Innamorati di Christopher Nolan: guida alla filmografia

Esistono diversi modi per raccontare una storia e le possibilità offerte dal mezzo cinematografico sono potenzialmente infinite, lo sa benissimo Christopher Nolan, autore tra i più apprezzati e discussi degli ultimi anni. C’è chi lo accusa di ingannevole profondità e banale ripetizione di un’idea, e chi lo difende considerandolo uno dei registi più influenti degli ultimi anni, per essere riuscito a portare le proprie istanze autoriali all’interno di un cinema prettamente mainstream. Ciò che è innegabile è l’audacia che dimostra con ogni nuovo progetto, la voglia e la scommessa di spingersi sempre oltre, valicare i limiti che lui stesso aveva posto con il film precedente.

Christopher Nolan: di chi stiamo parlando?

Christopher Nolan

Christopher Nolan, classe 1970, è sceneggiatore e regista, autore di alcuni tra i film più di successo degli ultimi anni. Per molte sue pellicole si avvale, in fase di sceneggiatura, della collaborazione del fratello Jonathan, mentre è costante la produzione della moglie Emma Thomas, con la quale ha fondato la propria casa di produzione Syncopy nel 2001.

Il 1998 è l’anno del debutto con il film autoprodotto Following, un thriller in bianco e nero che possiede in maniera embrionale già tutte le caratteristiche nolaniane. Seguono nel 2000 Memento e nel 2002 Insomnia che è un bel thriller su commissione, ma trascurabile. È la trilogia del cavaliere oscuro il progetto che lo fa conoscere al grande pubblico, ma le perle migliori le regala tra un Batman e l’altro: The Prestige, Inception, proseguendo con Interstellar e Dunkirk. Si cimenta con generi cinematografici diversi, realizzando comunque film personali per la presenza delle caratteristiche che più lo contraddistinguono. Questi ultimi sono veri e propri successi hollywoodiani per grandezza visiva e impatto commerciale e rappresentano un esempio imprescindibile del cinema odierno. Nolan è ormai parte di quella cerchia di registi a cui è data ampia libertà creativa e accesso a budget enormi.

Christopher Nolan
Christopher Nolan

Nolan opera sul tempo e sulla possibilità che offre di essere manipolato, distorto, capovolto, frammentato attraverso il mezzo cinematografico. Principalmente sono due le modalità con cui si approccia alle alterazioni temporali: una più tecnica strettamente legata al montaggio e alla scrittura filmica, e un’altra completamente diegetica in cui la variazione della concezione del tempo appartiene al tessuto e al mondo della storia raccontata. Spesso vengono messi in scena molti livelli temporali e narrativi e molti sono i temi ricorrenti, quali, per esempio, la figura del doppio, l’ossessione, la vendetta, l’amore perduto. La più grande abilità di Nolan è quella di realizzare film stratificati e cervellotici presentandoli sempre con chiarezza. I suoi film sono solo apparentemente complessi, ma in realtà perfettamente comprensibili. Non vuole confondere lo spettatore ma guidarlo fianco a fianco dei sui protagonisti.

In preparazione all’uscita dell’attesissimo Tenet proponiamo una guida alla filmografia nolaniana.

Con quale iniziare: «The Prestige»

Christopher Nolan

Titolo: The prestige
Anno: 2006
Durata: 130′
Interpreti: Christian Bale, Hugh Jackman, Michael Caine, Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Piper Perabo, Samantha Mahurin, David Bowie, Andy Serkis

The Prestige forse non è il film più visivamente impattante di Nolan e nemmeno il più chiacchierato, ma sicuramente il più rappresentativo. È il vero emblema del suo cinema, un manifesto in cui sono presentati temi e stilemi.

Il film rivela essere non solo il racconto della storia e della rivalità tra due illusionisti di fine ‘800 (Christian Bale e Hugh Jackman), ma un vero e proprio numero illusionistico e una riflessione sul cinema. Ciò che rende peculiare il film è la maniera in cui viene costruito e raccontato. Nolan ha in comune con i suoi protagonisti l’ambizione di realizzare il numero illusionistico perfetto, così, struttura del racconto e storia narrata si intrecciano. Il film, infatti, è diviso in tre momenti simbolici: premessa, svolta, prestigio e si sviluppa su altrettante linee temporali tramite continui flasback e flash forward. Ciò che mette in campo Nolan è uno dei migliori lavori operati sulla grammatica filmica, non solo molteplicità temporale, ma anche spaziale. La narrazione, infatti, è affidata a tre linee distinte, un narratore esterno e i due protagonisti che raccontano la propria storia tramite i loro diari privati.

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Stratificazioni e livelli non riguardano solo la struttura filmica, ma anche le tematiche affrontate, come ossessione, vendetta, inganno. Centrale, però, è la figura del doppio, approfondita nella rivalità dei due protagonisti.

The prestige è il film in cui Nolan si diverte di più a spese dello spettatore, lo inganna mostrandogli il suo trucco fin dall’inizio, in cui tutto è già svelato nella prima inquadratura, la serie infinita di cappelli, serie infinita di doppi.

Con cosa proseguire: «Inception»

Christopher Nolan

Titolo: Inception
Anno: 2010
Durata: 148′
Interpreti: Leonardo DiCaprio, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Ken Watanabe, Marion Cotillard, Tom Hardy, Cillian Murphy

Inception è il film perfetto per proseguire la scoperta di questo regista, che si mostra più visionario che mai. Aprifila delle opere grandiose di Nolan, è un hist movie onirico in cui una banda di ladri non deve rubare un’idea, ma impiantarla nell’inconscio di un uomo. È un’opera emozionante e abbagliante, con scenari pazzeschi, scenografie mozzafiato e architetture impossibili. Assolutamente memorabile la Parigi che si piega su se stessa!

Come succede nei sogni Nolan gioca con l’assurdo e realizza la sua opera visivamente più emozionante. Inception ci presenta mondi onirici costituiti da più livelli e plasmabili come meglio si vuole. Ogni livello possiede un proprio scorrere del tempo, diverso dagli altri, e più si scende in profondità più il tempo scorre lentamente ed è possibile rimanere in un sogno per anni!

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Se la prima parte del film è dedicata all’acquisizione di tutte le informazioni necessarie, successivamente siamo catapultati nel mondo onirico in cui è facile perdere le coordinate fino a non sapere più quando si parla di realtà e quando di sogno. Contribuisce ad aumentare il senso di smarrimento la caratterizzazione realistica che Nolan conferisce al mondo dei sogni, così che la cosa importante non è più dove ci si trova, ma dove si vuole essere. Il film si chiude con uno dei finali più iconici e discussi degli ultimi anni, non per niente se ne sta parlando ancora dopo dieci anni!

L’opera cult: «Memento»

Titolo: Memento
Anno: 2000
Durata: 113′
Interpreti: Guy Pearce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano

Inception, Interstellar e Dunkirk sono opere visivamente imponenti, straordinarie, così come la trilogia del cavaliere oscuro. Nolan è un grande regista di blockbuster emozionanti con le sue inquadrature a campo lungo, le costruzioni architettoniche, l’uso sapiente del mezzo tecnico, ma il suo meglio lo da quando gioca semplice, e con semplice si intende lontano dalle megalomanie degli ultimi film. Memento è ancora il fiore all’occhiello di Nolan, puro e semplice stravolgimento temporale, solo gioco di montaggio. La sua magia è tutta lì.

Memento è un thriller in cui il protagonista è ossessionato dalla ricerca dell’uomo che ha ucciso sua moglie e lo vuole trovare per vendicarsi. La storia in sé è abbastanza banale, a rendere originale il film è proprio la modalità narrativa che consente un’immedesimazione totale con il protagonista che non si è più vista nel cinema di Nolan. Il protagonista in seguito all’aggressione in cui la moglie è stata uccisa, comincia a soffrire di amnesia anterogada, una patologia che non gli consente di memorizzare nuove informazioni per più di quindici minuti. Sfruttando questo disturbo Nolan compone il film attraverso sequenze di quindici minuti, appunto, montate seguendo una cronologia inversa. La sequenza iniziale corrisponde con la fine della storia il cui inizio è presentato alla fine del film. Uno scorrere del tempo al contrario, la causa di ciò che vediamo in una sequenza la troviamo in quella successiva, che però è precedente in ordine di tempo.

Tutto concorre a creare disorientamento e incertezza nello spettatore, gli stessi sentimenti che prova il protagonista. Una corsa all’assassino al reverse in cui non si è mai sicuri di cosa è verità e cosa menzogna. Memento è puro esercizio di stile, è una trovata cinematografica atta allo scopo di sorprendere.

Da dove non partire: la trilogia del cavaliere oscuro

Titolo: Batman Begins, The Dark Knight, The Dark Knight Rises
Anno: 2005, 2008, 2012
Interpreti: Christian Bale, Michael Caine, Gary Oldman, Morgan Freeman, Liam Neeson, Katie Holmes, Cillian Murphy, Heath Ledger, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Anne Hathaway, Tom Hardy, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt

Consigliamo di non partire dai film dedicati a Batman, non perché non meritino di essere visti, anzi, ma perché Nolan è assoggettato a una storia preesistente, in cui si muove in maniera notevole e sviluppa per certo tematiche proprie, ma la sua poetica alla massima potenza si trova altrove.

È doveroso riconoscere a Nolan il merito di aver ridato dignità all’eroe mascherato in un momento in cui sembrava cinematograficamente dimenticato. Ha attuato la trasformazione e il capovolgimento nel modo di intendere i cinecomics, fatto che ne ha segnato la fortuna. Lontano dalla atmosfere più personali Nolan si dimostra a tratti scostante e mostra carenze che troveremo anche in altri film, ma sono difetti che appaiono minimi rispetto al lavoro grandioso e memorabile che è riuscito a compiere sul personaggio e l’intero suo immaginario. Distaccandosi in maniera netta dalle atmosfere gotiche di Tim Burton (e ancor di più da quelle di Joel Schumacher), Nolan cala il suo eroe in un contesto reale dalle atmosfere oscure, ispirandosi a opere diverse, da Frank Miller ad Alan Moore.

Nolan articola la sua parabola sul cavaliere oscuro in tre film che ne raccontano le origini, la rivalità, il ritorno e la morte. Sono molti i temi che avvicinano Nolan a Batman: l’ossessione, la vendetta, la maschera. Torna la figura del doppio, che spicca per rilevanza in tutte tre le pellicole. Il cavaliere oscuro è diviso in una doppia rappresentazione di sè, da un lato Bruce Waine e dall’altro Batman, entrambe maschere che si confondono e si sovrappongono.

Nel secondo capitolo della trilogia (sicuramente il meglio riuscito e il più apprezzato) questo tema viene sviscerato in maniera eccellente. Batman deve affrontare il suo antagonista per eccellenza, la sua nemesi: il Joker, il suo doppio distorto. I continui discorsi che Joker fa per provocare Batman, offrono le migliori spiegazioni di una lotta tra bene e male dai confini incerti, in cui l’unica regola è quella di non uccidere, ma in cui tutto il resto si confonde in un gioco di maschere e sovrapposizioni con cui il nostro cavaliere oscuro dovrà confrontarsi.

La visione della trilogia è ovviamente consigliata, ma successivamente agli altri film, come approfondimento di una cinematografia e una personalità sfaccettata e profonda.


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Chiara Cazzaniga