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La casa di Carta 5 spiegazione finale

La Casa di Carta 5: curioso di conoscere il finale? Te lo spieghiamo noi

9 minuti di lettura

Negli ultimi anni La Casa di Carta è stata, bene o male, sulla bocca di tutti. C’è chi l’ha amata, chi proprio non l’ha sopportata e chi non l’ha mai vista. Comunque la pensiate sarà difficile evitare che l’argomento si faccia spazio tra le conversazioni più disparate. Quindi eccoci qui a correre in vostro soccorso! In questo articolo troverete la spiegazione del finale de La Casa di Carta 5 per filo e per segno.

La Casa di Carta 5: tutta la verità dietro le rapine

la casa di carta 5

La banda del Professore si trova all’interno della Banca di Spagna, intenta a fondere la riserva d’oro nazionale per rubarla. Come era già successo nella stagione precedente, il tempo della narrazione è pressoché fermo mentre non si sprecano drammi e pallottole dentro e fuori il luogo della rapina.

Nella prima parte della quinta stagione abbiamo assistito soprattutto ad una situazione di stallo causata dall’indecisione sul proseguimento o sull’abbandono del piano originale. Circostanza che viene stravolta dalla morte di Tokyo e dal contrattacco dell’esercito.

Ci accompagna fino alla fine delle vicende la divisione su due piani narrativi: quello della rapina e quello dedicato ai flashback che ci mostrano il passato del Professore insieme a Berlino e Palermo, divisi tra la progettazione del colpo alla Banca di Spagna e la loro vita privata. Questi ricordi hanno lo scopo di farci conoscere sempre di più della famiglia di Sergio (alias il Professore) e Andrés (alias Berlino), che vi ricordiamo essere fratelli.

Come recita il titolo dell’ultima puntata, infatti, rubare è una tradizione di famiglia. Il Professore ci confessa che per lui fare rapine non è solo uno strano e pericoloso modo di soddisfare il suo ego. Suo padre, anche lui astuto truffatore, è stato ucciso mentre derubava proprio la Banca di Spagna, davanti agli occhi del piccolo Sergio. Le rapine si rivelano quindi un metodo desueto che il figlio utilizza per sentirsi più vicino, o addirittura parlare, con il defunto padre.

Con questa scoperta, nello spettatore, si infrangono tutti gli ideali partigiani che la banda aveva decantato fino a quel momento, con tanto di Bella Ciao. I furti, che dovevano essere mossi dall’odio verso lo strapotere delle banche, si rivelano solamente il frutto di un banale sentimentalismo.

Tutto su Berlino: la strada spianata per lo spin-off

La casa di Carta 5 spiegazione finale

Conosciamo un po’ meglio, in questa ultima stagione, l’uomo che si cela dietro il nome della capitale tedesca: Andrés. Un romantico d’altri tempi, con uno stile raffinato e la passione per il lusso e le preziosità. Insieme a sua moglie Tatiana vive la sua vita sul filo del rasoio derubando, oggi un tesoro vichingo, domani un’inestimabile somma in diamanti. Conosciamo anche Rafael, il figlio che Andrés ha avuto da una precedente relazione. Il rapporto con il figlio è complesso: Andrés vorrebbe coinvolgerlo nelle sue rapine, ma Rafael si oppone trovandolo rischioso e immorale.

Tutto cambia quando Tatiana decide di lasciare Andrés per un altro. Il cuore di Berlino si spezza, come i calici di cristallo che distrugge in preda alla rabbia. Ma c’è di più! Tatiana l’ha lasciato per scappare con Rafael. Andrés, in un colpo solo, perde sia l’amore della sua vita che l’adorato figlio. Il suo dolore diventa insopportabile, al punto tale da trasformarlo nel freddo ed indifferente Berlino che abbiamo conosciuto nelle prime stagioni della serie.

…Ma la rapina?

Nel frattempo nella Banca di Spagna la banda è riuscita a fondere tutto l’oro. La riserva aurea spagnola, trasformata in piccoli granelli d’oro, è stata trasportata fuori dall’edificio attraverso interessanti stratagemmi idraulici, che come al solito riescono ad ingannare la polizia. Una volta fuori, la sabbia dorata viene fusa nuovamente in sobrissimi lingotti d’oro che riportano il simbolo della maschera di Dalì. Tocco di classe.

Proprio mentre i lingotti sono pronti ad essere trasportati, i camion appena caricati con il prezioso carico vengono rubati sotto il naso di Sergio. Il Professore viene ripagato con la stessa moneta: un gruppo di ladri, fingendosi della polizia, hanno imprigionato temporaneamente il Professore, Lisbona e i loro aiutanti per entrare in possesso dell’oro.

Intanto il colonnello Tamayo ha diretto un’imboscata ai rapinatori nella Banca di Spagna, che a confronto con i soliti espedienti della banda sembra quasi credibile. Ormai il Professore e i suoi adepti, con i fucili puntati alle tempie e senza l’oro, sembrano spacciati.

Perché l’oro è così fondamentale?

I lingotti rubati sono il bottino per cui si è tanto faticato, ma sono anche la chiave della riuscita dell’intero piano. L’oro rappresenta l’unica e vera garanzia, sia della banda che dello Stato spagnolo. La riserva aurea, infatti, costituisce la ricchezza e la potenza di uno Stato, ed è ciò su cui si basano le azioni in borsa e i mercati internazionali. Senza questo prezioso tesoro lo Stato spagnolo perderebbe credibilità agli occhi degli investitori, cadendo in una crisi finanziaria senza precedenti.

Proprio perché così importante per lo Stato spagnolo, l’oro rubato è a questo punto l’unico mezzo che la banda possiede per contrattare e farla franca. Come farà quindi il Professore, senza oro e senza garanzie, a salvare la sua pelle e quella dei suoi compagni? Fingendo, ancora una volta.

Il finale “a sorpresa”

Il Professore decide di entrare per la prima volta nella Banca di Spagna, con l’intento di negoziare. Mentre prende tempo, facendo fare alla polizia le solite figuracce, chiede ad Alicia Sierra (ormai sua amica e complice in quanto ricercata) di cercare l’oro rubato-rubato.

Recitando la parte dello sconfitto, il Professore prova a rifilare dei lingotti di ottone a Tamayo che però se ne accorge, costringendo quindi Sergio a vuotare il sacco riguardo l’oro, prima trafugato e poi perso.

Non trovando una soluzione migliore e temendo il crollo dell’intera nazione, Tamayo giunge ad un accordo con la banda. Il colonnello acconsente a partecipare ad un’ultima farsa: tenere la riserva aurea fasulla, in assenza di quella vera che è ancora data per dispersa, fingendo che l’oro sia stato restituito.

I membri della banda intanto vengono trasportati fuori dalla Banca di Spagna chiusi in sacchi da cadareve. Non temete, non sono mica morti! Hanno barattato il segreto che lo Stato spagnolo dovrà mantenere nei secoli dei secoli per la loro libertà. Tutto è bene, ciò che finisce bene.

Il Professore però ha sempre un asso nella manica.

Alicia Sierra è riuscita a trovare l’oro che era stato rubato proprio da Tatiana e Rafael. I due, a conoscenza del progetto del Professore e Berlino, sono stati ancora più astuti e sono riusciti a derubare i ladri e ad ingannare gli impostori.

Si forma a questo punto una specie di alleanza tra le due bande che decidono quindi di dividere i lingotti perché dopo tutto, la famiglia è la famiglia. Liberi e ricchi i membri della banda si abbracciano e piangono con il tramonto alle spalle come se non avessero appena rischiato di mandare all’aria l’economia mondiale solo per arricchirsi.


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Classe 1996, laureata in Filosofia.
Aspirante filosofa e scrittrice, nel frattempo sognatrice e amante di serie tv, soprattutto comedy e d'animazione. Analizzo tutto ciò che guardo e cerco sempre il lato più profondo delle cose. Adoro i thriller psicologici e i film dalla trama complessa, ma non disdegno anche quelli romantici e strappalacrime.
Pessimista cronica e amante del dramma.

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