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Eternals: innovazione Marvel, ma blockbuster nella norma

Eternals dà speranza al futuro dei Marvel Studios

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13 minuti di lettura

Il nuovo capitolo dell’Universo Cinematografico Marvel è arrivato nei cinema, e porta con sé molte novità, stilistiche e narrative, per la casa di produzione di cinecomics. Eternals, diretto dalla pluripremiata regista Chloé Zhao, è una vera ventata d’aria fresca rispetto alle produzioni MCU precedenti, ed è probabilmente il primo segnale che gli studios di Kevin Feige stanno lentamente cambiando rotta per i loro prodotti cinematografici, dopo l’apice narrativo raggiunto in Avengers: Endgame.

Eternals, liberamente tratto dai visionari fumetti di Jack Kirby, padre fondatore della Marvel insieme a Stan Lee, ha per protagonisti una squadra di semi-divinità aliene che arrivano sulla Terra 7 millenni fa, per accompagnare la razza umana nell’evoluzione. Il cast ha destato subito attenzione per la multi-culturalità e diversità degli attori e attrici: tra i più famosi troviamo Angelina Jolie, Salma Hayek, Kit Harington e Richard Madden, mentre la protagonista Gemma Chan aveva già lavorato per il MCU in Captain Marvel, interpretando un ruolo completamente diverso.

Come Eternals cambia le modalità del MCU

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Già nelle primissime scene di Eternals si può notare un dettaglio inusuale per un film MCU: prima di passare all’inizio del film con il tradizionale prologo, didascalie a mo’ di titoli di coda ci introducono alla mitologia del film e all’ambientazione. Può sembrare banale, ma una presentazione tale già segna un taglio netto rispetto al corpus di film ribattezzato “The Infinity Saga” dal team marketing dei Marvel Studios, ovvero tutti i film MCU da Iron Man fino a Spider-Man: Far From Home. Il film poi procede normalmente, con un prologo finalizzato a presentare al pubblico i protagonisti e i loro poteri.

La trama non sembra niente di nuovo per chi ha familiarità del genere supereroistico: esseri superpotenti, cattivi altrettanto potenti, ma mostruosi, eventi che anticipano pericoli per il mondo intero, la posta in gioco è altissima. Ma Eternals, affidandosi alla ricca e complicata mitologia originale di Jack Kirby (anche se nel film viene trattata superficialmente), tenta di cambiare l’esecuzione narrativa tradizionale del MCU. Dovendo gestire e presentare al pubblico una decina di personaggi completamente nuovi, Chloé Zhao decide di dare un tono un po’ più lento e pacato al film, prendendosi del tempo per spiegare la storia e le dinamiche del gruppo. Questo ovviamente va ad allungare la durata complessiva del film, attualmente il secondo più lungo dei Marvel Studios (ha battuto persino Avengers: Infinity War), anche questo un fattore abbastanza inusuale per gli standard del MCU.

Anche nella gestione dei personaggi possiamo vedere dei piccoli timidi passi verso la diversità. Al di là della ricca varietà etnica e di genere presente nel team principale, che rientra nell’agenda di Hollywood di inclusività, ma che non è comunque ostentata come in altri prodotti, Eternals fa scelte coraggiose per essere un prodotto Marvel. Nei protagonisti vediamo finalmente una serie di leader femminili: dalla figura matriarcale e austera di Ajak (Salma Hayek) a quella che incarna la bontà e la speranza, à la Capitan America, di Sersi (Gemma Chan, che figura tra l’altro in testa all’elenco del cast, anche questa una mossa vista raramente non solo nei film Marvel, ma più generalmente a Hollywood). I personaggi femminili di Eternals, pur avendo avuto uno screen time limitato a un solo film, hanno più personalità e coerenza di molte protagoniste della Marvel, come ad esempio la Vedova Nera e Capitan Marvel, vittime di film mediocri dal dubbio messaggio femminista.

Interessante notare come la notorietà degli attori non coincida con l’importanza dei loro ruoli nel film. È risaputo come la Marvel abbia sempre dedicato ad attori più famosi ruoli importanti nei loro film: basti pensare a Anthony Hopkins in Thor, o Tilda Swinton in Doctor Strange, o ancora Michael Keaton in Spider-Man: Homecoming, e così via. È vero che in Eternals Salma Hayek ricopre il ruolo di matriarca, ma vista la presenza di Angelina Jolie nel cast si poteva aspettare un passaggio di ruolo più determinante all’attrice americana. Invece alla Jolie viene assegnato un ruolo di guerriera, un po’ comic relief e un po’ drammatica, come è diventato Thor nel corso del suo percorso. Kro, il villain principale, ruolo solitamente affidato ad attori famosi, invece presta la voce (e non il fisico) di Bill Skarsgård, noto per il suo iconico ruolo nei due film di IT, ma qui non abbastanza riconoscibile. Anche il Celestiale Arishem, forse il personaggio più importante di tutto il film, non ha la voce di una grossa celebrità, ma del doppiatore americano David Kaye, forse più noto per il suo lavoro in svariati cartoni dei Transformers, ma certamente non una celebrità internazionale.

La vera innovazione di Eternals ATTENZIONE SPOILERS

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Continuando il discorso sui personaggi, Eternals compie scelte coraggiose. Per cominciare, decide di sovvertire i ruoli narrativi impartiti ai protagonisti, trasformando gli eroi in effettivi agenti distruttori del nostro pianeta (stratagemma già utilizzato in Captain Marvel, ma senza lo stesso impatto): viene rivelato che i Celestiali hanno creato gli Eterni per mandarli su pianeti che ospitano un seme di Celestiale, cosicché facilitino l’evoluzione, l’aumento della popolazione e dell’energia vitale richiesta al seme di Celestiale per svilupparsi e nascere. Gli Eterni scoprono di essere stati progettati per genocidi planetari, ma questo ovviamente non intaccherà la loro bontà, e cercheranno di fermare la nascita del Celestiale Tiamut.

A questo punto la presenza del Deviante Kro, che all’inizio del film sembrava il villain principale, avendo ucciso Ajak, perde notevolmente importanza, e anche quando tornerà a uccidere un altro membro degli Eterni, non viene recepito come la minaccia principale. Anche la sua sconfitta finale da parte di Thena risulta estremamente anti-climatica, anche perché avviene nel bel mezzo del climax vero e proprio, ovvero la venuta di Tiamat. Kro rientra quindi nella lunga lista di villains sottosviluppati e infine dimenticabili della Marvel, anche se stavolta per una precisa scelta narrativa: non sono i Devianti i cattivi, ma i Celestiali e gli Eterni, che devono espiare le loro colpe.

Ma quello che colpisce veramente è il personaggio di Ikaris (Richard Madden). In un colpo di scena viene rivelato che Ikaris sapeva del vero ruolo degli Eterni da sempre, e quando Ajak gli confessa di non voler procedere con la venuta di Tiamat, Ikaris la porta dai Devianti affinché la uccidano. Non solo diventa quindi lui il vero villain di Eternals, ma alla fine del film, ricordando la grande relazione d’amore avuta con Sersi, in un atto estremo di redenzione, vola nel sole per suicidarsi.

Eternals è per ora l’unico film MCU che tratta veramente di morte, tema quasi tabù per la Marvel: Kro, Ajak, Gilgamesh, e nel caso più estremo Ikaris vengono ufficialmente e chiaramente fatti uscire di scena, senza possibilità alcuna di ritorno. Certo, si parla pur sempre di Marvel, quindi chissà cosa riserverà il futuro per i personaggi di Eternals, ma sembra che il ritorno sia impossibile. E se così fosse, sarebbe un ulteriore enorme passo in avanti per la Marvel, famosa per uccidere personaggi e poi riportarli in vita più e più volte (Loki è il caso più esemplare), anche attraverso cammei e flashbacks.

Eterni difetti

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Ma la Marvel non perde comunque il vizio, e sebbene nel complesso si distacchi molto dal solito modus operandi trito e ritrito, presenta comunque qualche elemento riconoscibile: i riferimenti ad eventi di altri film e a personaggi conosciuti ovviamente non mancano, ma vengono menzionati con minor pesantezza, e in modo che uno spettatore “vergine” possa comunque capire di cosa si stia parlando. Nelle scene post-credits fioccano di nuovi personaggi e film e serie tv future (già si parla di una possibile serie tv prequel su Disney+), e il solito umorismo Marvel che ammazza la serietà delle scene non manca.

La mitologia di Eternals sembra vastissima e ricca, ma come sempre nei film del MCU non viene mai esplorata e approfondita, accontentandosi di spiegare tutto in scene condensatissime, per concentrarsi poi sulla storia e i personaggi. Le scene d’azione non sono tra le migliori del MCU: confuse e inutilmente lunghe, avvengono quasi sempre in ambienti bui, rendendo di difficile chiarezza l’azione. La battaglia finale devia dal tradizionale esercito anonimo in CGI, per presentare invece un innovativo conflitto interno al team principale, che avviene mentre il gigante Celestiale emerge dall’oceano, regalando delle immagini vaste e suggestive, inusuali per la Marvel.

Anche lo stile visivo ed estetico di Eternals devia notevolmente dalla solita estetica industriale fatta a stampino presente in tutta la Infinity Saga, dovuto sia alla regia in location e non in studi tappezzati di green screen, sia ad una scelta di design che vuole omaggiare il tratto fumettistico di Jack Kirby, anche se nel film viene ridotto all’osso. Basti pensare alle imponenti, eccentriche, coloratissime astronavi architettate dal genio di Kirby nei fumetti, semplificate in Eternals in un enorme monolito nero che preferisce omaggiare il minimalismo di 2001 Odissea nello Spazio piuttosto che la follia creativa dei fumetti.

Eternals, nonostante abbia dei severi problemi di gestione del ritmo e della mitologia di base, è sicuramente una pietra miliare per i Marvel Studios, tanto da non sembrare quasi un prodotto della casa di Kevin Feige, ma quello di uno studios che concede più libertà artistica ai registi. Anche se la lunga durata del film si fa sentire, e il coinvolgimento emotivo è altalenante, Eternals dà speranza al futuro dei Marvel Studios, che forse, se il film riscuoterà abbastanza successo, deciderà di prendere più rischi e di confezionare prodotti più variegati, che esulino dal solito schema narrativo adottato negli ultimi 12 anni.


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Guglielmo Scialpi

Nato a Roma, studia attualmente al DAMS di Padova.
Vive in un mondo fatto di film, libri e fumetti, e da sempre assimila tutto quello che riesce da questi meravigliosi media.
Apprezza l'MCU e anche Martin Scorsese.

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