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I Goonies

I Goonies, il cult intramontabile torna al cinema

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5 minuti di lettura

In occasione dei suoi 100 anni, Warner Bros porta di nuovo in sala il cult I Goonies, film d’avventura del 1985, diretto da Richard Donner, da un soggetto di Steven Spielberg e dalla sceneggiatura di Chris Columbus. Un film senza tempo, manifesto generazionale di quei ragazzi nati a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, ma che ha saputo conquistare anche le generazioni successive per la sua irriverenza semplice e pulita e il suo ritmo.

Ci troviamo a Goon Docks, un quartiere di Astoria, Oregon, che verrà demolito per fare spazio a un grande campo da golf. A molte famiglie verrà espropriata la casa. In un pomeriggio come un altro, nell’attesa di capire la fine del proprio quartiere, quattro ragazzi si imbattono in una mappa del tesoro di Willy l’orbo. Si avventureranno quindi nel sottosuolo della città per salvare la propria casa.

Un film divertente e sfrontato

I goonies

Un incipit chiaro e diretto, che lancia i personaggi subito all’azione. Ci vengono dapprima presentati gli antagonisti del film, la banda Fratelli, che intreccerà il proprio percorso con quello del gruppo di ragazzi.

Il segreto del film sono proprio i personaggi, subito ben definiti e caratterizzati, già solo dopo quindici minuti. Ognuno ha il suo spazio, dal Protagonista Mikey, interpretato da Sean Austin, fino alla banda di antagonisti, abbozzata ma funzionale. La sceneggiatura costruisce rapporti comici esilaranti e curiosi, dividendo continuamente i personaggi in una corsa di poco meno di due ore che volano via. Una commedia per ragazzi quindi che è un manifesto di quell’epoca, che riesce a rappresentare l’acuto più alto di un cinema d’avventura per ragazzi che negli anni Ottanta era ancora florido.

Non mancano certo alcuni piccoli difetti, come la costante esagerazione dei dialoghi e l’essere sopra le righe per la maggior parte degli attori, o alcuni passaggi illogici dovuti a tagli nel montaggio finale. Il film però mantiene una sua integrità; l’essere sopra le righe è perdonato dal fatto che i protagonisti sono dei bambini, e i tagli si notano solo se si è davvero attenti ad alcune frasi che fanno riferimento ad avvenimenti che alla fine non vediamo nel film.

Piccolezze in confronto al senso di avventura e al divertimento che il film trasmette. Alcune scene sono e rimarranno per sempre nell’immaginario collettivo, come quella in cui Chunk piangendo racconta alla banda fratelli tutte le sue marachelle. Anche il gigante Sloth rimane nel cuore di tutti gli amanti di questo film. Ed è proprio il cuore il pregio principale che traspare da una pellicola schizofrenica e adolescenziale, ma con tutte le carte al posto giusto.

I Goonies è una perla che non muore mai

I Goonies

Un film che ha settato l’immaginario collettivo degli anni Ottanta, che ad esempio insieme a E.T. e It fa da fonte principale per Stranger Things. Al centro di tutti e quattro i prodotti sempre un gruppo di adolescenti e ragazzi che insieme devono far fronte a delle difficoltà, con l’amicizia al centro di tutto. Un gruppo di sfigati in It, di perdenti in Stranger Things e di Goonies appunto ne I Goonies. Già perche la parola, con cui il protagonista Mikey chiama il suo gruppo di amici, deriva sia dal quartiere che i ragazzi cercano di salvare, Goon Docks, sia dal significato di goony, che in americano significa appunto, sfigato,

Un inno all’essere fuori posto, a disagio nella maggior parte delle situazioni, riuscendo a trovare la forza solo nell’amicizia e nella voglia di affrontare avventure giornaliere insieme. Un sentimento fuori dal tempo, che attraverso il film in ogni epoca e generazione trova sempre terreno fertile e un pubblico da conquistare, rendendo I Goonies un classico del cinema mondiale che non muore mai. Perché “I Goonies non dicono mai la parola morte”.


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Nato a Fermo, anno 1997. Scopro la passione per il cinema e per le serie tv durante l'università, studiando tutt'altro. Appassionato di film scomposti, imperfetti ed esageratamente lunghi, il mio regista preferito è Guillermo Del Toro. Le altre passioni sono la letteratura, il ciclismo e la politica.

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