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Gli occhi di Tammy Faye: i mille volti del successo

6 minuti di lettura

Diretto da Michael Showalter, Gli occhi di Tammy Faye arriva nelle sale italiane dal 3 febbraio 2022. Uscito negli Stati Uniti lo scorso novembre, finalmente è disponibile anche nelle sale cinematografiche italiane e aspetta solo voi. Un ritorno di Andrew Garfield – che quest’anno continua a stupirci in ogni sua performance, come nel caso di Tick Tick Boom – e di Jessica Chanstain, di nuovo al cinema dopo il successo di Scene da un matrimonio e reduce da una vittoria ai premi Oscar 2022 come miglior attrice proprio per la sua performance nel film di Showalter. Il film ha ricevuto il premio anche nella categoria Miglior trucco.

Tammy e Jim: i predicatori truffaldini

Gli occhi di Tammy Faye Andrew Garfield

Gli occhi di Tammy Faye ripercorre la storia di Tammy Faye (Jessica Chanstain) e il marito Jim Bakker (Andrew Garfield), concentrandosi però sulla vita della prima, esplorando le sue vicende e mostrando al pubblico la sua vita attraverso i suoi famosi occhi, riconoscibili ovunque grazie alle sue lunghissime ciglia.

Figlia di una divorziata, Tammy viene esclusa dalla vita di chiesa fin da piccola ma ne è sempre stata affascinata. Senza che i suoi genitori lo notino, corre a fare la comunione e lì sembra che la piccola Tammy venga posseduta: da quell’evento Tammy penserà di avere una stretta connessione con Dio e poter parlare con lui.

Anni dopo, Tammy incontra Jim Bakker durante un incontro di studio sulla Bibbia e i due entrano subito in sintonia. Senza aspettare, si sposano e ben presto comprendono che la loro missione nella vita è diffondere la parola di Dio. Jim comincia a predicare per le città, aiutato da Tammy e i suoi pupazzi: presto vengono notati da una trasmettente televisiva di stampo cristiano che offre loro un programma per bambini.

Il successo pian piano arriva e Tammy e Jim vengono riconosciuti ovunque: decidono di creare il loro canale, chiamato PTL network (“Praise the Lord”), dove Jim può predicare accompagnato dalla voce ormai nota a tutti di Tammy.

Insieme al network, costruiscono una casa enorme e vari centri ad uso e consumo di tutta la comunità che li circonda. Come viene pagato tutto ciò? Attraverso le donazioni volontarie, spronate da messaggi televisivi volutamente emotivi.

La solitudine negli Occhi di Tammy Faye

Gli occhi di Tammy Faye Jessica Chanstain

Con Jim impegnato nella predicazione – e nella convinzione dei fedeli di pagare tutto il progetto – Tammy si ritrova da sola, in compagnia della sua musica e, di conseguenza, del suo produttore, Gary Paxton. Alla nascita del secondo figlio di Tammy e Jim, quest’ultimo comprende che i due gli nascondono qualcosa e caccia Gary: Jim obbliga Tammy a confessare tutto in diretta così da rafforzare il legame con gli ascoltatori.

Eppure, Tammy ormai è una persona nuova, distante da Jim. Comprende il suo valore come artista e si crede forte nelle sue convinzioni. La voce di Tammy è magistralmente interpretata nelle performance di Jessica Chanstain, che stupiscono lo spettatore: ricostruisce fedelmente le performance di Tammy, alzando anche di un’ottava la sua voce. Un nuovo talento che si aggiunge alla già ottima performance recitativa.

Così come Andrew Garfield riesce a trasmettere la freddezza e l’avidità di Jim Brakker attraverso la sua espressività, Jessica Chanstain sa mostrare la fragilità di Tammy con maestria. Il suo personaggio spicca per la sua interpretazione storicamente accurata: Chanstain ha ricreato su schermo quella tipica di risata alla Betty Boop di Tammy, la sua voce, il suo look eccentrico. Un lavoro di fino che sicuramente è arrivato al pubblico.

I diversi volti della fama

Gli occhi di Tammy Faye Michael Showalter

Gli occhi di Tammy Faye ci mostrano come una vita può essere sconvolta dal successo e dalla fama, in positivo e in negativo, e come dietro la maschera di tanto benaltrismo posso celarsi innumerevoli secondi fini. La narrazione di questo film è lineare e permette allo spettatore di vedere le vere intenzioni di Tammy: fare del bene per la comunità e dare una voce e uno spazio a chi non poteva esprimersi.

Il biopic presentato dalla pellicola di Michael Showalter rischiava di diventare una parodia di una figura così eccentrica nel panorama americano, ma invece è riuscito a dare spessore a Tammy Faye, conferendole il rispetto che meritava per la sua generosità verso la sua comunità.

Un film che permette allo spettatore di conoscere il viso oltre la maschera di un personaggio televisivo storico, senza dare giudizi o personali considerazioni, ma cercando di restare imparziali, mostrando gli eventi dal punto di vista di una donna che credeva – forse troppo o forse no – di poter migliorare il mondo.


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