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Dune: Timothée Chalamet è il leader coraggioso di Arrakis

Un'esperienza sensoriale a tutto tondo

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6 minuti di lettura

Nonostante sia Fuori Concorso è sicuramente il film più atteso. Stiamo parlando di Dune, opera ultima del regista Denis Villeneuve, prodotto dalla Warner Bros e presentato in anteprima alla 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Il film, che porta nel cast i nomi di Timothée Chalamet, Oscar Isaac, Rebecca Ferguson, Josh Brolin, Zendaya, Jason Momoa e Javier Bardem, si preannuncia già come un futuro “sbanca-botteghino”. Dune sarà disponibile nelle sale a partire dal 16 settembre con questa prima parte. Una seconda parte sembrerebbe già essere tra i progetti futuri di Villeneuve.

Di cosa parla Dune

Sono ambientate migliaia di anni nel futuro le vicende della famiglia Atreides che governa sul pianeta Caladan. La famiglia è formata dal sovrano duca Leto (Oscar Isaac), la sua concubina, nonché potente sacerdotessa e guerriera, Lady Jessica (Rebecca Ferguson) e il loro unico erede, Paul (Timothée Chalamet). Il loro motto è “lealtà e indulgenza” e sono dei regnanti giusti e molto amati. Proprio per questo, e per la loro crescente fama, infastidiscono l’Imperatore, capo supremo dell’Universo Conosciuto. Attraverso un inganno, quindi, quest’ultimo manda l’intera famiglia Atreides sul pianeta Arrakis, insidiosa distesa desertica dalle temperature invivibili che nasconde mille pericoli.

Su questo sabbioso pianeta è presente però la Spezia, fondamentale sostanza naturale che permette i viaggi nello spazio e delle potenti allucinazioni; essa è alla base del commercio e di ogni attività umana. Gli Atreides sono incaricati di riprendere i lavori di estrazione della Spezia da dove li avevano abbandonati gli Harkonnen, casata dei precedenti occupanti del pianeta Arrakis. La Spezia è però al tempo stesso protetta dai Fremen, unica popolazione indigena dai caratteristici occhi blu di Arrakis, di cui fanno parte Stilgar (Javier Bardem) e Chani (Zendaya).

Il destino del protagonista, Paul, è tra le dune del deserto di Arrakis. Egli ne sente il richiamo in premonizioni e sogni rivelatori di cui la protagonista è proprio Chani. Quando poi scoprirà la verità riguardo il suo passato e la sua natura, comprenderà che il suo futuro non è solamente diventare un grande regnante come suo padre, ma molto di più.

Dune: fantascienza e non solo

dune

Dune trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Frank Herbert del 1965. Nonostante la datazione non troppo recente, l’autore parla di importanti temi contemporanei che hanno trovato il loro spazio anche sul grande schermo. L’intera narrazione ruota intorno ad una famiglia quindi, per Villeneuve, era fondamentale inquadrare innanzitutto i rapporti padre-figlio e madre-figlio perché ponessero le basi per tutte le vicende successive. Molti altri argomenti, soprattutto sociali, si snocciolano lungo la visione di Dune. Pronunciata la piega ecologica della narrazione, dall’utilizzo delle risorse naturali all’impatto del colonialismo, dai cambiamenti climatici alle violenze perpetrate ai nativi continuamente vessati da nuovi conquistatori. Questo racconto ambientato tra strani pianeti, macchine futuristiche e attrezzature all’avanguardia riesce quindi a trascendere la fantascienza affrontando al meglio anche tematiche politiche, emotive e sociali.

Interessante ed elaborata anche la struttura caratteriale del protagonista, Paul Atreides. Timothée Chalamet interpreta con fascino e carisma l’eroe al centro del racconto di formazione che lo trasformerà da giovane e promettente figlio del capo a sensibile condottiero che mette da parte le proprie paure per compiere il suo destino. Sicuramente aiutato dai minuziosi costumi e dalla sua aria sempre un po’ tenebrosa, Chalamet appare in forma smagliante e più affascinante che mai. Senza che il resto del cast sia da meno! Dalla misteriosa Zendaya all’evocativo Javier Bardem, passando per il regale Oscar Isaac per finire con il sempre cazzutissimo ma anche tanto amabile Jason Momoa.

Perché guardare Dune (al cinema)

Dune, se visto al cinema, si rivela un’esperienza sensoriale a tutto tondo. A partire dagli effetti speciali mozzafiato per cui sicuramente non si è badato a spese. Certo, come ogni film di fantascienza la presenza di CGI (Computer-generated imagery) è indispensabile, ma Villeneuve ha voluto fare le cose in grande andando a creare il maggior numero possibile di scene senza effetti speciali. Con l’aiuto di Gerd Nefzer come supervisore, ha realizzato l’impossibile studiando nel minimo dettaglio persino la sabbia dalla quale gli attori erano perennemente circondati. Anche le scene più complesse, con macchinari futuristici, esplosioni, fuoco e movimenti del terreno sono state composte fisicamente e girate con gli attori.

Altri fattori stupefacenti sono la colonna sonora e i costumi di scena, entrambi azzeccati e in piena armonia con l’atmosfera della narrazione e il suo clima generale. Le musiche, supervisionate da Mark Mangini e Theo Green, sono ispirate al deserto e ai suoi suoni. Le sinfonie ritmate ricordano il “tamburino” che i Fremen utilizzano per attirare i Vermi della sabbia. Rumori, lingue ed effetti sonori accompagnano il film dando voce a bestie, personaggi e ambientazioni. Insieme ad imponenti vesti ed armature e paesaggi che sembrano fuori dal mondo, Dune, raggiunge la grandezza estetica, e non solo, che tutti ci auspicavamo da questa produzione.


Floriana Bria

Classe 1996, laureata in Filosofia.
Mi piace racchiudere la mia personalità in un tubetto di tintura per capelli come Clementine.
Aspirante filosofa e scrittrice, nel frattempo sognatrice e amante di serie tv, soprattutto comedy e d'animazione. Analizzo tutto ciò che guardo e cerco sempre il lato più profondo delle cose. Adoro i thriller psicologici e i film dalla trama complessa, ma non disdegno anche quelli romantici e strappalacrime.
Pessimista cronica e amante del dramma.

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