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In The Heights: la glorificazione della comunità latina

Un musical tutto da cantare

5 minuti di lettura

Dopo svariati rimandi a causa della pandemia, In the Heights (rinominato nella versione italiana Sognando a New York) è finalmente approdato sul grande schermo. Dal 22 luglio è al cinema, disponibile per tutti coloro che hanno voglia di ballare in questa torrida estate.

Da un’idea di un giovane Lin-Manuel Miranda (autore successivamente anche di Hamilton e della colonna sonora di Oceania), In The Heights nasce come spettacolo teatrale nel 2005 e arriva sui palchi di Broadway nel 2007. Candidato a 13 Tony Awards, ne vince 4 tra cui Miglior Musical. Da quel momento iniziano le trattative per adattare l’opera per il grande schermo ma si riesce a trovare campo fertile solo dal 2016.

Affidato alla regia di Jon M. Chu (Crazy Rich Asian), In the Heights porta con sé numerose figure già famose in ambito teatrale: Anthony Ramos (Hamilton) ricopre il ruolo del protagonista, Olga Merediz riprende il suo ruolo originale di Abuela Claudia, Daphne Rubin-Vega (Rent) ottiene qui la parte di Daniela. Anche Lin-Manuel Miranda stesso riappare come Piragüero.

Inseguire un sogno a Washington Heights

La trama di In the Heights gira intorno ai sogni di ogni personaggio principale e il loro desiderio incessante di poterli raggiungere. Usnavi, il protagonista, vuole tornare nella Repubblica Dominicana per dare nuova gloria al vecchio bar di suo padre. Sonny desidera andare al college, anche se la sua posizione di immigrato irregolare non lo consente. Vanessa cerca in tutti i modi di andarsene dal quartiere di Washington Heights per tentare una carriera nell’ambito della moda.

Sueñito (“piccolo sogno”) è il nome stesso del bar del padre di Usnavi e racchiude in una sola parola ciò che il film vuole comunicare: non è facile raggiungere anche un piccolo sogno, ma per esso bisogna lottare. Non tutti i sogni dei protagonisti vengono esauditi, bisogna sempre prendere atto dei compromessi della vita, ma bisogna avere la forza di combattere per essi.

Dall’altra parte abbiamo, invece, i personaggi di Nina e Benny. Nina, scappata da Standford a causa di episodi di razzismo, cerca la sua strada, indecisa tra il voler restare chiusa nella sua ‘confort zone’ della vita di quartiere e il voler cambiare il mondo. Benny desidera riaccendere la sua storia d’amore con Nina, supportandola nella sua ricerca e sostenendola nei momenti di sconforto.

No pare, sigue, sigue (“non fermarti, vai avanti, vai avanti”) è un mantra che ritorna in diverse canzoni. Ci ricorda sempre che malgrado le difficoltà bisogna sempre seguire sulla propria strada, trovando un modo per andare avanti ed inseguire il sogno.

La comunità latina di In the Heights

Elemento imprescindibile di In the Heights, e del musical da cui è tratto, è l’eredità latina che caratterizza tutti i personaggi, ad esclusione del solo Benny. Il quartiere di Washington Heights è, infatti, famoso per la sua grande comunità latina e qui viene estremamente glorificata. Tutti gli attori sono di origine latina e riportano, tramite i loro stessi personaggi, quel desiderio di esaltare la loro provenienza.

Carnaval del Barrio è la canzone che più incarna questo desiderio di rappresentazione. Quasi tutte le canzoni hanno influenze latine e contengono molto spesso versi in spagnolo, ma qui viene mostrata l’importanza di voler ricordare le proprie origini.

“From Puerto Rico to Santo Domingo
Wherever we go, we rep our people and the beat go”

Ognuno munito della propria bandiera, cantano tutti celebrando la propria provenienza. Perché bisogna sempre sognare, ma ricordando da dove siamo venuti e chi è venuto prima di noi. Un canto movimentato, clamoroso, che invita tutti ad alzarsi e cantare, orgogliosi delle proprie radici.


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Greta Mezzalira

Classe 1995, laureata in Filologia moderna. Mi nutro di libri, teatro, serie TV e musical. Datemi un film con una grande colonna sonora e sarò felice

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