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Il Sabba

Il Sabba, una danza contro le ingiustizie

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3 minuti di lettura

Una terra ricca di leggende pagane. Un villaggio pieno di donne che aspettano il ritorno di mariti, padri, fratelli imbarcati per mare. Donne libere, indipendenti, quindi, streghe.

Disponibile su Netflix, Il Sabba di Pablo Agüero, un dramma stregonesco che racconta uno dei tanti episodi di inquisizione che dilagava nei Paesi Baschi tra il 1609 e il 1612. Più precisamente, il film è basato su un trattato di Pierre de Lancre, inquisitore francese che pubblicò un esposto sui casi di magia nera praticata nel Labourd, provincia più occidentale dei Paesi Baschi settentrionali.

Un film dove l’astuzia vince sull’ignoranza. Anche se a caro prezzo.

Il Sabba, una nuova Shahrazād

Cinque ragazze accusate di stregoneria. Pochi giorni a disposizione per evitare di essere giustiziate. Una di loro, decide di intrattenere il suo aguzzino con delle storie. Vi ricorda qualcosa? Viene spontaneo associare la giovane protagonista Ana, all’astuta Shahrazād di Le mille e una notte, che racconto dopo racconto, ammalia il re di Persia, salvandosi così da morte certa.

Ana e le altre presunte streghe, decidono di compiacere l’inquisitore Rostegui raccontando ciò che vuole sentire: la descrizione del Sabba. Inventandosi di sana pianta come funziona il richiamo a Lucifero, Ana cerca di guadagnare tempo con finti canti demoniaci e danze scandalose. L’unica salvezza per le ragazze, infatti, è il ritorno dei marinai che solitamente avviene al sorgere della luna piena.

Riusciranno le nostre fanciulle a guadagnare abbastanza tempo per evitare il rogo?

Il Sabba intorno ad un falò di ignoranza

L’arma più efficace usata da Lucifero? La bellezza. L’inquisitore Rostegui è il simbolo dell’oscurantismo. Se la figura di Ana la possiamo ricondurre alla letteratura favolistica-orientale, l’inquisitore in questione potremmo paragonarlo a Claude Frollo di Notre-Dame de Paris, l’arcidiacono ossessionato dalla bellezza della zingara Esmeralda e dall’epurazione della sua “razza”.

Proprio come il personaggio della letteratura francese, Rostegui prova un amore-odio per Ana, stregato dai suoi racconti e dal suo fascino. La sua posizione gli impone disciplina, ma la sua curiosità lo porta a trasgredire partecipando addirittura al finto sabba organizzato dalle ragazze apposta per lui.

Forza della pellicola, è il tratteggio dei personaggi, sullo sfondo di una fotografia suggestiva che gioca fra luci e ombre ispirandosi a The Witch di Eggers, di cui abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo.

Un film dove la forza femminile si impone con coraggio contro il maschilismo dilagante dell’epoca, che perdura anche oggi sotto altre spoglie. Un esempio di resistenza e di vitalità. Che si conclude con un disperato e passionale messaggio di libertà.  

Azzurra Bergamo

Ciao! In queste poche righe mi devo descrivere e ne sto già sprecando parecchie quindi andiamo al sodo. Sono Azzurra, copywriter freelance e mi occupo di comunicazione creativa. Figo vero? Dalla mia bella Verona scrivo per lavoro e per passione. Venite a trovarmi! Sono quella col cappello e l’orologio da taschino.

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