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Frammenti di lei Netflix

Frammenti di lei, un thriller che non convince del tutto

6 minuti di lettura

Lo scorso 4 marzo è arrivata nel ricco catalogo Netflix la nuova serie tv Frammenti di lei (Pieces of her), basata sull’omonimo romanzo del 2018 scritto da Karin Slaughter, creata da Charlotte Stoudt e diretta da Minkie Spiro.

Frammenti di lei

Miniserie in otto episodi di genere thriller/mistery, la trama segue le vicende di Laura Oliver (Toni Collette), impiegata presso un centro di riabilitazione per reduci di guerra, che vive una vita apparentemente tranquilla con la figlia Andy (Bella Heathcote), impiegata presso la centrale di polizia del paese. Dopo che le due assistono in prima persona ad un omicidio, l’avvenimento fa tornare alla luce traumi sul passato di Laura e nuove e scioccanti verità su di lei e su chi è veramente.

Frammenti di lei, una storia ricca di potenziale

Chi è Laura Oliver? È questa la domanda attorno alla quale ruota il fulcro dell’intera vicenda, ed è questa la domanda che necessita una risposta per poter capire appieno il racconto principale. La maggior parte degli avvenimenti è specificatamente pensato per poter arricchire la storia di base, e per unire i tasselli aggiunti di puntata in puntata volti a donare un ritratto completo e approfondito della protagonista.

Frammenti di lei risulta una serie che parte bene, con una spinta lodevole e interessante, cadendo poi nel banale e dilungandosi nella sua centralità, soffermandosi a donare informazioni su vicende secondarie e laterali, trovandosi a perdere vigore. L’attenzione di chi guarda è così spostata verso accadimenti non utili alla creazione della storia personale della protagonista, nonostante la presenza di potenziale ci sia, come dimostrano le prime tre puntate.

I frammenti di Laura (e della sceneggiatura)

Una delle scelte più interessanti e meglio riuscite dell’intero racconto è la rappresentazione di Laura. La scelta narrativa di rappresentare Laura “a frammenti”, come dice il titolo stesso, è abile e aumenta la curiosità dello spettatore che è così invogliato a continuare con la visione degli episodi successivi. Enigmatica, misteriosa, fredda ma anche apprensiva, altruista e protettiva, all’inizio risulta difficile inquadrare la personalità della vera Laura, merito anche dell’ottima interpretazione che Toni Collette imprime in questo personaggio.

La sceneggiatura è spaccata in due. Da un lato la presenza di alcuni buchi di trama confonde e viene in tal modo perduto il filo dell’intero discorso; dall’altro lato è presente invece un’ottima gestione di cliffhanger e colpi di scena, diluiti nel racconto e mai troppo prevedibili e ravvicinati tra loro. La presenza di flashback è gestita molto bene. Contribuiscono a donare un ritratto ancora più ricco e vero a Laura, dando risposte a determinate sue azioni.

Il difficile rapporto tra madre e figlia

Frammenti di lei

Frammenti di lei è un oscillare continuo tra thriller e dramma personale, dove ai continui segreti e misteri di Laura, si aggiunge il difficile e complesso rapporto con sua figlia Andy. Negli anni diventato sempre più lineare e monotono, viene ribaltato nel giro di poche ore, confondendo Andy e il ritratto personale di sua madre, che negli anni lei stessa si era costruita. Una corsa contro il tempo per conoscere le sue origini, la sua vera storia e il perché di sue azioni, portano Andy a vivere in una continua situazione di precarietà e pericolosità.

Quanto crediamo di conoscere davvero una persona? È un’altra delle domande chiave di tutta questa storia, con la quale Andy dovrà fare i conti per poter riuscire a capire anche i problemi di comunicazione alla base del suo rapporto con la madre. Se la sua è una battaglia appena iniziata, quella di Laura dura da anni, e la differenza della portata la si nota nei loro comportamenti. Andy è determinata, curiosa e anche un po’ ribelle, mentre Laura è stanca, fuggevole e determinata a riottenere la tanto agognata libertà.

Nonostante questo, Andy è un personaggio poco caratterizzato, utilizzata più come spinta per portare avanti una narrazione morta in alcuni passaggi, e con una personalità che varia a seconda della vicenda che le si presenta. È scaltra e invincibile in alcuni casi, spaventata in altri.

Nel suo complesso Frammenti di lei è un lavoro riuscito per metà. Intrattiene quando lo deve fare, ma perde di vista il suo obiettivo principale in molte altre situazioni. Una serie che poteva essere originale e diversa dalle altre del genere, ma che per la sua mala gestione è risultata un’ennesima copia riproposta.


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Mi chiamo Rebecca, 21 anni e da quando ne ho 13 il mio mondo gira intorno al cinema. Guardo troppi film, parlo tanto di cinema, ho tanti film preferiti ma per me non è mai abbastanza. Mi piace scrivere sin da piccola e voglio continuare a farlo ancora per molto (troppo) tempo. Studio beni culturali e sogno una carriera da critica cinematografica.

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