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Blocco 181: Salmo e Milano nella serie ibrida di Sky

Gli Sky Studios debuttano con la prima serie italiana, un piccolo gioiellino underground. Blocco 181, in onda su Sky Atlantic dal 20 maggio.

5 minuti di lettura

Gli Sky Studios debuttano con la prima serie italiana che è un piccolo gioiellino underground. Blocco 181, in onda su Sky Atlantic dal 20 maggio (e disponibile in streaming su Now), stupisce con le prime puntate contese fra amore e crimine. Salmo, rapper tuttofare, si diletta per la mia volta sul piccolo schermo e alla produzione musicale.

La Milano criminale di Blocco 181

Bea, Ludo e Mahdi in Blocco 181

Come ogni grande città anche Milano nasconde, dietro lo scintillio delle vie del centro, una periferia complicata e tumultuosa. Bea (Laura Osma) vive in uno dei palazzi del Blocco in un folta comunità sudamericana, la Misa. Per coloro che non hanno alternative la criminalità e lo spaccio sono spesso l’unica soluzione. Non si può dire lo stesso per Ludo (Alessandro Piavani), giovane figlio della borghesia milanese che sceglie di consegnare cocaina ai festini più per divertimento che per necessità.

Nel mezzo c’è Mahdi (Andrea Dodero), tenebroso ma apprensivo che, nonostante la vita travagliata, sembra rimanere fedele ai propri valori. Quegli stessi valori che vengono costantemente ignorati da suo zio, Rizzo (Alessandro Piavani), ovvero colui che dalla sua autorimessa detta legge nel Blocco.

I tre ragazzi, in cerca di un riscatto sociale, inizieranno a frequentarsi, in un triangolo di ambigua amicizia e amore passionale che strizza l’occhio ad una fluidità raramente associata al mondo criminale. Inizia così la sfida tra famiglia e gerarchie del narcotraffico, sullo sfondo di una Milano multiculturale e clandestina. Tra la malavita e lo sfarzo troviamo anche il grottesco personaggio di Snake, interpretato da Salmo.

Salmo racconta l’idea dietro Blocco 181

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Salmo sul set di Blocco 181

Per questa produzione gli studios di Sky hanno deciso di affidarsi a chi l’underground milanese, in parte, l’ha vissuto e lo racconta. Salmo, per la prima volta coinvolto in una produzione cinematografica, riveste un ruolo fondamentale nella nascita di Blocco 181: non solo attore, ma anche produttore creativo e musicale e supervisore. Il contributo del rapper dona coerenza al progetto da molteplici punti di vista.

“Di sicuro gli elementi sono tanti, la rivalsa, il tradimento, l’amore. Non si capisce fino in fondo chi è cattivo. Lo puoi intravedere, ma non lo sai”

Salmo, nell’intervista a Vanity Fair

Salmo racconta a Vanity Fair la sua esperienza sul set come la realizzazione della libertà artistica, commistione di sperimentazione cinematografica e musica. Unione e coesione della produzione si rispecchiano in un’atmosfera alternativa e ribelle anche a livello artistico. A partire dalla sigla, passando per le location e arrivando fino alla soundtrack. L’intero progetto è poi impreziosito dalla colonna sonora originale, rilasciata sotto forma di album il 27 maggio. Gli undici brani del progetto discografico di Blocco 181 vantano venti collaborazioni con alcuni degli artisti più famosi della scena rap, trap e hip hop italiana, riconfermando la congruenza tra la serie e il mondo che si propone di raccontarci.

Blocco 181 e la creazione di una Milano artificiale

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Una scena di Blocco 181

L’eterna lotta tra bene e male, tra sopravvivenza e giustizia, viene rivisitata in chiave contemporanea in una versione crime tra le vie della bollente periferia milanese. Il Blocco però non rappresenta unicamente lo scenario che fa da sfondo alle vicende, piuttosto incarna quella tipologia di periferia che si vive e si soffre sulla propria pelle. Ma Blocco 181 ha una particolarità in più. Come dichiara Giuseppe Capotondi, regista della serie, non si volevano relegare i fatti ad una Milano già vista e già conosciuta, come può essere quella dei palazzoni o della movida.

La produzione ha deciso invece di dedicare alla serie un non-luogo tutto suo, ricostruendo artificialmente il Blocco nel quartiere della Barona. Una città fittizia, una periferia universale, funzionale alla narrazione, che rappresenta tutto ciò che appartiene al mondo underground con le sue regole.


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Classe 1996, laureata in Filosofia.
Aspirante filosofa e scrittrice, nel frattempo sognatrice e amante di serie tv, soprattutto comedy e d'animazione. Analizzo tutto ciò che guardo e cerco sempre il lato più profondo delle cose. Adoro i thriller psicologici e i film dalla trama complessa, ma non disdegno anche quelli romantici e strappalacrime.
Pessimista cronica e amante del dramma.

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