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«Matthias & Maxime»: Xavier Dolan torna alle origini

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6 minuti di lettura

Dallo scorso 27 giugno è disponibile sul portale MioCinema Matthias & Maxime, l’ultimo film di Xavier Dolan. Dopo La mia vita con John F. Donovan, che aveva destato perplessità tra la critica (e anche tra diversi spettatori) perché molto diverso da tutti gli altri film del cineasta canadese, Matthias & Maxime rappresenta una sorta di ritorno alle origini.

I sentimenti al centro

Matthias & Maxime

Al centro della pellicola ci sono i sentimenti, in primis l’amicizia che lega i protagonisti. Matthias (Gabriel D’Almeida Freitas) e Maxime (Xavier Dolan) sono amici di vecchissima data dai caratteri agli antipodi: Matthias è sicuro di sé, a volte un po’ saccente, Maxime più timido. Anche fisicamente i due sono diversi: Matthias è affascinante, mentre Maxime ha un angioma che gli deturpa il viso.

Si ritrovano entrambi (Maxime per scelta, Matthias per una scommessa persa) a recitare nel cortometraggio della sorella di un amico comune. Quella che spetta loro, però, non è una scena qualsiasi: è la scena di un bacio focoso, che costringe entrambi a interrogarsi sul sentimento che li lega davvero: solo amicizia o qualcosa di più?

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Come in tutti i film di Dolan, anche in Matthias & Maxime i sentimenti la fanno da padroni. Troviamo l’amicizia, che lega non solo i due protagonisti, ma anche tutto il loro gruppo, in cui ci si punzecchia, si litiga, ma alla fine si fa sempre pace. Troviamo, come già detto, un sentimento indefinito che si insinua tra Matthias e Maxime, e che i due non osano chiamare amore. E c’è spazio anche per uno dei capisaldi della filmografia di Dolan: il rapporto madre-figlio, complesso per entrambi i protagonisti. La madre di Matthias è una donna soffocante, fin troppo presente nella vita del figlio e dei suoi amici; quella di Maxime una tossicodipendente non più in grado di badare a sé stessa e dai modi spesso violenti.

Ritorno alle origini

Matthias & Maxime
Xavier Dolan e Gabriel D’Almeida Freitas in una scena del film.

In un certo senso, Matthias & Maxime è un ritorno ai tempi di Les amours imaginaires (2010), pellicola in cui si intrecciavano amicizia, infatuazione e amore. Matthias & Maxime ha però il pregio di avere una trama molto più solida e mai banale. È un film che fa correre con la mente a opere passate, ma che nel contempo ci mostra un Dolan senz’altro più maturo di quello di dieci anni fa.

Matthias & Maxime si può considerare un ritorno alle origini anche perché era dai tempi di Tom à la ferme (2013) che Xavier Dolan non recitava più in un suo film. Come ha spiegato lui stesso in una recente videointervista, con la maturità ha smesso di crearsi ruoli ad hoc nei film che scrive: ormai recita solo se ritiene di essere la persona giusta per interpretare un personaggio. E abbiamo appurato che, in questo caso, la parte di Maxime poteva solo essere sua.

Fa piacere anche ritrovare Anne Dorval, che già aveva recitato in J’ai tué ma mère (2009), Les amours imaginaires e Mommy (2014), e che anche qui ci regala una performance intensa e convincente.

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Il ritorno alle origini di Matthias & Maxime riguarda pure la lingua del film: dopo anni, torniamo a sentire il vivace francese del Québec. Ricordiamo infatti che il cast di È solo la fine del mondo (2016) era composto da attori francesi, e quello di La mia vita con John F. Donovan (2018) da attori statunitensi.

«Matthias & Maxime»: Dolan cita Dolan

Matthias & Maxime

In quest’ultimo film, inoltre, Xavier Dolan gioca a citare sé stesso con continui a rimandi ai suoi lavori precedenti. Una scena in cui Matthias e Maxime si baciano alla finestra ricorda molto, nella struttura, la scena d’amore tra Louis e Pierre in È solo la fine del mondo. La differenza sta tutta nel punto di vista: lì la finestra era inquadrata dall’interno, mentre qui è inquadrata dall’esterno. Diverse sequenze, inoltre, sono velocizzate: Dolan richiama, stavolta per contrasto, una delle tecniche più usate nei suoi vecchi film, il ralenti. Il finale, ancora una volta, rimane aperto, come era stato per tutti i film di Dolan tranne La mia vita con John F. Donovan. Chi ha amato la filmografia del regista canadese avrà la dolce sensazione di essere tornato a casa.


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Francesca Cerutti

Sono nata nel 1997 a Milano; sempre in terra meneghina, mi sono laureata in Lingue per l'impresa e mi sono successivamente specializzata in Traduzione. Mi innamoro sempre dei film che riescono a farmi sorridere e riflettere al contempo. I miei registi di culto? Xavier Dolan, Woody Allen e Ferzan Özpetek.

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