«Harry Potter e la pietra filosofale»: 5 tappe per rivivere un cult senza tempo

Il 16 Novembre 2001, esattamente 19 anni fa, usciva nelle sale Harry Potter e la pietra filosofale, il primo tassello che darà vita ad una delle saghe fantasy più importanti della storia del cinema. Harry Potter è basato interamente sui libri della scrittrice inglese J.K. Rowling. La prima pellicola è stata diretta da Chris Columbus e dura 2 ore e 39 minuti. Harry Potter è una saga completamente avvolta dalla magia che è riuscita nel suo intento di creare un intero e strabiliante universo fantasy a sé stante le cui tracce e influenze si intravedono ancora oggi. La saga ha anche un sito ufficiale creato dalla stessa Rowling.

«La musica! Una magia al di là di tutto ciò che facciamo» (Silente)

Harry Potter ha accompagnato l’infanzia e l’adolescenza di tutti noi; è stato e continua ad essere un bellissimo viaggio che custodiremo per il resto della nostra vita. Per questo motivo risulta difficile affrontare Harry Potter senza farsi prendere un po’ dal sentimentalismo. Che vogliamo ammetterlo o no, chi non ha mai sognato di ritrovarsi tra i banchi della Incantata scuola di magia e stregoneria di Hogwarts? Un posto affascinante e pieno di avventure, che fa accendere l’immaginazione e risvegliare il mago che è in noi.

leggi anche:
Non solo principesse, Disney+ incanta con i suoi documentari

Oggi parleremo di come questo viaggio è iniziato, partendo dagli albori della saga e lo faremo ripercorrendo i 5 momenti più significativi che tutti noi custodiamo gelosamente nella nostra memoria, momenti che sanno di infanzia e che ci emozionano sempre un po’. Intraprendiamo un’avventura a bordo dell’ Hogwarts Express permettendo ai luoghi mozzafiato di rapirci ancora una volta, e facendoci guidare dai brani più iconici della saga. La colonna sonora difatti è un elemento chiave che caratterizza il film ed è importante per scandire le varie scene andando a creare un’atmosfera di stupore ed incanto.

Tenetevi stretto il vostro biglietto e aspettate sulla banchina del mitico binario 9 ¾ prima di prendere posto sulla nostra carrozza direzione Hogwarts.

Prima fermata: Infanzia a Privet Drive

«Non poteva sapere che, in quello stesso istante, da un capo all’altro del paese, c’era gente che si riuniva in segreto e levava i calici per brindare a Harry Potter il bambino che è sopravvissuto»

Tutto ebbe inizio a Godric’s Hollow, città che porta il nome del fondatore della casa di Grifondoro. Qui Lilly (Geraldine Somerville) e James (Adrian Rawlins) Potter furono assassinati da un uomo che in quel tempo terrorizzava il mondo dei maghi e uccideva chiunque si mettesse sul suo cammino, il suo nome era Voldemort. Il loro bambino però riuscì a salvarsi, protetto dal potente amore della madre che quella notte gli fece da scudo, una magia così forte che l’uomo si trovò nudo dinnanzi a essa. Indifeso, ne uscì sconfitto. Quel bambino era Harry (Daniel Radcliffe). Piccolo e incosciente dell’accaduto; ignaro del fatto che il suo destino fosse segnato per sempre, che fosse il bambino sopravvissuto. 

«Mr e Mrs Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano»

Il nostro viaggio continua a Privet Drive dove Harry  viene affidato, dopo la morte dei suoi genitori,  ai suoi zii: i Dursley. Quest’ultimi per tutta l’infanzia lo maltrattarono e lo relegarono a vivere in uno sgabuzzino sotto le scale, non rivelandogli mai di essere un mago ed impedendogli ,a più battute, di scoprirlo. Iconica è la scena in cui Harry in una apparentemente normale domenica, giorno in cui non arriva la posta, vede sbucare tutte queste lettere dal camino indirizzate a lui da un posto veramente speciale. L’infanzia di Harry quindi è un periodo abbastanza tormentato e duro della sua vita poiché dovrà affrontare l’indifferenza e la cattiveria fin da piccolo e nemmeno un giorno in quella casa si sentirà amato e capito come merita, poiché vittima della gelosia e del risentimento della zia Petunia, gelosa del dono della madre.

Tu sei un mago, Harry

Un giorno però, più precisamente il 31 luglio: giorno del suo 11° compleanno, la sua vita cambia. Harry si troverà davanti ad affrontare la scoperta più importante e fondamentale della sua vita: quella di essere un mago. E così entra in contatto con il mondo della magia grazie ad Hagrid (Robbie Coltrane), un mezzo gigante che, con in mano l’indimenticabile torta di compleanno rosa con la scritta verde, fa ad Harry il regalo più bello e più dolce del mondo: Gli consegna la sua lettera per Hogwarts. E così il piccolo bambino,  tenuto troppo a lungo lontano dal suo destino, si sentirà per la prima volta speciale, parte di qualcosa. Le redini della sua vita sono nelle sue mani ora, il mondo magico lo sta aspettando. Quel mondo di cui, fin dal primo momento, si sentirà parte importante.

Seconda fermata: Diagon Alley

Benvenuti a Diagon Alley! Harry non appena arriva si immerge fin da subito nella realtà magica, pieno di curiosità e stupore. Il piccolo mago crede di essere in un sogno. È circondato da maghi, streghe e creature magiche di ogni tipo. Creature che, fino al giorno prima, vivevano solo nella sua fantasia, mentre adesso sono d’avanti ai suoi occhi. Diagon Alley è una zona di Londra, dietro il Paiolo Magico, che pullula di maghi, piena di taverne e di botteghe. In questa zona è presente la banca dei maghi: La Gringott e la bottega delle bacchette di Olivander.

È la bacchetta a scegliere il mago, signor Potter.

«Avevano di fronte un uomo anziano con occhi grandi e scoloriti che illuminavano la penombra del negozio come due astri lunari. Mr Olivander si avvicinò a Harry. Quest’ultimo avrebbe dato chissà che cosa per vedergli abbassare le palpebre. Quegli occhi d’argento gli facevano venire la pelle d’oca.» (Descrizione di Olivander)

Olivander (John Hurt) viene descritto come un uomo anziano, con occhi luminosi ed allo stesso tempo spenti. Un uomo che vive tra le sue amate bacchette. Harry entrerà da Olivander e troverà la sua bacchetta, o meglio la bacchetta troverà lui stabilendo un’immediata connessione. La bacchetta di Harry è molto significativa poiché è rivestita di Agrifoglio e ha dentro di sé una piuma di fenice, la seconda delle sole due esistenti al mondo. La prima appartiene al signore oscuro. Ma come abbiamo già detto è la bacchetta a scegliere il mago. Ciò quindi segna il suo legame con Voldemort, il loro essere sempre vicini, legati in qualche modo. Questo legame nel primo film è ancora molto tenue e tacito, ma già ampiamente presente.

«Gli allievi possono portare anche un gufo, oppure un gatto, oppure un rospo. Si ricorda ai genitori che agli allievi del primo anno non è consentito l’uso di manici di scopa personali» (Lettera di Hogwarts)

A Diagon Alley Harry comprerà la sua civetta: Edvige. Edvige è una figura fondamentale nella vita e nello sviluppo del bambino e della sua personalità poiché sarà una costante nella vita di Harry, rappresentando e segnando numerosi momenti chiave. Tanto è importante Edvige che a lei è stata dedicata un brano speciale chiamato: il tema di Edvige

Terza Fermata: il viaggio verso Hogwarts e Il cappello parlante

Harry Potter e la pietra filosofale

«Ho imparato a memoria tutti i libri di testo, naturalmente, spero proprio che basti… E… a proposito, io mi chiamo Hermione Granger, e voi?’» (Hermione)

Per la nostra prossima tappa è importante fermarci su un momento chiave della vita di Harry: Quando conosce Ron Weasley (Rupert Grint) e Hermione Granger (Emma Watson). Il primo è un dolcissimo e buffo ragazzino con la chioma colore del fuoco, le lentiggini e la pelle bianca come il latte. Ron appartiene alla famiglia Weasley, famiglia di esilaranti ed uniche teste rosse magiche. Sull’ Hogwarts Express Harry conosce colui che sarà suo compagno di avventure per 8 film di fila e che starà al suo fianco in ogni situazione dimostrando il suo coraggio e il suo valore. Sull’ Hogwarts Express Harry conoscerà anche Hermione, bambina arguta e amante dei libri. Hermione è il terzo elemento del golden trio, lei sarà il faro morale del gruppo, la testa pensante, colei che lo guiderà usando le sue conoscenze e la sua furbizia, imboccando questo viaggio con i 2 ragazzi. Tutti e 3 sono come una piccola famiglia ed intraprenderanno numerose avventure per scoprire le verità che si celano nel castello e dietro ogni mistero, infrangendo, qualche volta, le regole. I tre ragazzi saranno il trio di eccellenza della saga e nel primo film fanno una tenerezza poiché tanto piccoli quanto coraggiosi.

Harry Potter e la pietra filosofale

«Lo stretto sentiero si era spalancato all’improvviso sul bordo di un grande lago nero. Appollaiato in cima a un’alta montagna sullo sfondo, con le finestre illuminate che brillavano contro il cielo pieno di stelle, si stagliava un grande castello con molte torri e torrette» (Descrizione Arrivo ad Hogwarts)

Dopo essere scesi dall’Hogwarts Express i ragazzi mettono piede nell’incantevole e mozzafiato castello di Hogwarts. Le ambientazioni, esaltate e caratterizzate anche dal brano legato a questo momento, che è a dir poco meraviglioso. Difatti quest’ultimo esprime gioiosità e festa. Non appena si aprono le porte ci si presenta d’avanti la sala grande addobbata  con candele e cielo stellato che regala ai ragazzi un benvenuto da sogno. Dopo esserci immersi anche noi nell’atmosfera proviamo ad immaginare l’emozione della cerimonia dello smistamento, in cui il cappello parlante affida una delle 4 case(Grifondoro, Tassorosso, Serpeverde e Corvonero) ad ogni ragazzo in base alle sue caratteristiche caratteriali. E sarà proprio il coraggio, l’intelligenza e l’ istintiva e pura curiosità di Harry e i suoi amici a far sì che il cappello li affidi alla casa Grifondoro.

Quarta Fermata: Lo specchio delle brame

«Non serve a niente rifugiarsi nei sogni, Harry, e dimenticarsi di vivere.» (Silente)

La nostra quarta fermata è quella dello specchio delle brame. Harry grazie al mantello dell’invisibilità, mentre sgattaiola nel buio della notte nel castello, si imbatte in questo specchio, si siede vicino e guardando dentro vede i suoi genitori. Sente la loro mancanza, e in quelle mura che hanno ospitato anche loro per tanti anni li sente vicini come non li aveva mai sentiti, percepisce, finalmente, le sue radici e avverte più forte la mancanza. Qui incontrerà Silente che mettendogli dolcemente una mano sulla spalla, gli dice che ciò che ha scoperto non è reale ma è solo il riflesso di ciò che lui desidera di più: i suoi genitori al suo fianco. Silente dirà al ragazzo una cosa importante: ovvero che i sogni non devono trascinarci in una spirale che ci allontana dalla realtà, ma che devono spingerci ad affrontarla.

Quinta fermata: l’incontro con il male e il coraggio

Harry Potter e la pietra filosofale

«Non esiste bene e male, esiste solo il potere… E quelli troppo deboli per averlo!» (Voldemort)

Siamo quasi giunti alla fine del nostro viaggio all’interno di Harry Potter e la Pietra Filosofale. La nostra ultima tappa è la scena finale in cui Harry incontra per la seconda volta Voldemort all’interno del film, questa volta però potrà vedere la vera faccia del male. Infatti Harry incontra il signore oscuro nella sala degli specchi: è ridotto ad un parassita che ha bisogno di un altro corpo per mantenersi in vita. Harry si era già imbattuto in colui che non dev’essere nominato nella foresta proibita e lo aveva visto profanare una cosa purissima per mantenersi in vita: il sangue di unicorno. In questo primo film, come già detto, la presenza di Voldemort inizia ad insidiarsi nella vita di Harry, piano piano e ci viene presentato come un parassita un essere misero e debole. il piccolo mago inizia a rendersi conto del collegamento tra lui e il signore oscuro. Qui inizia a tracciarsi il profilo dell’antagonista ossessionato dal potere e spinto a qualsiasi cosa pur di ottenerlo.

leggi anche:
Guns Akimbo: ora Harry Potter spara

Alla fine Harry riesce ad affrontare Voldemort grazie all’aiuto della pietra filosofale e soprattutto ai due amici che gli guardano le spalle e gli donano coraggio non facendolo sentire mai solo e dandogli la forza necessaria per acquisire la piena consapevolezza di quelli che iniziano ad essere i suoi poteri e le sue capacità.

L’ultima destinazione di «Harry Potter e la pietra filosofale» e la prima della saga: l’amicizia

Harry Potter e la pietra filosofale

«Io? Furbizia e tanti libri. Ci sono cose più importanti: amicizia… e coraggio.» (Hermione)

Harry Potter e la pietra filosofale è stata un’innovazione per i tempi ed è un vero e proprio fenomeno che ha invaso le case e i cuori di tutti noi, stregandoci, lasciandoci intrappolati nella sua magia e legati indissolubilmente ai 3 piccoli maghi. Quest’ultimi con coraggio, curiosità e intelligenza sono cresciuti al nostro fianco per farci vedere come il lato oscuro delle cose venga sempre sconfitto dalla luce inebriante che porta la voglia di verità e l’amore. Nel primo film soprattutto si respira un’atmosfera del tutto particolare, un’innocenza e una purezza che ci regalano momenti incantanti. In questo film soprattutto Harry  capirà l’importanza dell’amicizia, dell’amore e del coraggio. I suoi amici rappresentano una vera e propria famiglia per il piccolo mago, e gli danno forza per affrontare ciò che accadrà, rimangono al suo fianco in ogni avventura e sono i primi che credono in lui.

Qui si conclude la prima tappa del viaggio di crescita che compirà Harry insieme ai due amici, la prima fase, il primo magico tassello che, concluso il nostro percorso, ci permetterà di ammirare un magnifico mosaico in cui ogni pezzo ha un suo significato speciale. Tutto però ha avuto inizio qui, con l’indimenticabile (e ancora ingenuo) Harry Potter e la pietra filosofale.


Seguici su Instagram, Facebook, Telegram e Twitter per sapere sempre cosa guardare!

 

* * *

Sì, lo sappiamo. Te lo chiedono già tutti. Però è vero: anche se tu lo leggi gratis, fare un giornale online ha dei costi. NPC Magazine è una rivista edita da una piccola associazione culturale no profit, Il fascino degli intellettuali. Non abbiamo grandi editori alle spalle, anzi: siamo noi i nostri editori. Per questo te lo chiediamo: se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci con una donazione. Libera, a tua scelta. Anche solo 1 euro per noi è molto importante, per poter continuare a essere indipendenti, con la sola forza dei nostri lettori alle spalle.

Giulia Maglione