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La galleria dei cuori infranti

La galleria dei cuori infranti: istruzioni per superare una storia d’amore

7 minuti di lettura

Dal 4 luglio la collezione filmica di Netflix accoglie una commedia romantica del 2020, La galleria dei cuori infranti. Alla regia l’esordiente Natalie Krimsky, volto già noto nei team di scrittura di Gossip Girl e Grey’s Anatomy, che affiora come sceneggiatrice, regista e produttrice del lungometraggio a tinte rosa.

Quest’ultimo si avvale anche di un’altra firma pop nella sua lista, quella di Selena Gomez produttrice esecutiva. Ecco dunque che La galleria dei cuori infranti, con due giovani protagonisti, Geraldine Viswanathan e Dacre Montgomery (Stranger Things) si preannuncia come il dessert perfetto di una serata post rottura, con un’inedita soluzione per superare una storia d’amore.

Come liberarsi di oggetti emotivamente scomodi

La galleria dei cuori infranti NPC Magazine

La trama di La Galleria dei Cuori Infranti si costruisce attorno all’intuizione della gallerista Lucy (Geraldine Viswanathan), accumulatrice compulsiva di memorabilia legati alle sue passate relazioni, di dare vita a una galleria d’arte che ospiti i feticci delle storie d’amore finite. Ad aiutarla c’è Nick (Dacre Montgomery), che da tempo sta cercando di dar vita al suo hotel, ma a cui mancano i fondi per completarlo. Ecco dunque che Lucy propone a Nick di rendere l’Hotel Chloe la sede della galleria dei cuori infranti.

Chiunque voglia liberarsi di un oggetto emotivamente scomodo, può lasciarlo in custodia alla galleria, accompagnato da una descrizione che racconti il legame affettivo, in cambio di una donazione. Grazie ai social e alla promozione di Lucy, in breve tempo il progetto decolla e raccoglie una grande popolarità, instillando un sentimento romantico tra i due protagonisti. Entrambi, però, dovranno confrontarsi con i reciproci fantasmi amorosi, superando insieme l’incontrollabile esigenza di rimanere ancorati a una parte del loro passato.

La galleria dei cuori infranti è una storia vera?

La galleria dei cuori infranti NPC Magazine

L’accattivante idea su cui si regge La galleria dei cuori infranti risponde a un progetto realmente esistente. Trattasi del Museo delle relazioni interrotte (Museum Of Broken Relationships) con sede a Zagabria, in Croazia, nato come progetto itinerante nel 2006 e dotatosi di una seconda sede a Los Angeles nel 2016. L’iniziativa è stata lanciata da una coppia di artisti che ha adottato come modus operandi lo stesso approccio del film di Natalie Krimsky, accompagnandosi a un sito web con tanto di mappa indicante le tappe dell’itinerario e da una pagina Instagram (@brokenships) con le fotografie dei cimeli veicolate dalle rispettive descrizioni. 

Le fondamenta del progetto artistico muovono dall’idea per cui gli oggetti siano medium emotivi, trasposizioni concrete di ricordi. Con una valenza magica e simbolica, gli oggetti sono ologrammi di frammenti di memoria e rispondono all’esigenza di ciascuno di sapere che i propri ricordi non verranno dispersi nel tempo, ma potranno per sempre vivere in un oggetto visibile e tangibile. Come per Lucy, i romantici vedono nei memorabilia la prova che le loro relazioni siano esistite e con esse anche i ricordi felici che le accompagnano.

Lucy in the sky with diamonds

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La galleria dei cuori infranti rende universale una storia particolare, quella di Lucy, collezionista compulsiva di oggetti di relazioni passate da quando era una teenager. Nonostante gli altri vedano nel suo accumulo su strati di polvere un archivio di spazzatura, Lucy si sente come la Sirenetta, che colleziona tesori da relitto con l’idilliaca fascinazione dell’ignoto. Per lei, tuttavia, il procedimento è contrario, in quanto già conosce la storia dei suoi cimeli, deve solo renderla universalmente comprensibile agli altri.

Qui riposa il bisogno inconscio di ciascuno di sapere che esiste qualcun altro che condivide gli stessi desideri e gli stessi dolori. Come nella celebre canzone dei Beatles, Lucy si muove in un mondo caleidoscopico, attratta dall’ordinarietà di oggetti che diventano straordinari. Tra frizzante ironia e avanguardismo pop, Lucy riflette l’anima di una città ormai consacrata al genere della commedia romantica: New York.

La Grande Mela de La galleria dei cuori infranti non è la poetica culla in bianco e nero della Manhattan di Woody Allen, ma è la poliedrica cornice di un’arte che trasuda dalla strada, che si nasconde nei vicoli e che colora la città, rendendola viva come l’immaginifico disegno a cui John Lennon si ispirò per la sua Lucy In The Sky With Diamonds.

Una commedia romantica che fa riflettere senza pretese

La galleria dei cuori infranti NPC Magazine

La galleria dei cuori infranti riflette lo schema narrativo di un genere che cavalca da sempre una brillante fortuna. Con un approccio godibile e un’evoluzione prevedibile, il film cattura l’attenzione dello spettatore per l’idea che lo guida e che viene raccontata in una veste pop coinvolgente. Il valore aggiunto si ritrova in un’idea che pone lo spettatore davanti a una riflessione personale. Chi di noi conserva in uno spazio recondito della propria stanza qualche cimelio di ricordi passati?

Può essere il biglietto di un concerto, una lettera manoscritta, un anello o un peluche, ma sembra essere universale l’esigenza di rimanere legati alle proprie memorie come elemento di identificazione. D’altronde il passato definisce il presente e direziona il futuro e il bagaglio emotivo delle esperienze che definiscono l’individuo è un valore fondante della nostra esistenza.

Ecco dunque che l’oggetto, come una fotografia, racchiude nella memoria un momento felice o infelice nitidamente visibile nei ricordi di chi lo ha vissuto e raccontabile agli altri con un’operazione di storytelling pregna d’arte nella sua espletazione iconica. Qual è dunque il peso emotivo di un ricordo? Allo spettatore la sua lettura. 


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Classe 1996, laureata in Comunicazione e con un Master in Arti del Racconto.
Tra la passione per le serie tv e l'idolatria per Tarantino, mi lascio ispirare dalle storie.
Sogno di poterle scrivere o editare, ma nel frattempo rimango con i piedi a terra, sui miei immancabili tacchi.

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