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«BoJack Horseman», la serie che ha saputo capirci

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Sono uscite da qualche settimana le prime otto puntate di quella che è stata annunciata come l’ultima stagione della serie tv Netflix, BoJack Horseman. La notizia della fine della serie ha colto molti fan impreparati all’addio e ha sollevato non poco disappunto a riguardo. È giunto quindi il momento di iniziare a tirare le fila di quello che è stato per molti un viaggio introspettivo all’interno della coscienza umana, piuttosto che una semplice serie animata.

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Bojack Horseman

«Bojack Horseman»: animali fuori, dentro persone

Sebbene le molte sinossi che cercano di riassumere la trama di questa serie siano alquanto superficiali, ciò che troviamo approcciandoci al mondo di BoJack (Will Arnett) è di natura ben più profonda. Al di là dello sfarzo e del lusso della vita holliwoodiana, tema affatto nuovo soprattutto all’interno dell’universo cinematografico stesso, troviamo qualcos’altro. Qualcosa di recondito, di nascosto, che si cela dietro alle apparenze. Ciò che possiamo trovare di veramente innovativo nella serie creata da Raphael Bob-Waksberg è una completa tridimensionalità e profondità dei personaggi, che mostrano ogni loro aspetto con una pienezza degna di un’indagine psicologica.

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Nonostante la realtà strampalata in cui uomini ed animali antropomorfi condividono il medesimo spazio è la psiche dei protagonisti a dominare la scena. Un escamotage simpatico e ingegnoso quello di unire regno animale e universo umano, che lascia spazio a molteplici situazioni ironiche e battute per nulla scontate, ma che forse vuole nascondere un intento più intimo. Una rappresentazione di quelli che sono gli stereotipi e le diversità di cui è costellata la nostra realtà, riletti in chiave più leggera e meno diretta, in modo da attivare la mente dello spettatore e spingerlo in ragionamenti sempre più intimi e delicati, ma con gradualità.

Ovviamente non tutti gli argomenti toccati da questa serie sono così impliciti. Le dipendenze, la depressione, la tristezza, la difficoltà nell’intrattenere delle relazioni con gli altri, l’indagine del proprio Io, i traumi infantili e familiari che portano ad insicurezza ed instabilità; tutte questioni che vengono sviscerate e proposte in maniera diretta, quasi cruda per chi si trova a guardare questa serie animata credendo si tratti del solito cartone demenziale.

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Bojack Horseman

«Bojack Horseman», formato comedy, temi drama

Un aspetto fondamentale, quello della famiglia, su cui BoJack Horseman si sofferma più volte, soprattutto nelle stagioni precedenti alla sesta. Il risultato è un’indagine degna di studi psicologici approfonditi in cui le ferite emotive vengono fatte risalire all’ambiente familiare inadeguato alla crescita. È così che viene spiegata la natura mentale di una persona instabile, incline all’autolesionismo e alla commiserazione, che si crogiola nelle proprie scelte sbagliate come il protagonista, Bojack. Ognuno di noi può rivedere almeno una parte di sé stesso all’interno dei personaggi rappresentati da questa serie; impossibile non provare empatia per le loro vicende e le loro sventure. Incredibile come l’ironia e l’assurdità di questa serie si intreccino in maniera così armoniosa con quelli che possono essere considerati veri e propri macigni che vengono sganciati a regola d’arte sullo spettatore.

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Terminata la visione degli episodi ci si ritrova a vagare tra le proprie emozioni, la propria vita e gli stralci di riflessione che la nostra mente esplora in maniera quasi autonoma: l’enorme potere di questa serie è di riuscire a catapultarci in un ambiente talmente tanto studiato da sembrare vero e compatibile con le esperienze di vita con le quali ognuno di noi si è dovuto confrontare.

Bojack Horseman

Everybody’s Power

Spiazzante e variegata la quantità di temi proposta da BoJack Horseman. Anche un argomento trito e ritrito di questi tempi come la sessualità raggiunge nuovi orizzonti e sfumature. Per esempio troviamo profonde riflessioni sull’asessualità, molto spesso messa da parte in favore di argomenti “più sexy”. Incredibile come anche questo enorme tabù venga messo a nudo ed esteriorizzato in maniera nuova e anche divertente. Un altro tema che troviamo all’interno della serie è la maternità e la relazione che essa ha con la figura di donna in carriera. Questione che viene ripresa da una prospettiva più fresca e quotidiana, permettendo di sorvolare su luoghi comuni per cui si sono già sprecate troppe parole e dando spazio invece ad una visione sicuramente meno d’effetto ma più veritiera. Anche il femminismo rappresenta una tematica di fondo che segue tutte le stagioni: lo spazio e la rilevanza dedicata ai personaggi femminili sono equilibrati rispetto alla controparte maschile e le vicende ad esse legate spaziano al di fuori delle classiche questioni che vengono riservate solitamente alle donne all’interno di questo genere di intrattenimento.

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Bojack Horseman

Insomma un’esperienza totalizzante e penetrante, la visione di questa serie conosciuta da molti ma realmente apprezzata da pochi. Un percorso che con spiccata ironia e brillanti riferimenti sia alla cultura pop che alla cinematografia statunitense, riesce a strapparci un sorriso e a farci riflettere. Un’attenta analisi delle varie tipologie di persone che siamo e che incontriamo nelle nostre vite. Una sorta di rivalsa degli sventurati e degli antagonisti che sembrano rubare la scena ai soliti personaggi eroici che spesso la fanno da padroni sullo schermo.

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Una rappresentazione verace della vita, con le sue effimere gioie ed i suoi ben più persistenti dolori che si presentano incessanti anche nelle realtà più agiate. Tutto ciò viene incanalato nel capolavoro contemporaneo che è BoJack Horseman, per alcuni già cult ancora prima della sua conclusione. Una visione sicuramente non adatta a tutti, ma che si addice a chiunque sia disposto a mettere in dubbio persino sé stesso, alla ricerca di un significato più profondo delle proprie azioni e del proprio modo di essere.


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Floriana Bria

Classe 1996, laureata in Filosofia.
Mi piace racchiudere la mia personalità in un tubetto di tintura per capelli come Clementine.
Aspirante filosofa e scrittrice, nel frattempo sognatrice e amante di serie tv, soprattutto comedy e d'animazione. Analizzo tutto ciò che guardo e cerco sempre il lato più profondo delle cose. Adoro i thriller psicologici e i film dalla trama complessa, ma non disdegno anche quelli romantici e strappalacrime.
Pessimista cronica e amante del dramma.