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Black Widow è come ci aspettavamo, ed è perfetto così

L'ultimo film dell'MCU sorprende?

8 minuti di lettura

Non ci speravamo più, eppure eccolo. Finalmente Black Widow approda nei cinema, dopo mesi di ritardi e posticipazioni causati dalla pandemia. Ad accoglierlo, critiche ampiamente positive, soddisfazione da parte dei fan e soprattutto un incasso d’esordio di 600.000 euro, che dimostra la grande partecipazione di un pubblico da mesi orfano dell’esperienza cinematografica. Per un film come questo, d’altronde, non si può far altro che andare in sala e godersi lo spettacolo.

Black Widow è un action movie dai toni abbastanza seriosi, con una fotografia un po’ più cupa rispetto agli standard Marvel, tenta (per colori e atmosfere) di proporre una via di mezzo tra Captain America: The Winter Soldier e la più vivace e scanzonata serie di film collettivi dedicati agli Avengers. Nei panni della protagonista, ovviamente l’iconica Scarlett Johansson, forse per l’ultima volta nei panni di Vedova Nera, che qui si ritrova a fare i conti col passato. Fanno da sfondo alle vicende set colossali e una grande varietà di scenografie (le location vanno dagli Stati Uniti alla Russia, passando per Europa e Africa). Ad accompagnare il tutto, una carrellata di effetti speciali quasi sempre convincenti.

Il film è in sala dal 7 luglio e arriverà oggi su Disney+, dove però sarà disponibile soltanto con accesso VIP.

Black Widow è la consacrazione di un’eroina

Il nostro primo incontro con Black Widow risale al lontano 2010, per la precisione a Ironman 2. Una spia con indosso una tuta nera aderente e in testa una chioma rossa, alle sue spalle un passato misterioso e sanguinario. Nel 2012 eccola lì, in mezzo agli Avengers nell’omonimo film. Braccata dai crimini compiuti anni prima, Vedova Nera cerca di mettere una pezza sui suoi errori facendo qualcosa di buono. L’unica donna del gruppo, l’unica che per anni non avrà il suo film stand alone. Natasha Romanoff ha dovuto aspettare di morire per ottenere un suo film. Il sacrificio finale in Avengers: Endgame ha rappresentato il culmine del suo arco di redenzione: da spietata assassina a eroina che si immola per una giusta causa.

Dopo la sua effettiva dipartita, dunque, c’erano elevate probabilità di non rivederla al cinema. Cos’altro poteva raccontare? Ma Vedova Nera ha rovesciato regimi, distrutto città, combattuto dei al fianco di altri dei. Il minimo che le si potesse offrire era un film tutto suo, che la consacrasse definitivamente come eroina, eliminando le incertezze del passato.

Così, Black Widow si inserisce tra gli eventi di Captain America: Civil War e Avengers: Endgame e racconta uno spaccato della vita della protagonista, ricostruendo momenti fondamentali della sua infanzia e il crudele addestramento nella Stanza Rossa (questo in un’originale compilation di scene che fa da sfondo ai titoli di testa). Il personaggio non viene mai snaturato, anche se siamo di fronte ad un caso di overpowered character: Natasha sopravvive a tutto, cade giù da palazzi e si procura soltanto qualche livido. Per qualcuno privo di superpoteri, è davvero un bel traguardo. Ma i combattimenti sono avvincenti e non ripetitivi, intervallati da momenti di maggiore introspezione e drammaticità. Non mancano infatti scene incentrate sul valore della famiglia (grande assente nella vita di Natasha, che ha provato a costruirne una con gli Avengers, però divisi nel periodo in cui hanno luogo le vicende di Black Widow). Nel complesso, si raggiunge un buon equilibrio tra dramma, ironia e azione.

Tra buoni e cattivi. Black Widow è un film femminista?

Il cattivo di turno è Dreykov (un convincente Ray Winstone), che ha il pregio di essere un villain riuscito, contrariamente a tanti sfortunati del MCU. Da anni, all’insaputa di Natasha, Dreykov perpetua un’operazione criminale di alto livello: strappa bambine alle loro famiglie per costruirsi un esercito di spie, che si trovano chimicamente sotto il suo controllo e vengono distribuite in tutte le zone del mondo. La trama assume senza dubbio connotati di empowerment femminile: un uomo ricco e potente sfrutta delle donne, trattandole come oggetti e privandole persino degli organi riproduttivi, ma due di loro (Vedova Nera e la sua ritrovata sorella Yelena Belova, interpretata da Florence Pugh) gli mettono i bastoni tra le ruote. Al termine del film, l’idea che emerge è un senso di sorellanza tra oppresse che sono state finalmente liberate dalle loro simili (e non dal principe azzurro).

Da notare che Black Widow ha un cast al femminile, il “padre” di Vedova Nera, Red Guardian (David Harbour) è l’eccezione che conferma la regola, visto che il suo ruolo è (senza sminuirlo) quello di spalla comica. Non ci vogliamo spingere tanto in là da dire che Black Widow sia un film femminista, ma possiamo affermare che, complice, forse, la riuscita regia di una donna (Cate Shortland), i personaggi femminili non sono trattati alla stregua di tanti altri del genere action. È un sollievo che, nel 2021, si cerchi di superare l’estrema sessualizzazione delle protagoniste e si dialoghi con temi maturi, senza indugiare continuamente sul corpo delle attrici.

Ha senso vedere Black Widow? La scena post-credit

Alla notizia dell’uscita di Black Widow, tanti si sono detti poco entusiasti e scarsamente interessati, perché il personaggio di Vedova Nera era stato fatto morire in Endgame. Invece, Black Widow funziona molto bene ed è proprio il film che ci si poteva aspettare: intrattenimento leggero ma ben scritto e coinvolgente, che non fa storcere il naso a nessuno. Inoltre, non è inutile ai fini del futuro del MCU. Infatti, viene introdotta la figura di Yelena, succitata sorella di Natasha. Se quest’ultima è presentata come più adulta, seria, magari cinica (d’altra parte, è la sorella maggiore), Yelena ha un carattere più frizzante ed esplosivo. Le due sono unite da un forte legame (la chimica tra Scarlett Johansonn e Florence Pugh è fantastica).

Non a caso, nella scena dopo i titoli di coda, Yelena si trova sulla tomba di Natasha. Qui viene avvicinata da Valentina Allegra de la Fontaine, misterioso personaggio precedentemente apparso in The Falcon and The Winter Soldier, su Disney+. Yelena viene incaricata di uccidere nientemeno che Occhio di Falco, colpevole della morte di Natasha. Senza dubbio, quindi, rivedremo la sorella di Vedova Nera, e chissà che, in futuro, non sia proprio lei ad ereditare il costume di Natasha Romanoff. Ricordiamoci che ora la Marvel ha bisogno di un nuovo team di supereroi.


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Agata Iacopozzi

Classe 1998, capitata qui un po' per caso. Sono toscana ma studio al DAMS di Bologna. Ovviamente appassionata di cinema e futura disoccupata. Sono la prova che si può amare Godard indossando t-shirt di Star Wars.

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