Elle Fanning, tra seduzione e inquietudine

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Elle Fanning compie oggi 25 anni, nata nel 1998 comincia a essere nota al grande pubblico dal 2008 quando prende parte, a soli 10 anni, al film Il curioso caso di Benjamin Button interpretando la versione bambina di Cate Blanchett. Il film di David Fincher non è il vero e proprio debutto per Fanning che aveva già partecipato ad altri film iniziando con l’interpretare la sorella Dakota Fanning da piccolissima nel film Mi chiamo Sam di Jessie Nelson.

Si scosta subito, però, dall’ombra della sorella e la sua prima parte protagonista è datata al 2008 quando interpreta una bambina affetta dalla sindrome di Tourette in Phoebe in Wonderland di Daniel Barnz. Da quel momento in avanti Fanning interpreterà diversi e svariati ruoli, mostrerà differenti versioni di sé stessa dando prova di un eclettismo degno di nota.

I ruoli più celebri di Elle Fanning

elle fanning

La carriera di Elle Fanning procede costante e l’attrice si schiera sempre di più dalla parte del cinema indipendente, anche se possiamo citare almeno tre ruoli mainstream grazie a cui dimostra, nonostante la giovane età, la sua versatilità e grande padronanza delle scene.

Nel 2010 è chiamata da Sofia Coppola per partecipare alle riprese di Somewhere, nel film interpreta Cleo la figlia dell’attore Johnny Marco (Stephen Dorff) dedito, più che ai set cinematografici, a sesso e alcol. La storia si concentra sul rapporto padre-figlia che i due non hanno mai avuto, la Coppola adotta uno stile delicato, spoglio, leggero e sincero e Fanning dimostra già una grande competenza donando al film e al rapporto portato in scena grande freschezza e autenticità. Fanning potrebbe essere l’ennesima vergine suicida di Sofia Coppola, bionda, eterea, ambigua e infatti le due torneranno a lavorare insieme nel 2017 per L’inganno.

La parentesi Disney e la collaborazione con Woody Allen

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Il 2014 è l’anno della collaborazione con Disney, Fanning, infatti, veste i panni di Aurora nel film Maleficent per la regia di Robert Stromberg, già scenografo ed effettista. Maleficent è il primo live action Disney in cui viene attuata l’operazione di ribaltamento del punto di vista per cui a essere protagonista è il cattivo e a essere raccontata è la sua storia oscura.

Malefica è interpretata da Angelina Jolie mentre Elle Fanning è Aurora, non più protagonista ma comunque centrale nella storia raccontata. A prevalere questa volta è il suo lato angelico e innocente, privo di qualsiasi ipocrisia o finzione. Elle Fanning depura il suo personaggio di quella sua costante e caratteristica nota sarcastica per trasfigurarsi nella serafica e mite principessa addormentata.

Un giorno di pioggia a New York del 2019 è la prima partecipazione di Fanning a un film di Woody Allen. Fanning si accorda sul tono allenistico, proprio di qualsiasi film del regista statunitense, e interpreta Ashleigh la giovane di Tucson fidanzata con Gatsby, un Timothée Chalamet ennesimo alter ego del regista, che si reca a New York con il fidanzato per riuscire a realizzare un’intervista a un famoso regista indipendente.

La Ashleigh di Elle Fanning è provinciale, insicura, secchiona e perfettina ma durante il percorso di allontanamento progressivo da Gatsby scopre la sua vera natura. Fanning ha modo con questo film di mostrare l’ennesima altra faccia della sua personalità sfaccettata e di calcare la mano soprattutto sulle note comiche e sarcastiche per cui risulterà una delle attrici più applaudite dell’intero cast.

Nei film appena nominati, coì come negli altri non compresi in questo articolo, è possibile notare come Elle Fanning scelga di volta in volta di mostrare un lato della sua personalità, facendo prevalere ora una caratteristica ora un’altra. Sono tutte interpretazioni meritorie che ci hanno permesso nel tempo di affezionarci lei e farne una tra le attrici più apprezzate della nuova generazione.

Ma ci sono due film che volutamente si sono lasciati nel finale in cui Elle Fanning ha saputo spiccare davvero, due ruoli che le sembrano stati cuciti addosso, due interpretazioni grazie a cui è riuscita a far risaltare la parte di lei che è più affascinante, in bilico tra seduzione e inquietudine, un mix sfolgorante di carisma, capacità e grazia.

I grandi successi: The neon demon

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The neon demon è un film del 2016 di Nicolas Winding Refn. Il regista danese è ormai noto ai più, riconoscibile e inimitabile si è costruito nel tempo un’estetica e una poetica fortemente caratterizzanti fatte di neon, violenza, grandi silenzi, misura, compostezza e ancora neon. The neon demon è la storia di Jesse, Elle Fanning, aspirante modella che arrivata a Los Angeles si scontra con il mondo della moda: un’ambiente senza scrupoli e senza pietà che alla fine la inghiottirà.

The neon demon è un film solo perché è realizzato da un regista e distribuito nelle sale cinematografiche, ma potrebbe benissimo essere un’installazione videoartistica, una serie di videoclip musicali concettuali, un backstage fotografico di moda altamente pretenzioso. Refn, più che raccontare una storia, sembra interessato a mettere in scena il concetto di bellezza assoluta e tutto ciò che la gente è disposta a fare pur di raggiungerlo.

Elle Fanning è perfetta per interpretare Jesse, inizialmente, infatti, si punta l’attenzione sulla sua innocenza e ingenuità; spalancando i suoi grandi occhi azzurri Fanning sembra proprio una bimba smarrita, bellissima ma timorosa, ma ben presto acquista sicurezza anche grazie alla continua adorazione espressa nei suoi confronti da chiunque, dalle altre modelle alla truccatrice, dai fotografi agli stilisti.

Emerge pian piano un lato oscuro di Jesse, continuamente in bilico tra gioco malizioso e navigata perfidia, la modella cambierà totalmente il suo atteggiamento verso l’esterno, purtroppo, però, questo non basterà a salvarla. Fanning in The neon demon ha modo di mostrare la sua ampia ecletticità, cambiando più volte registro, fingendo ora una malizia che non ha cercando di nascondere la timidezza per poi, invece, all’opposto, ostentare uno smarrimento che non le appartiene più, avendo lei stessa assimilato la furbizia e il narcisismo propri di quel mondo.

Il ritorno con Sofia Coppola ne L’inganno

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L’inganno è un film scritto e diretto da Sofia Coppola del 2017, basato sull’omonimo romanzo del 1966 di Thomas P. Cullinan già adattato nel 1971 da Don Siegel (La notte brava del soldato Jonathan). Il film di Coppola colpisce immediatamente per l’atmosfera sospesa e rarefatta, per la luce sempre mite che colpisce questo mondo chiuso femminile costantemente in penombra, come a nascondere dettagli e celare verità.

La storia si svolge in un collegio femminile durante la Guerra di Secessione americana, i personaggi coinvolti sono la direttrice del collegio (Nicole Kidman), l’istitutrice Edwina (Kirsten Dunst) e le ragazze che sono rimaste. Uno di loro troverà nel bosco un soldato ferito (Colin Farrel), le donne lo accolgono e si prendono cura di lui, ma la presenza maschile, straordinaria e inconsueta, desterà non poco subbuglio all’interno del collegio; ogni personaggio femminile sarà infatti turbato, coinvolto, eccitato, incuriosito.

Elle Fanning interpreta Alicia, la più grande tra le ragazze ospitate in collegio. Sarà lei a scatenare l’intreccio di eventi che condurrà al tragico finale; ambigua e maliziosa bacerà e sedurrà il soldato che di notte si introdurrà nella sua stanza, dopo aver però promesso la stessa cosa a Edwina, l’istitutrice, che inevitabilmente li scoprirà insieme. Anche questo personaggio sembra essere scritto apposta per Elle Fanning, che torna a collaborare con Sofia Coppola dopo 7 anni, in un ruolo che le permette di giocare con il suo lato oscuro.

La penombra in cui è immerso il collegio favorisce intrighi e menzogne e l’Alicia di Elle Fanning in questo si rivela maestra. Sospeso tra l’innocenza bambina e l’insidia seduttiva adulta il suo personaggio mostra al meglio la sfumatura della sua bellezza che risulta maggiormente intrigante. Fanning spesso gioca su questo doppio registro di candore e spietatezza ed è ciò che la rende così affascinante, ma anche ciò che le consente di conferire spessore e autenticità ai personaggi che interpreta.


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Chiara Cazzaniga, amante dell'arte in ogni sua forma, cinema, libri, musica, fotografia e di tutto ciò che racconta qualcosa e regala emozioni.
È in perenne conflitto con la provincia in cui vive, nel frattempo sogna il rumore della città e ferma immagini accompagnandole a parole confuse.
Ha difficoltà a parlare chiaramente di sé e nelle foto non sorride mai.

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