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Film da vedere weekend

5 film che non sapevi fossero da vedere questo weekend

5 film per un weekend fuori dalla tela del ragno

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7 minuti di lettura

Si sa, l’uscita di un film è sempre un evento, soprattutto se è una grossa produzione come Spider-Man: No Way Home, Diabolik o il polemizzato House of Gucci. Ovviamente, vi consigliamo di non perdere questi grandi film, uno dei quali espressione di un cinema italiano impegnato più che mai verso i rivoli del genere e della riappropriazione di grandi personalità cult della nostra cultura. Rischioso sarebbe però perdere alcune pellicole uscite in concomitanza ai titoli citati, abbandonate sul fondo delle watchlist, quando non proprio ignorate.

Ecco dunque 5 film per un weekend fuori dalla tela del ragno, dalla tuta di Diabolik o dagli intrighi di famiglia Gucci.

Nowhere Special – Una storia d’amore, di Uberto Pasolini

Nowhere Special film

Dal regista italiano Uberto Pasolini arriva al cinema una storia dolcissima di un padre – John (James Norton) – alla disperata ricerca di un futuro migliore per il figlio Michael. Nowhere Special è attualmente al 9° posto in classifica del box office dall’uscita ufficiale nelle sale lo scorso 8 dicembre.

La storia si incentra su John, un lavavetri 35enne abbandonato dalla moglie subito dopo la nascita del figlioletto Michael. L’uomo ha dedicato tutto se stesso a crescere il piccolo fino a che riceve la notizia più terribile di tutte: gli restano pochi mesi di vita. Sconvolto dalla notizia, nel breve periodo che gli è rimasto, il nostro protagonista si mette alla ricerca di una nuova famiglia per Michael (Daniel Lamont), deciso a tutelare il figlio dalla sua morte e determinato a dargli un futuro più felice possibile.

Il padre deve imparare a morire, il bambino a vivere. Lo fanno tenendosi per mano nell’attraversare la strada, quella che porta a scuola ma anche quella che porta all’addio

One Second, di Zhang Yimou

Sull’onda asiatica, arriva dalla Cina al cinema il 16 dicembre One Second, titolo originale Yi miao zhong del regista Zhang Yimou.

Ci troviamo negli anni della Rivoluzione Culturale e Zhang – interpretato da Zhang Yi – evade dal campo di lavoro forzato e vaga per il deserto fino al villaggio dove in un cinema al film Eroic Sons and Daughters, viene abbinato il cinegiornale di propaganda numero 22 in cui compare per un solo secondo l’immagine della figlia che non lo vuole più vedere dall’arrestato.

Poco prima della proiezione la pellicola viene rubata da una ragazzina, l’orfana vagabonda Liu, che ha bisogno della celluloide per costruire la lampada al fratello più piccolo. Zhang, dopo aver assistito al furto, la insegue. Al villaggio intanto un folto pubblico è in attesa di assistere allo spettacolo serale organizzato dal proprietario e proiezionista del cinema, tale Mr. Film, visto come una divinità e si considera una figura essenziale all’interno del Partito.

Don’t look up, di Adam McKay

Scritto e diretto da Adam McKay, Don’t look up si colloca sulla scia dei film fantascientifico-catastrofici e disponibile anche su Netflix.

La studentessa di astronomia Kate Dibiasky scopre l’esistenza di una cometa non ancora identificata. Il suo professore, Randall Mindy, calcola che la traiettoria dell’asteroide coinvolge la Terra e che un impatto avverrà in circa sei mesi. È così che i due cercano di sventare in qualche modo la catastrofe imminente. La notizia si diffonde e viene organizzato il lancio di un’astronave che possa colpire e deviare la cometa, salvando il pianeta. Operazione che però viene annullata quando l’imprenditore tecnologico e finanziatore del Presidente, Peter Isherwell, scopre che l’asteroide è composto da moltissimi materiali preziosi. Come sempre davanti ad una tragedia, l’opinione pubblica si divide tra chi esige la distruzione totale della cometa, chi urla all’allarmismo ingiustificato e chi addirittura nega che una cometa esista davvero.

L’isola di Bergman, di Mia Hansen-Løve

Distribuito da Teodora Film e con la regia di Mia Hansen-Løve. Il film è un viaggio citazione dei luoghi più amati dall’autore svedese Ingmar Bergman.

I protagonisti sono Chris (Vicky Krieps) e Tony (Tim Roth), una coppia che sia ama da molto tempo, ma qualcosa è svanito. Nella vita crescono una figlia e dirigono i rispettivi film. Lui si occupa di fantasmi e lei tratta di amori impossibili. La coppia è in cerca di quiete per poter lavorare ai rispettivi progetti e per questo sbarcano a Fårö, l’isola di Bergman divenuta luogo di culto e di attrazione turistica per gli amanti del cinema. Tutto il film è una citazione alle opere dell’autore, dalla casa dell’autore svedese dove vivono e dal letto di Scene da un matrimonio dove dormono, fanno escursioni e scoprono i luoghi filmati da Bergman.

Re Granchio, di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis

Dalla regia di Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis, con Gabriele Silli e Maria Alexandra Lungu arriva al cinema Re Granchio. Il film è stato presentato alla Quinzaine Des Réalisateurs del Festival di Cannes 2021 e successivamente è stato presentato alla 39esima edizione del Torino Film Festival.

Re Granchio racconta una storia ambientata verso la fine dell’Ottocento che ha come protagonista Luciano (Gabriele Silli), un uomo che vive in un piccolo borgo della Tuscia. Luciano è un grande bevitore e per questo motivo è spesso ubriaco, l’animo ribelle lo fa notare dal tirannico principe del posto.

Emarginato dalla società, Luciano si ritrova in a dover fuggire quando vede la donna di cui è innamorato insediata dal principe. Infatti l’uomo finisce per compiere un gesto atroce che lo costringe a fuggire verso la Terra del Fuoco. Qui si unisce a gruppo di marinai per mettersi alla ricerca di un tesoro, purtroppo i membri dell’equipaggio, spinti dalla cupidigia, commettono atti violenti finendo per tradirsi gli uni gli altri. È così che la storia di Luciano diventa la leggenda di Re Granchio.


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Classe 1996. Siciliana trapiantata a Roma, mi sono innamorata dei libri e delle storie narrate da bambina. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ho intrapreso il mio viaggio all'interno del mondo dell'editoria.

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