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Delta di Michele Vannucci

Delta, un thriller che naviga col vento in poppa

5 minuti di lettura

Uscito nella sale il 23 Marzo 2023, Delta, per la regia di Michele Vannucci, cercherà in tutti i modi di non farvi respirare neppure per un solo istante. Salirete a bordo e navigherete per il fiume e per la sua palude, dove il vero nemico è l’acqua stessa e cosa essa possa celare al di sotto della sua superficie.

Arriverete a toccare il fondo insieme ai suoi personaggi, Alessandro Borghi e Luigi Lo Cascio, per poi risalire la corrente, ma alla fine forse non guarderete più il fiume con gli stessi occhi. Delta si conferma come un vero ed autentico thriller tutto italiano che non ha nulla da invidiare al mercato internazionale!

Delta, acqua in bocca

Delta

Delta si presenta fin da subito a noi spettatori come un’opera in cui il paesaggio altro non è che un comprimario dei due protagonisti, Alessandro Borghi e Luigi Lo Cascio: due anime portate alla deriva, ormai perse e mosse per inerzia dal loro stesso vivere. Il primo, un bracconiere che si ritrova a dover pescare nelle paludi del fiume, muovendosi come un vero e proprio fantasma in cui la nebbia fa da scudo dalla legge. Il tutto col fine di sfamare la propria famiglia, costretta a vivere nel cuore del Delta del Po.

Il secondo, altro non è che il paladino della legge del posto: fondatore di una associazione ambientalista che si preoccupa di preservare e salvare l’ambiente circostante, deturpato dalla piaga del bracconaggio. In una cornice dove l’oscurità e la nebbia fanno da autentiche padrone, si consuma un thriller, con delle sfumature da vero e proprio western, in cui la vittima dovrà scegliere se trasformarsi nel carnefice, nel mostro a cui tutti danno la caccia ma a cui nessuno importa di dover aiutare.

Noi spettatori come pesci fuor d’acqua

Delta, Alessandro Borghi

Nell’opera firmata da Michele Vannucci non c’è spazio per i grandi discorsi. Anzi, il silenzio rimane a tutti gli effetti il grido più forte. Alessandro Borghi, reduce dall’interpretazione nel film Le otto montagne, ritorna ancora una volta a recitare con gli occhi di ghiaccio che lo contraddistinguono. Poc’anzi si era definito Delta come un thriller con sfumature da western: non è un caso che la prima battuta del film del personaggio di Elia (Borghi) sia una soffiata di armonica, richiamando la famosa scena iniziale di Charles Bronson nel capolavoro assoluto di Sergio Leone, C’era una volta il West.

In Delta le parole più pesanti sono date agli abitanti del posto, ai caratteristi che compongono e arricchiscono l’opera di Michele Vannucci, quali: Emilia Scarpati Fanetti, Greta Esposito, Denis Fasolo, Sergio Romano. Il personaggio di Osso (Lo Cascio) traspare a tutti gli effetti come una vittima degli eventi, colui che non riuscirà a prendere posizione se non nell’atto finale. Così come Elia, anche Osso, vive una vita che sembra non essere la sua, ma alla fine entrambi scelgono di farsi trasportare dalla corrente degli eventi, stando alle regole che detta il fiume. Arriveranno a spingersi oltre i confini che non avrebbero mai potuto immaginare di toccare.

Delta, una regia che segue la corrente

Delta, Luigi Lo Cascio

Michele Vannucci confeziona una regia del tutto ispirata e fatta su misura per Delta. Una regia fatta di campi lunghissimi e primissimi piani. Si seguono spesso i personaggi da dietro le spalle, quasi a voler vedere dove stanno andando. Si uniscono più livelli: il primo quello reale arricchito poi con immagini di repertorio o che comunque richiamano quella forma, passando poi per fermi-immagine che permettono di dar respiro a noi che rimaniamo col fiato sospeso in più di un’occasione.

Il colpo di scena e il climax finale a cui Michele Vannucci arriva piano piano, ci fa pensare che forse ciò che caratterizza Delta, più di tutto, è un ritmo che sembra quasi, per l’appunto, seguire la corrente dal fiume. Prima calmo, che ci dà il tempo di esplorare il mondo di Elia e Osso; poi che prende sempre più piede, aumentando d’intensità, fino ad arrivare ad una catarsi che sembra volerci far trasportare dalla corrente del fiume, ormai consci che il dramma si è consumato, e che quindi è per noi ora di ritornare a riva.


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