«Il castello nel cielo»: l’alba dello Studio Ghibli

Tra le novità di febbraio più attese in casa Netflix c’è sicuramente l’aggiunta al catalogo di alcuni dei più famosi film realizzati dallo Studio Ghibli. Tra questi, anche il primo lungometraggio diretto da Hayao Miyazaki successivamente alla fondazione dello Studio, nel 1985: Il castello nel cielo.

NPC Magazine ogni domenica pubblica un approfondimento dedicato a ciascuno dei film dello Studio Ghibli. La rubrica dedicata porta il nome di Mondo Ghibli.

Il castello nel cielo
Fonte: studioghibli.it

«Il castello nel cielo» la trama

Protagonisti della storia sono Sheeta e Pazu. Entrambi orfani, le vite dei due giovani si incrociano per caso, quando una notte Sheeta, fuggendo da un’aeronave sulla quale era tenuta prigioniera, si ritrova nel piccolo villaggio di minatori in cui vive Pazu. Ad impedirle di precipitare è stata una pietra magica, regalatale dalla madre prima di morire. La pietra proviene dalla leggendaria isola volante di Laputa ed è il motivo per cui Sheeta era stata rapita. Guidati dalla pietra e accompagnati da una bizzarra famiglia di pirati dell’aria, i due ragazzi decidono di partire alla ricerca dell’isola. Il loro viaggio viene però ostacolato da agenti segreti ed un esercito, decisi ad impossessarsi delle ricchezze e dei segreti di Laputa.

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Un’avventura in volo

Come suggerisce il titolo, il film si svolge per la maggior parte nel luogo preferito di Miyazaki: il cielo. Dopo Nausicaa della Valle del vento, il regista mostra ancora la propria fascinazione per l’aria e le macchine volanti, che sarà leitmotiv di tutta la sua produzione (si pensi, tra gli altri, alle avventure del pilota Porco rosso o all’ingegnere aeronautico protagonista di Si alza il vento).

Ne Il castello nel cielo appare poi particolarmente marcato il contrasto terra-aria. Se la prima si presenta ormai come teatro di scontri, pericoli e abbrutimento (emerge qui l’antimilitarismo dell’autore), nel cielo è ancora possibile vivere avventure, credere nei propri sogni e ritrovare un rapporto armonico con la natura.

Il castello nel cielo

Uomo e natura

Altro tema tipico della poetica miyazakiana è proprio la natura. Laputa assomiglia ad un Paradiso terrestre: colorato, rigoglioso e abitato da creature fantastiche. Per sopravvivere e fiorire – e distinguere così il proprio destino da quello del mondo umano – l’isola si nasconde all’interno di un’enorme nuvola bianca, fuggendo dall’uomo: dalla smania di potere, dalla cecità distruttiva, dalla presunzione egoista di chi all’accudire sostituisce il dominare.

Bambini e anziani: purezza e sapienza

A trovare, invece, accoglienza sull’isola sono Sheeta e Pazu. Come sempre in Miyazaki, infatti, solo chi, come i bambini, è disposto a scoprire senza sopraffare e a contemplare la bellezza senza reclamarne il possesso, può avere accesso ai tesori, ai segreti e alle verità più profonde che il mondo custodisce.

Vi è poi un’altra generazione cara al regista giapponese: quella degli anziani. Nonni, maestri, saggi del villaggio sono depositari di una sapienza antica, intimamente legata alla natura e ai suoi misteri. Non è dunque un caso che Sheeta abbia imparato le formule magiche da sua nonna o che a rivelare ai protagonisti la potenza del cristallo sia stato un vecchietto amico di Pazu.

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Il castello nel cielo
Fonte: studioghibli.it

Indimenticabili eroine

Come spesso accade nei film dello Studio Ghibli, anche ne Il castello nel cielo giocano un ruolo fondamentale le protagoniste femminili. Se infatti Pazu è coraggioso e determinato, è in Sheeta che dimorano la magia e la conoscenza.
Memorabile poi il personaggio di Dola: capofamiglia di una banda di pirati e abilissima pilota, che all’appellativo “signora” preferisce “capitano”.

Nelle donne di Miyazaki doti tipicamente femminili – come la sensibilità, la delicatezza, il rispetto per la vita – si combinano a caparbietà, audacia e indipendenza, dando vita a meravigliosi ritratti, svincolati da paradigmi obsoleti e stereotipi di genere.

Il castello nel cielo
Fonte: studioghibli.it

«Il castello nel cielo», Miyazaki al 100%

Fedele e affezionato alla sua poetica, Miyazaki, maestro della narrazione, riesce a rendere ogni sua opera riconoscibile, senza però risultare mai ripetitivo o ridondante. Così Il castello nel cielo, uscito nel 1986, raggruppa e anticipa quelli che saranno i temi più cari al regista e che faranno innamorare tutto il mondo dello Studio Ghibli.

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Cristina Sivieri