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Kathryn Bigelow, auguri alla prima donna Oscar alla regia

L'incredibile carriera della regista che ha aperto nuove vie

6 minuti di lettura

Classe 1951, occasionalmente pittrice ed ex moglie di James Cameron, è la quarta donna ad aver ricevuto una nomination all’Oscar nella categoria migliore regia e la prima ad aver portato a casa la statuetta. Ripercorriamo la carriera di Kathryn Bigelow in occasione del suo settantesimo compleanno.

L’inizio di carriera

Californiana di nascita, Kathryn Bigelow entra ufficialmente nel mondo del cinema negli anni 70, una volta terminati gli studi di arte; qualche anno dopo essersi laureata alla Columbia’s Film School, realizza i lungometraggi The Loveless (1983) e Il buio si avvicina (1987), riuscendo a farsi strada nel panorama hollywoodiano.

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Kathryn Bigelow sul set di Point Break-Punto di rottura

Nel 1990 ottiene la regia del thriller Blue Steel-Bersaglio mortale coprodotto da Oliver Stone, di cui Jamie-Lee Curtis è protagonista; tuttavia, il successo per Kathryn Bigelow arriva ufficialmente nel 1990, quando dirige due giovani Keanu Reeves e Patrick Swazye in Point Break-Punto di rottura, ancora oggi ritenuto uno dei cult movie per eccellenza degli anni 90.

Nel 1995 la Bigelow dirige il noir distopico Strange Days, sceneggiato e coprodotto dall’ormai ex marito James Cameron, per poi ritornare dietro la macchina da presa nel 2000 per Il mistero dell’acqua, con Sean Penn ed Elizabeth Hurley nel cast principale, e nel 2002 con K-19: The Widowmaker, film di produzione indipendente interpretato da Liam Neeson e Harrison Ford.

The Hurt Locker e il trionfo agli Oscar

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Una scena di The Hurt Locker

Dopo aver girato un cortometraggio per la Pirelli con protagonista Uma Thurman, nel 2008 Kathryn Bigelow torna dietro la macchina da presa per dirigere il suo capolavoro, The Hurt Locker, che segue le vicende di un gruppo di artificieri dell’esercito americano impegnati in varie missioni sul campo nel pieno della guerra in Iraq. Ad oggi una delle pellicole a tema bellico più apprezzata da pubblico e critica, e coprodotta dalla stessa Bigelow, The Hurt Locker vanta uno strepitoso Jeremy Renner (Hawkeye in The Avengers, per intenderci) nel ruolo del protagonista William James, e un super cast composto da Anthony Mackie (un altro Avengers, per la precisione Falcon), Ralph Fiennes, Brian Geraghty, Guy Pierce ed Evangeline Lilly.

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Kathryn Bigelow sul set di Zero Dark Thirty

The Hurt Locker è una di quelle pellicole di indubbia qualità da ogni punto di vista il cui valore, purtroppo, non è rispecchiato dal successo al botteghino; da subito elogiato dalla critica, il film non guadagna altrettanto in fretta il favore del pubblico, incassando poco più di 50 milioni di dollari a fronte dei 15 spesi per la sua realizzazione.

Il meritato successo non tarda però ad arrivare: agli Oscar 2010 The Hurt Locker riceve ben nove nomination riuscendo a portare a casa sei statuette, tra cui il premio alla migliore sceneggiatura originale e al miglior film. A trionfare nella categoria migliore regia è proprio Kathryn Bigelow, la quale diventa la quarta donna nella storia degli Oscar a ricevere una nomination e la prima in assoluto ad aggiudicarsi la vittoria, battendo tra l’altro Quentin Tarantino (Bastardi Senza Gloria) il suo ex marito James Cameron (Avatar).

Il meritato successo di Kathryn Bigelow

Due anni dopo il meritato trionfo agli Oscar, Kathryn Bigelow torna dietro la macchina da presa per dirigere Zero Dark Thirty, concentrato sulle indagini dei servizi segreti americani, condotte tra il 2001 e il 2011, che portarono all’uccisione di Osama bin Laden in Pakistan. Pur non essendo all’altezza di The Hurt Locker, il film con protagonista Jessica Chastain riscuote un discreto successo, e ottiene cinque nomination agli Oscar 2013 (tra cui non compare Kathryn Bigelow per la regia) aggiudicandosi il premio per il miglior montaggio sonoro.

If there’s specific resistance to women making movies, I just choose to ignore that as an obstacle for two reasons: I can’t change my gender, and I refuse to stop making movies.

Nel corso della sua carriera, Kathryn Bigelow ha apposto una firma chiarissima su ognuno dei suoi lavori. La rappresentazione della violenza nuda e cruda (che spesso le ha fatto guadagnare non poche critiche) e la dinamicità delle riprese, dovuta all’utilizzo di telecamere a mano (hand-held cameras), sono i caratteri distintivi dei suoi film, incisivi nei toni e di impatto per il pubblico. C’è da sperare che, in futuro, sempre più registi seguano il suo esempio decidendo di non conformarsi ciecamente agli standard hollywoodiani, in nome del realismo e del buon cinema.


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Classe 1996, dottoranda in Ingegneria Industriale all’Università di Napoli Federico II, il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere anche la mia formazione scientifica al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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