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Hommage di Shin Su-won trionfa al 20° Florence Korea Film Festival

Uno sguardo alla pellicola tutta al femminile celebrazione dell'amore per il cinema e per la vita

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8 minuti di lettura

La ventesima edizione del Florence Korea Film Festival si è conclusa con la vittoria di Hommage di Shin Su-won, pellicola indipendente che approderà solo a maggio in Corea e presentata in anteprima dalla regista proprio a Firenze. Scopriamo cosa rende questo film speciale e prezioso, affidandoci alle parole che la stessa Shin Su-won ha condiviso con il pubblico italiano e con la stampa.

La trama di Hommage, tra realtà e finzione

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Lee Jeong-eun e Tang Joon-sang in una scena di Hommage

Ji-wan (Lee Joung-eun) è una regista che ha ormai raggiunto la mezza età, intrappolata da tempo in un matrimonio infelice e nel pieno di una grave crisi professionale: i suoi film da tempo non attraggono il pubblico, più interessato a contenuti di stampo mainstream, e ciò rende impossibile ricevere nuovi finanziamenti, oltre che guadagnare per vivere in modo sereno.

Pertanto, Ji-wan accetta senza troppa convinzione di restaurare un vecchio film che in occasione del cinquantesimo anniversario sarà proiettato ad un festival locale. The Woman Judge, girato dalla regista Hong Jae-won negli anni sessanta, presenta diverse scene mancanti e un sonoro parzialmente danneggiato, e il budget per rimediare non sembra essere sufficiente. Ciononostante, il suo restauro si rivelerà un’avventura per Ji-wan, e l’aiuterà a ritrovare la forza di continuare a inseguire i suoi sogni.

L’omaggio al cinema e alle donne dal sapore agrodolce

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Lee Jeong-eun in Hommage

Hommage di Shin Su-won è una pellicola solo parzialmente autobiografica, che racchiude in sé talmente tanti spunti di riflessione da meritare, forse, più di una visione. Il tema centrale della pellicola, evidentemente, è la condizione della donna nell’industria cinematografica, tasto dolente già negli anni 60 come nei tempi correnti; una condizione rappresentata su tre diversi livelli da Hong Jae-won, poi da Ji-wan e infine dalla stessa Shin Su-won, più volte trovatasi in difficoltà nel corso della sua carriera di regista.

Nel contempo la pellicola mostra un lato nascosto del cinema, quello che spesso il pubblico tende a dare per scontato, l’aspetto più crudelmente realistico dell’industria capace di costruire un film e nel contempo di demolirne in partenza la realizzazione. La realtà di Hommage è fatta di sogni e passione ma anche di denaro e possibilità senza le quali, purtroppo, a molti film non è permesso vedere la luce.

L’Hommage di Shin Su-won è dedicato alle donne, quelle dedite al loro lavoro che non accettano di restare chiuse in casa davanti ai fornelli, quelle impegnate ad affermarsi in un contesto ultra-selettivo che ancora, su alcuni fronti, non le valorizza come dovrebbe. Hommage è un’esplicita dichiarazione d’amore, non solo per la cinematografia in sé ma anche per le emozioni che è capace di suscitare; è un ringraziamento a chi ogni giorno mette mente e cuore al servizio di quest’arte, un’arte spesso svilita ma nonostante tutto ancora viva e pulsante.

In una realtà ancora buia per il cinema d’autore, Shin Su-won lancia con Hommage un messaggio di speranza, un raggio di luce flebile che si scorge appena, ma capace di illuminare quel tanto che basta a mantenere almeno vivo, se non forte, il desiderio di perseverare.

Shin Su-won racconta il suo Hommage alla stampa

Grande fan di Bong Joon-ho, Stanley Kubrick e Paolo Sorrentino, Shin Su-won si presenta a Firenze come la donna della porta accanto, sorridente, affabile e piena di gratitudine, tanto da filmare con il suo cellulare gli applausi che il pubblico le dedica a fine film. Un pubblico curioso che, proprio come la stampa, del suo Hommage vuole sapere di più.

La nostra prima curiosità riguarda la genesi dell’idea. “Dieci anni fa ho realizzato un documentario sulle registe di prima e seconda generazione. In quell’occasione ho incontrato la responsabile del montaggio, una donna ultraottantenne che viveva da sola vicino al mare; quando finimmo di girare mi prese la mano e mi disse che avrebbe voluto che io continuassi a realizzare film. In quel momento è nata l’idea per Hommage, in cui ho anche inserito una scena in memoria di quell’incontro”.

“The Woman Judge è uno di quei film che a molti potrebbe non dare soddisfazione, considerando la gran quantità di film famosi che si trovano in giro. Eppure la protagonista sente qualcosa nel cuore, vuole farlo rinascere per fargli avere il successo che merita.

Shin Su-won su Ji-wan, protagonista di Hommage
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Shin Su-won al Florence Korea Film Festival

Hommage è ricco di speranza ma allo stesso tempo trabocca di solitudine, e lascia andare lo spettatore con un senso di amarezza; su questo dualismo presente anche in altri film di Shin Su-won, come Light for the Youth, la regista afferma: “Per come la vedo io, la luce è speranza. Nella realtà non ce n’è tanta ma soltanto un filo, eppure questo filo è spesso presente nei miei film. Non è una cosa che faccio in modo volontario ma spero voglia dire che, nel mio inconscio, la speranza sarà sempre presente nonostante la solitudine”.

Non avevo ancora visto Hommage al cinema. Vedere il cinema nel film con le sedie vuote, e quello nella realtà con le sedie piene, è stata una soddisfazione immensa

Shin Su-won al Florence Korea Film Festival

Sulla scena finale di Hommage, poetica e commovente insieme, Shin Su-won è più che lieta di condividere un aneddoto: “Ho trovato un cinema pronto per essere demolito, ma il custode insisteva per farlo rimanere in piedi. Quando ha aperto le porte abbiamo visto riflesse sullo schermo le figure delle persone e delle auto che passavano; era un’immagine così perfetta che in quel momento ho deciso di cambiare il finale”. E sul futuro della settima altre la regista afferma con decisione: “Finché le persone vivranno, il cinema andrà avanti”. Noi, d’altro canto, speriamo che abbia ragione.


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Classe 1996, dottoranda in Ingegneria Industriale all’Università di Napoli Federico II, il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere anche la mia formazione scientifica al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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