«Coffee for all», il documentario all’aroma di caffè

Il caffè sospeso è una pratica che ha origine a Napoli, suggestiva e viva città Campana a cui non mancano di certo tradizioni e peculiarità. Questo gesto, come la maggior parte delle usanze, non si sa bene in quale periodo ebbe origine; c’è chi ipotizza che possa risalire al periodo successivo alla seconda guerra mondiale, momento di grande povertà. Un atto di spontanea solidarietà, divenuto abitudine e poi tradizione. Il caffè sospeso consiste in un semplicissimo atto di gentilezza da parte di una persona a favore di ignoti. Difatti una persona, entrando in un qualunque bar di Napoli, e non solo, può prendere un caffè e lasciarne un altro pagato per chiunque arriverà dopo. Offrendo così, potenzialmente, un caffè a tutto il mondo. Proprio di questo parla Coffee for all, documentario disponibile nel catalogo Netflix, che consigliamo a tutti gli appassionati di tazzine fumanti e caffè presi al volo.

Offrire un caffè al resto del mondo

Coffee for all

«Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo»

(De Crescenzo)

Il caffè sospeso è un concreto gesto di premura, è un voler regalare a qualcuno ciò che a noi sembra scontato. Questa usanza, con radici nella città partenopea, ha fatto il giro del mondo. Questa tradizione stimolò la creatività dello scrittore napoletano Luciano De Crescenzo, che come titolo del suo libro ha scelto proprio caffè sospeso. Quest’ultimo è un libro che racchiude varie storie, estrapolate soprattutto dalla Napoli di tutti i giorni; storie che riassumono l’essenza della città, il suo modo di essere e la sua filosofia di vita. Una filosofia di vita contenuta anche nel caffè sospeso, una gentilezza e un pensiero in più verso l’altro.

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La pratica del caffè sospeso oltre ad ispirare libri, film e documentari ha soprattutto dato il via a diverse associazioni benefiche, una di queste è la rete del caffè sospeso, ed ha cambiato la vita di molte persone in tutto il globo, oggi vi racconteremo le loro storie, le storie di alcune persone, molto diverse tra loro, ma legate da un elemento comune: il caffè

«Coffe for all»

Coffee for all

Coffe for all è una piacevole visione di appena un’ora. Per la regia di Fulvio Iannucci e Roly Santos è uscito nel 2017 ed è di produzione 39Films, Romana Audiovisual, NFI e ZBABAM. Il documentario è stato presentato al Rome Independent Film Festival ed ha ottenuto il riconoscimento culturale dalla Commissione per la Cinematografia del MIBACT – Direzione Generale Cinema. È disponibile dal 2018 sulla piattaforma di streaming Netflix.

Coffee for all

Lo scopo di Coffee for all non è solo presentare il fenomeno del caffè sospeso ma raccontare 3 storie che vengono catturate dalla cinepresa in 3 diverse aree del mondo (Napoli, New York e Buenos Aires) per documentare senza filtri la vita di alcune persone: gente comune ma con un intero mondo dentro.

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Coffee for all narra la storia di coloro che hanno trovato l’ispirazione e hanno cambiato le proprie esistenze grazie ad un caffè. Un caffè che regala esperienze ed è sempre sinonimo di incontro tra persone e storie, che si amalgamano e si mischiano in un bar, per le strade, nelle case. Coffee for all passa tra le chiacchiere e il racconto di una storia che ha il sapore di vita seduta ad un vecchio tavolo in un bar di Buenos Aires, per poi ripercorrere i fotogrammi della memoria nella vicenda di Elisabeth Cardiello, una ragazza italo-americana, ed infine piomba nella realtà del carcere minorile di Napoli dove un ragazzo di nome Giancarlo sta cercando di cambiare la sua vita.

Un caffè per ricominciare: il progetto caffè sospeso e Giancarlo

Coffee for all

«il Caffè è un marcatore di identità e nessuno deve essere escluso dal suo consumo»

Coffe for all porta sullo schermo la storia di Giancarlo, un ragazzo rumeno che, dopo essere stato condannato, viene incluso nel progetto “caffè sospeso” che lo aiuterà a scontare il resto della sua pena. Il progetto solidale ha dato il via ad un’iniziativa del tribunale per i minorenni di Napoli per aiutare i ragazzi a reinserirsi nella società, dando loro una seconda opportunità, adoperando un mestiere onesto che possa permettere loro di guadagnare e costruirsi un futuro. Questa iniziativa è legata ad un’altra avviata dalla pizzeria i Fratelli la bufala chiamata: “finché c’è pizza c’è speranza” che include corsi di formazione gratuita ai ragazzi . Tale progetto solidale, che ha luogo in tutto il mondo, include 20 ragazzi provenienti dall’area penale che lavorano e gestiscono questo progetto. E così da un semplice gesto nascono istituzioni, progetti benefici, iniziative che un po’ il mondo lo cambiano. Grazie al caffè c’è la voglia di ricominciare e di donare un’opportunità alle vite di quei ragazzi che sembrano anch’esse essere sospese.

Un caffè per ricordare: La storia di Elisabeth Cardiello

Coffee for all

«A hug in a mug»

Letteralmente dall’altra parte del mondo Coffee for all ci fa immergere in un’altra realtà completamente diversa dalla prima: quella di Elisabeth Cardiello a New York. Elisabeth è un’imprenditrice italo-americana. Il suo racconto all’interno del documentario è un percorso attraverso i ricordi. È come aprire un vecchio ed impolverato album di fotografie e sfogliarlo.

Elisabeth spiega come il suo rapporto ed il suo amore per il caffè siano merito del padre che, fin da piccola, gli ha trasmesso questa passione. Il padre  fu l’inventore di una coffee pot, ovvero di un contenitore a metà tra una moka e una caffettiera a filtro, che chiamò Unimatic. Elisabeth un giorno, quasi per caso, ritrova in un magazzino molte di queste coffe pot, ciò che lei chiama la sua legacy, ovvero la sua eredità. Ed è proprio la volontà di condividere questa eredità con il mondo che le permette di iniziare il suo cammino. Per tutto il film sentiamo il modo in cui Elisabeth descrive il caffè, ovvero come un momento, un rito che scandisce il tempo, che accompagna le fasi della giornata. Il caffè per Elisabeth è come un appuntamento fisso in cui si chiacchiera e si condividono idee e riflessioni. Il caffè qui è una memoria un po’ nostalgica del passato e una filosofia di vita del presente.

Un caffè per indagare nell’animo umano: Goldier e Martín

Infine incontriamo la terza storia di questo documentario. In cui il caffè è ispiratore di storie. Così come lo è il bar in una stradina affollata di Buenos Aires, Argentina. L’uomo che si siede al tavolo e parla con il regista è Martìn. Martìn è uno scrittore di novelle che prende ispirazione per la sua scrittura affacciandosi ogni giorno dalla vetrata di quel bar che quotidianamente riempie la sua mente di mille idee. Da queste idee nascono storie e racconti che riempiono pagine profumate di vita. Così come la storia di Goldier che un giorno chiese all’uomo di scrivere di lui in un suo libro. Goldier è un ragazzo che vive una doppia vita: la mattina lavora al bar incontrando molte storie e di notte scrive la sua esibendosi in abiti da donna e riempiendo i teatri della sua città con una voce angelica. Martín scrisse un libro su di lui, mantenendo il suo segreto e sorprendendosi di come ogni volta il mondo potesse incuriosirlo e ispirarlo proprio lì dove non se lo aspettava. Il caffè qui è un modo per rimanere ogni giorno sorpresi dalle cose che si possono scoprire, e racchiude l’aroma della vita.

Un caffè per una storia

Coffee for all

«Il caffè è più di un semplice pretesto per un momento di pausa e socializzazione: è un vero e proprio rito che abbina al piacere di bere una bevanda amata la possibilità di intensificare i rapporti umani, facendo circolare sensazioni, emozioni, idee»

E così, seguendo l’aroma del caffè, abbiamo conosciuto 3 storie di uomini e donne diverse tra loro; qualcuno di loro cerca riscatto, qualcuno ispirazione e qualcun altro vorrebbe ricreare ricordi legati alla sua famiglia per rendere omaggio alle sue radici. Tutto ciò grazie al caffè, capace di far accadere cose spettacolari poiché l’essenza del caffè alla fine è il momento che ci regala le conversazioni, i pensieri  che sorgono spontanei. Quindi, se ci fa piacere, la prossima volta che passiamo davanti ad un bar lasciamo un caffè sospeso, un caffè che può dare inizio ad un’altra storia.


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Giulia Maglione