categoria dedicata esclusivamente al movimento Black Lives Matter, abbiamo stilato una lista di cinque serie tv che possano aiutare ad essere più preparati e consapevoli, nella convinzione che la conoscenza sia un passo obbligato per farsi opinioni e creare dialoghi.

Le serie proposte raccontano storie differenti, con modalità e linguaggi disparati, offrendo degli sguardi sicuramente diversi tra loro, ma indirizzati tutti verso lo stesso punto: la denuncia e la lotta contro il pregiudizio e il razzismo.

«When They See Us»

Black Lives Matter

When they see us è una miniserie Netflix che ripercorre fedelmente le vicende di un fatto di cronaca statunitense noto come il caso della jogger di Central Park, che ha visto protagonisti i cinque ragazzi di Central Park, giovani condannati ingiustamente per lo stupro di una donna che si stava allenando nel parco newyorkese. 

I cinque giovani, in seguito ad una confessione estrapolata tramite interrogatori condotti in condizioni disumane, furono condannati senza alcuna prova, all’interno di un processo farsa, poiché quello che davvero li condannò fu il colore della loro pelle e il pregiudizio. Fu costruita un’immagine di loro (alla quale contribuì anche l’attuale presidente Trump) non corrispondente alla realtà, ma a ciò che gli altri credevano e volevano credere vero.

When they see us fa riflettere su quegli argomenti di cui si evita di parlare, poiché si credono superati o molto distanti dal nostro quotidiano, ma che i fatti delle ultime settimane riportano drammaticamente a galla. La discriminazione razziale, la violenza fisica, il maltrattamento da parte di coloro che dovrebbero rappresentare la legge, la gogna dei media e la mentalità discriminatoria sono temi ancora caldi, che ci riguardano tutti e che non ci possiamo più permettere di ignorare.

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When They See Us, tramite la struggente storia dei suoi protagonisti, denuncia e urla a gran voce la necessità di far conoscere queste ingiustizie, di ascoltarle, assimilarle e capirle. La vita di tutti conta, ma non potrà essere così finché non si lotterà per la vita delle persone di colore e di tutti coloro che vengono ancora considerati inferiori e marginali.

Disponibile su: Netlifx.

«Seven Seconds»

Netflix ospita tra le sue produzioni anche la serie crime-drama Seven Seconds. La storia comincia in un’innevata notte del New Jersey senza un lieto fine. Un poliziotto della Narcotici fuori servizio, Peter Jablonski (Bleau Knapp), investe accidentalmente un bambino di colore in bicicletta. L’urto è molto violento, ma il caso viene subito insabbiato, per non creare materiale mediatico nell’ennesimo scontro tra un poliziotto bianco e un civile afroamericano.

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Il traumatico evento muove una triade di personaggi in cerca di giustizia. La madre del bambino, Latrice (Regina King), il viceprocuratore K.J. Harper (Clare Hope-Ashitey) e il Detective Rinaldi (Michael Mosley). Dall’altro lato una squadra di polizia corrotta e invischiata negli affari criminali delle gang afroamericane della città. Un sistema di giustizia che non protegge equamente, ma elude le circostanze, confermando ciò per cui viene accusato.

Il caso sembra subito essere giustificato dalla criminalità di periferia ma, superati gli iniziali stereotipi, le indagini vertono su verità nascoste. La mancata risoluzione del caso si conforma al razzismo e al silenzio di un’ingiustizia perpetrata, che si rispecchia negli eventi delle ultime settimane. Seguono la rabbia e le proteste, di fronte a un crimine, seguace di molti altri, che non può essere ignorato. Ancora una volta la finzione incontra la realtà, in una serie intelligente e trainante.

Disponibile su: Netflix.

«Dear White People»

Black Lives Matter

Dear White People è una serie comedy americana firmata Netflix. Le sue tre stagioni, denominate capitoli, accolgono le vicende di un gruppo di studenti afroamericani in una prestigiosa università statunitense. Abitano tutti l’edificio Armstrong Parker, sono riuniti in associazioni a tutela dei loro diritti e guidati dalla carismatica Samantha White (Logan Browning), conduttrice radiofonica del programma di successo Dear White People (Miei carissimi bianchi).  

La sicurezza verbale di Sam non ha eguali, ma lei nasconde una fragilità irrisolta. La sua pelle caffellatte, gli occhi azzurri, la musica che ascolta la mettono quotidianamente alla prova nel suo ruolo di leader. Il confronto con i suoi amici si gioca sul terreno del non sei abbastanza nera per, che la spinge a impegnarsi il doppio degli altri. Per questo non vuole rivelare di avere un fidanzato bianco, Gabe (John Patrick Amedori).

Accanto a lei una cerchia di personaggi, ognuno protagonista di un episodio, che lottano tra l’indifferenza e l’accettazione. Il linguaggio si tinge di ironia e autoironia, su uno sfondo sociale permeato da un razzismo latente. Gioca sugli stereotipi, che non fanno altro che peggiorare una realtà già esistente, riducendo le persone di colore a caricature. Come le vignette satiriche della rivista Pastiche, come le maschere della festa Blackface. Purtroppo c’è ancora chi non vuole conoscere e rispettare e chi invece non si riduce a quel Ma Obama non aveva sistemato tutto?

Disponibile su: Netflix

«Little Fires Everywhere»

Black Lives Matter

Little Fires Everywhere è una miniserie del 2020 tratta dall’omonimo romanzo di Celeste Ng. Le sue protagoniste sono Elena (Reese Witherspoon) e Mia (Kerry Washington): bianca, elegante e maniaca del controllo la prima; nera, eccentrica e risoluta la seconda. Le due donne si incontrano mentre Mia, che non si ferma mai a lungo nello stesso luogo, sta cercando un alloggio per lei e la figlia sedicenne Pearl (Lexi Underwood) nella cittadina di Shaker Heights.

Nella serie le problematiche razziali ricoprono un ruolo fondamentale. Elena, ancor prima di scambiare una parola con Mia, è convinta di conoscerne la storia. È una madre single di colore che vive in auto: non c’è molto da aggiungere. Il rapporto tra le due è impari sin dall’inizio, basandosi su un favore che Elena concede non tanto per sincera generosità, ma per l’egoistico desiderio di sentirsi una brava persona. Mia, donna indipendente ed orgogliosa, non è però disposta ad accettare la sudditanza alla quale la disuguaglianza economica – e soprattutto razziale – sembrano volerla condannare.

Anche per la giovane Pearl l’arrivo a Shaker Heights si rivela complicato: a scuola le sue competenze vengono messe in discussione a causa del colore della sua pelle e lei stessa, innamoratasi di un ragazzo, si convince di non esserne all’altezza.  

Little Fires Everywhere dipinge una comunità dalle fondamenta marce, consumate dall’assunto che chi nasce con la pelle bianca goda di una innata superiorità. La serie, dunque, non parla di ingiusti processi o violente rivolte, ma del nemico silenzioso e subdolo che ne è l’origine: il pregiudizio.

Disponibile su: Amazon Prime Video.

«Insecure»

Black Lives Matter

Insecure è una comedy-drama che racconta la quotidianità di Issa (Issa Rae), giovane ragazza nera di Los Angeles, e della sua migliore amica Molly (Yvonne Orji). Issa lavora in un’organizzazione no-profit che si preoccupa di aiutare i giovani studenti più bisognosi (spesso appartenenti a minoranze etniche) a ricevere un’istruzione adeguata. Molly è un avvocato in un importante studio legale, posizione guadagnata grazie a bravura, orgoglio e intraprendenza.

Tra rocambolesche avventure sentimentali e la ricerca della propria strada, per entrambe le donne è l’ambiente lavorativo a presentare le maggiori difficoltà. In ufficio, spesso Issa non viene valorizzata per le sue effettive capacità, ma la si vede sfruttata come “jolly” da giocare nelle situazioni più complicate, nella convinzione che solo lei possa avere le risposte a certe domande, basando tali assunzioni non sulla sua reale esperienza personale, ma esclusivamente sugli stereotipi riguardanti il colore della sua pelle. Molly, invece, circondata da colleghi che sono in gran parte uomini bianchi, si trova a dover fare i conti con episodi di bullismo e divario salariale. Se diventare avvocato di un grande studio è già di per sé una lunga e faticosa scalata, farlo quando sei una donna afroamericana è una lunga e faticosa scalata con dei mattoni nello zaino.

Una delle qualità di Insecure è che il tono comico e l’esuberanza delle protagoniste non tolgono vigore alla denuncia delle ingiustizie e delle disparità subite, ogni giorno e da troppo tempo, da un’intera comunità.

In onda su: Sky e Chili.

Selezione e commenti di Francesca Brioschi, Giulia Maglione e Cristina Sivieri.


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Redazione NPC

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