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Heaven: To the Land of Happiness

Heaven: To the Land of Happiness, via al 20° Korea Film Fest

La ventesima edizione del Florence Korea Film Fest apre le porte al pubblico. Scopriamo di più sul primo film in programmazione.

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5 minuti di lettura

La proiezione di Heaven: To the Land of Happiness presso il cinema La Compagnia di Firenze ha dato ufficialmente inizio alla ventesima edizione del Florence Korea Film Fest, e l’ha fatto raccontando di morte con il sorriso. Analizziamo più da vicino la pellicola presentata al pubblico dallo stesso regista, Im Sang-soo, ospite d’onore della cerimonia di apertura.

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La trama di Heaven: To the Land of Happiness

Heaven: To the Land of Happiness film

Il Detenuto 203 (interpretato dalla star di Oldboy e I Saw the Devil, Choi Min-sik) è a pochi mesi dall’uscita di prigione, quando scopre di essere gravemente malato e di avere a disposizione appena due settimane di vita; nel frattempo Nam-sik (Park Hae-il, noto per Memories of Murder di Bong Joon-ho) viene sorpreso a rubare da un ospedale delle medicine, necessarie a curare la malattia che lo affligge da tempo ma troppo costose.

Incontratisi per puro caso durante un tentativo di fuga, i due uomini si ritrovano a condividere un viaggio alla ricerca della libertà e di una ragione per cui valga la pena vivere, fronteggiando non poche difficoltà lungo la strada.

Tra dramma e grottesco

Heaven: To the Land of Happiness movie

Proiettato al Festival di Cannes 2020, Heaven: To the Land of Happiness si presenta al pubblico come uno dei film drammatici destinati a far versare al pubblico lacrime amare. Eppure, la pellicola di Im Sang-soo capovolge in poco tempo le aspettative degli spettatori, alternando momenti di riflessione profonda a gag tanto comiche da provocare sonore risate; il tutto, fortunatamente, in modo mai forzato, permettendo al film di rimanere sempre credibile.

Heaven: To the Land of Happiness trova l’equilibrio tra aspetti grotteschi e puro dramma. Se, da un lato, situazioni paradossali e comiche contribuiscono a smorzare i toni quando le lacrime stanno per fare capolino, dall’altro le performance di Choi Min-sik e Park Hae-il permettono di non perdere di vista il messaggio del film, portando in scena il giusto pathos tra una risata e l’altra.

Pur facendo spesso ricorso a espedienti narrativi già noti (quasi stile Una notte da Leoni), Heaven: To the Land of Happiness resta un prodotto degno di visione, grazie alla capacità di Im Sang-soo di descrivere in modo semplice e conciso alcuni degli aspetti più basilari della vita umana. Primo fra tutti, la capacità della sventura, più che dei bei momenti, di permettere a rapporti alquanto improbabili di nascere, svilupparsi, e arricchirsi man mano.

Un inizio in grande stile

Nel complesso, Heaven: To the Land of Happiness è un film capace di fondere una comicità non pervasiva e toni drammatici pacati; una pellicola, come anticipato dallo stesso regista durante la cerimonia di apertura del Korea Film Fest, capace di trattare la morte con toni leggeri.

E considerando il periodo storico che stiamo vivendo, quello che occorre potrebbe essere proprio un tocco di leggerezza, intesa non come superficialità e pressappochismo, ma come capacità di accettare la vita con il sorriso nonostante le cattive sorprese che ci riserva.

Raccontando una storia semplice dai risvolti malinconici, la pellicola di Im Sang-soo si rende manifesto del tanto amato concetto di carpe diem, fornendone una versione diversa da quelle che già conosciamo e amiamo. Ciò che rende speciale Heaven: To the Land of Happiness è il messaggio secondo cui il diem di cui sempre si parla non debba essere per forza un’esperienza concreta; per qualcuno, l’elemento da cogliere è semplicemente un’emozione, essenza stessa, dopotutto, dell’umanità.


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Classe 1996, dottoranda in Ingegneria Industriale all’Università di Napoli Federico II, il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere anche la mia formazione scientifica al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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