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Fear Street – Ritorna sullo schermo l’orrore alla R.L. Stine

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7 minuti di lettura

Fear Street è una mini serie originale Netflix che si ispira alla serie letteraria per ragazzi degli anni ’80-’90, Le strade della paura, di R.L. Stine ( autore di Piccoli Brividi). La serie si sviluppa su tre film, che si diramano su tre piani temporali diversi, che danno anche il titolo alle tre parti in cui il prodotto è diviso: 1994, 1978 e 1666.

La trama segue le avventure degli abitanti di Shadyside, una cittadina famosa per una scia di omicidi violenti avvenuti nel corso dei secoli e, più in generale, per sventure continue. Poco lontano da Shadyside si trova Sunnyvale che, come potete immaginare, è tutto l’opposto.

La maledizione di Shadyside viene ricondotta a una strega, Sarah Fier, che si dice che nel 1666 abbia lanciato una sciagura sulla cittadina, rendendo gli abitanti vittime di sventure. Ed è proprio su questa base che si sviluppano, forse in maniera un po’ troppo allungata, i tre episodi. 

Fear Street: prime impressioni

Fear Street

Partiamo dal presupposto che Fear Street, nella sua completezza, presenta molti punti di forza che, tutto sommato, riescono a sovrastare quelli un po’ più deboli, purtroppo ugualmente presenti. La serie pare inizialmente essere destinata a un pubblico prevalentemente teen, ma la presenza di scene molto crude può risvegliare anche gli adulti un po’ nostalgici, soprattutto grazie alla presenza di tante situazioni che si rifanno agli slasher degli anni ’80-’90.

In questa trilogia vengono riproposte infatti varie dinamiche presenti nelle saghe più conosciute di questo genere. Ma Fear Street non è solo un genere slasher, in quanto riesce con maestria a mescolare più generi cinematografici horror, non mancando ovviamente di citazioni fantastiche, mai casuali.

Zombie movie, stregoneria e possessioni creano un supporto perfetto che riesce a intrattenere lo spettatore, senza che nulla cada nel banale, forse grazie anche alle formule vincenti che ognuno di questi generi possiede. Un altro punto di forza è sicuramente la fotografia moderna, ma debitrice per alcuni aspetti a quella del fantastico Dario Argento, che con il suo rosso e blu ha terrorizzato il mondo. La regia, curata da Leigh Janiak è anch’essa molto fresca e dinamica, donando spesso momenti di camera che si rifanno, nuovamente, al genere horror in tutte le sue forme.

Invece, uno dei punti dolenti della serie è sicuramente la retrocessione di anni da un film all’altro, che funge più che altro da flashback e che spezza molto il ritmo della trama principale.

Parte I: 1994

Il primo film si presenta come quello più teen, introducendo i personaggi che saranno i protagonisti anche delle cornici dei due successivi film, collegati tra loro da una fitta trama, seppur abbastanza semplice da seguire. Ci troviamo nel 1994 e viene qui introdotta la strega Sarah Fier e i primi cenni alla maledizione e alla scia di omicidi che ha marchiato per sempre Shadyside, mentre Sunnyvale risulta essere priva di qualsiasi evento negativo.

Tra omicidi, misteri, visioni e amori impossibili, i nostri protagonisti dovranno combattere per la loro sopravvivenza. In questa prima parte appare un inedito cameo di Maya Hawke, figlia di Uma Thurman ed Ethan Hawke, già conosciuta in Stranger Things. Nel cast anche Olivia Welch, già vista in Panic, su Prime Video.

Parte II: 1978

Il secondo film risulta essere quello più violento e anche quello che convince di più il pubblico. Tuttavia, a livello di prosecuzione della trama principale, appare come quello più inutile, poiché incentrato solo su un lungo flashback con lo scopo di trovare un’unica risposta che servirà poi per il terzo film. In questo secondo capitolo, i protagonisti del primo film si ritrovano ad ascoltare cos’è successo esattamente durante uno dei famosi omicidi di Shadyside, quello avvenuto a un campeggio nel 1978. Qui lo slasher più puro e classico incontra stregoneria e possessioni, in una scia di sangue divertente, ma che non lascia spazio, come invece fa il primo film, all’empatia con i personaggi.

Parte III: 1666

Il terzo film è diviso invece in due parti. La prima è ambientata nel 1666, dove finalmente, grazie a una visione donata alla protagonista del filo di trama del 1994, si viene a conoscenza della storia di Sarah Fier e del primo insediamento nelle terre tra Shadyside e Sunnyvale. Si snocciola finalmente il tutto, seppur la parte narrativa risulti un po’ più debole. La seconda parte torna al 1994 dove concluderà, dopo oltre un film e mezzo di flashback, la trama del primo episodio, e così anche la serie.

Cosa ci lascia la serie?

Insomma, Fear Street è una serie che tocca davvero molte corde degli amanti del genere, rendendo quasi impossibile odiare il prodotto nella sua interezza. Purtroppo però, se ci si sofferma sulla reale utilità dei flashback o di molte parti, risulta evidente il bisogno di allungare il brodo. Questo per soddisfare così sia gli amanti dei film, con la divisione in tre capitoli, sia gli amanti della serialità, trionfando in entrambi i casi.

Fear Street, seppur con evidenti difetti, risulta il prodotto perfetto per ogni palato, per ogni esigenza e per ogni tipo di spettatore, divenendo a nostro parere, la migliore serie horror degli ultimi anni.

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Siamo Saverio e Tina, due ragazzi cresciuti con la passione dell'horror in tutte le sue forme. Viaggiando tra libri, fumetti e cinema, siamo arrivati a creare una pagina in cui parliamo di orrori reali e di finzione, di tutte le arti che riguardano o trattano il genere, provando ad esplorare ogni lato e costola di questo genere che amiamo tanto, condividendo questa passione con tutta la community che abbiamo creato negli anni.

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