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La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra netflix

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra, un dark comedy thriller che non funziona

Una miniserie che prova (senza riuscirci) a destrutturare il thriller psicologico al femminile

7 minuti di lettura

La genesi di La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra

Hugh Davidson, Larry Dorf e Rachel Ramras sono gli scrittori di Mike Tyson Mysteries, una serie animata per adulti andata in onda in America sul canale Adult Swim (quello di Rick and Morty) dal 2014 al 2020 e che segue le disavventure del pugile insieme alla figlia adottiva, al marchese di Queensberry e a un piccione parlante alcolizzato che cercano di risolvere misteri in giro per il mondo, senza quasi mai riuscirci. Grazie al suo stile satirico e nonsense, intriso di black humor e una comicità tagliente e scurrile, è diventata una Serie TV cult e apprezzata dagli amanti del genere e soprattutto ha permesso al trio di scrittori di approdare su Netflix con la possibilità di ideare una miniserie.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra film

Il nuovo progetto, chiamato La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestraè completamente diverso da Mike Tyson Mysteries, ma mantiene un forte aspetto satirico e parodistico. Infatti, già dal titolo si intuisce l’intento di ironizzare sui vari film thriller, gialli e psicologici al femminile come La ragazza del treno del 2016 con Emily Blunt o La donna alla finestra del 2021 con Amy Adams. La Serie TV, uscita su Netflix il 28 gennaio, ha come protagonista Kristen Bell (conosciuta per Veronica Mars) e come comprimari Tom Riley (Da Vinci’s Demons) e Michael Ealy (The following Westworld).

Una storia debole e troppo scontata

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra film  Kristen Bell

Anna è una donna vicina alla disperazione. Tre anni prima ha perso la figlia e ha divorziato, non riesce più a dipingere e ad andare oltre a quel tragico dolore, come sta provando a fare il suo ex marito. Passa le sue giornate sulla poltrona davanti alla grande finestra del soggiorno guardando fuori e bevendo vino rosso mischiato a farmaci che la rendono sempre meno lucida.

La sua vita ha una svolta quando i suoi nuovi vicini, un padre vedovo con una figlia piccola, iniziano ad entrare nella sua vita, riempendo l’enorme vuoto che sente dentro. Mangia insieme a loro, racconta favole alla bambina e sogna di poter avere di nuovo una famiglia. Quando a casa si presenta la fidanzata dell’uomo Anna resta spiazzata e tutto ciò che si era costruita nella testa crolla in poco tempo.

La situazione peggiora quando inizia ad avere delle allucinazioni: vede sua figlia viva, sente rumori strani e soprattutto vede dalla finestra la fidanzata di Neil morire nel salotto di casa. Anna chiama la polizia, ma quando arrivano i rinforzi e controllano la casa le viene detto che si è immaginata tutto e che la ragazza è in realtà partita per un viaggio. Da quel momento Anna viene allontanata e additata come pazza scriteriata. Anna inizierà a cercare le risposte da sola, ad indagare per scoprire la verità e capire se quello che ha visto è successo realmente o è stato frutto della sua disperazione.

Un viaggio alla ricerca di una verità sempre più misteriosa e fittizia, un viaggio nella mente di una persona persa e distrutta da traumi difficili da superare, che dovrà capire di chi fidarsi e cercare di salvarsi da un complotto sempre più intricato, apparentemente. 

Una questione di tono

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra serietv

Le più grandi criticità di La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra sono il forte sbilanciamento del tono generale e un intento narrativo troppo superficiale. La Serie TV prova in ogni modo a destrutturare e smontare ironicamente il classico genere thriller horror al femminile inserendo espedienti palesemente assurdi per ribaltare la percezione standard e diventando così una satira.

Le paure della protagonista portate all’estremo, un tuttofare che ogni giorno aggiusta sempre la stessa cassetta della posta, la tomba della figlia che cambia sempre scritta. Però poi tutta questa costruzione viene fatta crollare dal tono serioso che decide di prendere la narrazione e che finisce per unire due aspetti incapaci di coesistere allo stesso tempo, rendendo la Serie TV basata fu fondamenta costruite in modo non ottimale.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra è un thriller psicologico, una specie di gioco da tavolo per scoprire l’assassino, che vuole scavare nelle intenzioni e nei moventi dei suoi personaggi, ma la durata degli episodi di 25 minuti e i soli otto episodi non permettono di scavare a fondo e approfondire le storie dei personaggi e le loro azioni durante l’evoluzione della trama. Il poco tempo e la superficialità della narrazione non permettono allo spettatore di affezionarsi alla protagonista, ai suoi disagi e al mistero che deve risolvere.

L’espediente delle allucinazioni non permette neanche di giocare in prima persona e di provare a ipotizzare chi possa essere stato: ogni scena che viene mostrata può essere reale o immaginata da Anna, perciò tutto viene annullato e assorbito passivamente da chi sta guardando.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra è una Serie TV con del potenziale, godibile da chi cerca un prodotto leggero e un mistery thriller che prova a cambiare le carte in tavola, ma questi tentativi la rendono un mix troppo superficiale che finisce per non funzionare in quasi niente di quello che propone e che non crea suspense e coinvolgimento, fino a diventare dimenticabile.


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Il cinema e la letteratura sono gli unici fili su cui riesco a stare in equilibrio. I film di Malick, Wong Kar Wai, Jia Zhangke e Tarkovskij mi hanno lasciato dentro qualcosa che difficilmente riesco ad esprimere, Lost è la serie che mi ha cambiato la vita, il cinema orientale mi ha aperto gli occhi e mostrato l’esistenza di altre prospettive con cui interpretare la realtà. David Foster Wallace, Eco, Zafón, Cortázar e Dostoevskij mi hanno fatto capire come la scrittura sia il perfetto strumento per raccontare e trasmettere ciò che si ha dentro.

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