«Carol», due donne e un amore nell’America anni ’50

Carol, diretto da Todd Haynes e basato sul romanzo omonimo di Patricia Highsmith, narra la storia di due donne. Carol (Cate Blanchett), donna elegante, bella e sicura di sé, e Therese (Rooney Mara), timida, indecisa e sempre composta.

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Il contrasto tra le due è evidente anche a livello visivo: la prima è bionda, ben vestita e molto truccata, la seconda è mora, angelica, naturale. L’impressione che lo spettatore ha è quella di avere di fronte una donna e una ragazzina che in ben poco si somigliano. Eppure Carol e Therese hanno in comune l’insoddisfazione e la voglia di inseguire nuovi sogni: Carol ha una figlia, ma sta divorziando dal marito, Therese invece lavora in un centro commerciale come commessa, ma sogna di fare la fotografa. La sua relazione col proprio ragazzo non è poi del tutto serena: lui la vorrebbe sposare, ma lei non sembra convinta di questo grande passo.

Carol

L’incontro tra le protagoniste avviene per caso, nel negozio in cui Therese lavora. Carol compra una bambola per la figlia e tra le due si instaura un contatto visivo intenso, fatto di curiosità reciproca e interesse. Carol dimentica, forse volontariamente, i guanti sul bancone e Therese è quindi costretta a spedirli a casa della donna. Tra le due nasce un’amicizia, che si sviluppa tra complicazioni e sospette passioni in un’atmosfera natalizia di grande effetto.

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Col tempo, la relazione tra le due donne si fa via via più intima attraverso piccoli gesti romantici e attenzioni che lasciano intravedere una sottile attrazione: trascorrono le vacanze insieme, lontano dai rispettivi compagni. Therese scatta a Carol foto di grande bellezza in cui indirettamente mostra i suoi sentimenti per la donna. Carol affettuosamente regala all’amica una macchina fotografica per incoraggiare il suo talento.

Carol

Quest’amicizia molto speciale sembra possa trasformarsi in amore nel momento in cui Therese, ascoltando un litigio tra Carol e l’ormai ex marito, viene a conoscenza di un passato flirt segreto tra Carol e un’amica. Eppure la vicenda avanza piano. Il punto di forza del film è proprio il presentare delle tensioni e dei dilemmi che lasciano intravedere una passione che fatica però a manifestarsi in modo diretto. Il sentimento che unisce Carol e Therese non è infatti facile, soprattutto nell’America degli anni Cinquanta. A complicare le cose, le minacce del marito che vuole vendicarsi chiedendo il totale affidamento della figlia. La motivazione che porta in tribunale è la condotta immorale della moglie, ovvero il suo amore per una donna.

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La relazione tra le due donne si sviluppa quindi lentamente e si manifesta tramite sguardi, sussurri, carezze e, soprattutto, attraverso una vicinanza discreta ma al tempo stesso romantica. La sensazione che il regista vuole dare è quella di un primo vero amore, con le sue incertezze e le sue problematiche. Therese, l’anima fragile della coppia, non riesce a comprendere cosa le stia succedendo; Carol al contrario lo sa bene, ma non per questo ritiene la situazione meno complessa, volendo preservare la sua dignità e, soprattutto la dignità della figlia.

Carol

Solo nella seconda metà del film – dopo numerosi episodi in cui il momento giusto, quello della dichiarazione, sembra stia per arrivare ma di fatto non si presenta mai – Carol e Therese confessano i propri sentimenti. La scena d’amore che sancisce questo nuovo legame è delicata, leggera eppure incisiva. Cate Blanchett l’ha definita il punto fondamentale della storia, il momento principale del film che entrambe le attrici hanno interpretato con naturalezza, come qualsiasi altra scena d’amore tra un uomo e una donna, un vero e proprio «atto di bellezza». D’altro canto, l’attrice stessa ha ammesso che è la tensione accumulata durante il film più che la scena in sé a essere coinvolgente ed erotica. L’apice dell’amore tra le due è solo un atto tanto atteso che elimina la lunga curiosità dello spettatore e fa sperare in un lieto fine romantico.

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Le difficoltà non sono però finite per le due protagoniste, anzi, sono appena cominciate. Carol dovrà scegliere tra l’amore per Therese e quello per la figlia, che rischia di esserle portata via per sempre a causa del suo orientamento sessuale. Nascondere quindi la propria identità o scendere a compromessi con i ricatti del marito? Carol, donna forte, saprà quale difficile strada intraprendere.

Cate Blanchett ha sottolineato l’importanza di questo film anche nella contemporaneità. Sebbene la pellicola ci mostri infatti uno scenario molto diverso e arretrato se paragonato al presente, la storia di Carol è attuale più che mai:

«Le due donne sono completamente sole ad affrontare tutte le conseguenze della loro scelta. Il che non vuol dire che oggi sia una passeggiata. Fare scelte del genere non è facile ovunque. […] Tra l’altro, un film come questo, con due autrici per il materiale di base e due donne nel team di produzione, è una cosa che fa pensare alla necessità di un cambiamento nell’industria dell’intrattenimento. Ancora oggi il business, anche nel mondo dello spettacolo, rispecchia la realtà che ci circonda, dove non esiste la parità tra i sessi, né sul piano artistico né sul piano finanziario. […] Nonostante le apparenze, viviamo ancora in tempi di estremo conservatorismo. A volte mi sembra che, nel dibattito per la parità dei diritti, abbiamo perso molto terreno. […] Tra la maggior parte della gente comune l’omofobia resta un problema. A Hollywood l’omofobia non è stata superata. E forse è più problematico per le donne che per gli uomini. […] La nostra speranza devono essere i giovani, a patto che non si chiudano nei social, che capiscano che la vita è fuori e che devono arrabbiarsi, perché il mondo delle relazioni umane, il mondo reale è più bello ed è fondamentale esserci. La speranza è nelle ragazze che devono essere curiose del mondo, pronte a buttarsi, a lottare, facendosi sempre rispettare».

D’altra parte, già il romanzo a cui Carol è ispirato si distingueva rispetto alle opere tipiche dell’epoca riguardanti questo tema. L’amore tra ragazze nei cosiddetti romanzi lesbian pulp erano solitamente tragici e si concludevano con la morte – probabilmente come punizione o come totale mancanza di speranza – delle protagoniste. Il libro di Patricia Highsmith è stato il primo a presentare un lieto fine, mettendo in scena non aspetti thriller in grado di attirare un pubblico più ampio, ma raccontando una semplice storia d’amore e intimità.

Carol è un film al femminile, filtrato dallo sguardo di due donne che vogliono vivere appieno la propria libertà, sentimentale e sessuale, in un mondo in cui tutto ciò veniva considerato uno scandalo. La pellicola è commovente e il finale aperto lascia allo spettatore la possibilità di interpretare le ultime scene in modo personale. Considerata ottima dalla critica l’interpretazione delle due attrici, tanto che Rooney Mara si è aggiudicata il Prix d’interprétation féminine.

Di Dalila Forni


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