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«La casa nera» di Wes Craven per un Halloween alla Piccoli Brividi

2 minuti di lettura

In un nostro precedente articolo dedicato alla serata di Halloween, abbiamo consigliato Hagazussa per una serata all’insegna dell’horror impegnato e riflessivo. Per chi invece vuole passare un Halloween scanzonato senza troppe pretese, La casa nera di Wes Craven fa al caso vostro. 

«La casa nera» ma dei buoni sentimenti

La casa nera

Dal titolo inglese molto più suggestivo e azzeccato People under the stairs, è una favola nera che vede protagonista un ragazzo del ghetto soprannominato Matto, un novello Robin Hood che decide di intrufolarsi nella casa di due avidi strozzini che tengono in pugno il suo quartiere pretendendo affitti esorbitanti. Entrato con l’intento di derubarli, Matto non poteva neppure immaginare cosa avrebbe trovato in quella casa. 

Inizia così la sua lotta per la sopravvivenza fra le mura piene zeppe di oscuri segreti, con un solo barlume di speranza: Alice, la donzella da salvare.

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Tra un assassino vestito sadomaso, un rottweiler affamato e una maniaca religiosa, Matto e Alice dovranno fuggire, senza dimenticarsi delle persone sotto le scale

Il nero che non impegna

La casa nera

Dal creatore di Nightmare e del buon Freddy Krueger, potevamo sicuramente aspettarci di più, soprattutto nel finale un po’ troppo all’acqua di rose, ma la mano del regista si vede soprattutto in quei momenti di tensione che sfociano in scene splatter niente male, in puro stile anni ’90. Nella sua leggerezza, la pellicola denuncia il razzismo e la condizione sociale di inferiorità della comunità di colore americana, sottomessa dalla supremazia della borghesia sempre rigorosamente bianca. Temi cari al cinema horror, come nel recente Us.

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Un film dove l’unione fa la forza, dove l’amicizia trionfa e dove i cattivi hanno quello che meritano. Dopotutto, anche se nera, è pur sempre una favola.


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Azzurra Bergamo

Ciao! In queste poche righe mi devo descrivere e ne sto già sprecando parecchie quindi andiamo al sodo. Sono Azzurra, copywriter freelance e mi occupo di comunicazione creativa. Figo vero? Dalla mia bella Verona scrivo per lavoro e per passione. Venite a trovarmi! Sono quella col cappello e l’orologio da taschino.