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Jumanji: The Next Level film

Jumanji: The Next Level, la commedia dei cliché

Una comicità ridondante che stanca fin dalla seconda riproposizione dello stesso sketch

5 minuti di lettura

Il 10 Novembre sbarca su Netflix il secondo sequel del cult datato 1995, diretto ancora da Jake Kasdan. Uscito nel 2019 e distribuito dalla Warner Bros., Jumanji: The Next Level riprende la vicenda lasciata nel film precedente, a distanza di un anno.

In Jumanji – Benvenuti nella giungla scopriamo che nel 1996 il gioco da tavolo dentro cui Alan Parrish (Robin Williams), Sarah Whittle (Bonnie Hunt), Judy Shepherd (Kirsten Dunst) e Peter Shepherd (Bradley Pierce) hanno vissuto le loro avventure nel film di Joe Johnston si è misteriosamente trasformato in un videogioco per conquistare l’attenzione di Alex (Mason Guccione), un ragazzino a cui lo strano oggetto ritrovato sulla spiaggia è stato portato a casa dal padre.

Alex finisce dentro Jumanji, e vent’anni dopo un gruppo di studenti del liceo trovano il videogioco nella cantina della scuola e ne vengono risucchiati anch’essi.

Tra il virtuale e la realtà

Jumanji: The Next Level

In Jumanji: The Next Level i protagonisti, non più liceali, si ritrovano e per una serie di circostanze vengono nuovamente catapultati nel videogioco Jumanji.

La pellicola inizia con un paesaggio paradisiaco fatto di palme e cascate che viene catturato dalla fotocamera del cellulare di Bethany (Madison Iseman): la realtà mediata dalla dimensione digitale, che dominerà tutta la vicenda, ambientata proprio in un mondo virtuale.

Spencer (Alex Wolff) è il primo a desiderare di rientrare in quel mondo; sperduto, pieno di dubbi una volta finita la scuola ed entrato nella realtà degli adulti, avverte la mancanza della sensazione di onnipotenza provata impersonando il suo avatar, l’impavido Bravestone (Dwayne Johnson).

Ma quando il resto del gruppo, composto da Fridge (Ser’Darius Blain), Martha (Morgan Turner) e Bethany trova il videogioco rotto a casa di Spencer e tenta di rientrarvi per trovare l’amico, qualcosa va storto.

Bethany, infatti, rimane fuori dal gioco, e ad entrarvi sono invece gli altri due amici, seguiti inaspettatamente da Eddie (Danny DeVito), il nonno di Spencer, e il suo ex socio Milo (Danny Glover), i quali hanno gestito per molto tempo un ristorante insieme.

Una nuova avventura

Jumanji: The Next Level The Rock

Oltre ai nuovi giocatori si aggiunge il fatto che i personaggi non impersonano più i loro avatar originali, bensì si ritrovano ognuno in un corpo diverso: Bravestone è il nonno Eddie, lo zoologo Franklin Finbar (Kevin Hart) è Milo, Sheldon Oberon (Jack Black) è Fridge e solo Martha rimane Ruby Roundhouse (Karen Gillan).

Da questo momento si susseguono sequenze rocambolesche ambientate in una natura spietata fatta di paesaggi desertici, acquatici o glaciali, tra inseguimenti di struzzi e attacchi di babbuini, ippopotami e altri animali esotici, nel tentativo di trovare un gioiello che consentirà ai giocatori di completare il livello e uscire finalmente dal gioco sani e salvi.

I personaggi sono inadeguati ad impersonare gli avatar che gli sono stati arbitrariamente assegnati, e questa situazione è fonte di una comicità ridondante che stanca fin dalla seconda riproposizione dello stesso sketch, con i giovani costretti a spiegare di continuo allo svampito nonno che ci si trova in un videogioco, o lo zoologo che non smette di ripetersi sorpreso per il fatto di conoscere tutto sugli animali.

In questo universo in cui nessuno è ciò che sembra, ben presto si palesano nuovi personaggi che non fanno eccezione alla regola, e gli scambi di corpi continuano. La pellicola intrattiene, ma la spettacolarità dei combattimenti sulle note di Welcome to the jungle e i plongée dei paesaggi naturali non riscattano la scrittura farcita di scontate battutine ad effetto e improbabili dichiarazioni d’amore fatte scalando montagne ghiacciate.

Non mancano i momenti sentimentali – la ritrovata amicizia tra Eddie e Milo – e l’happy ending seguito dal colpo di scena finale che lascia l’universo virtuale aperto ad altri futuri possibili sequel.


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Cecilia Simic

Classe 1997, sono veneziana ma studio al DAMS di Bologna. Non so scegliere tra cinema e letteratura, quindi non lo faccio. Sono persa nei mondi di Lynch e Murakami.

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