fbpx

I 10 migliori film del 2020, secondo noi

/
15 minuti di lettura

Il 2020 ha messo a dura prova il mondo del cinema. Il contagio causato dalla pandemia ha bloccato i set, le produzioni, fatto saltare premiazioni, festival e chiuso per un periodo ancora indeterminato le sale di proiezione di tutto il mondo. Lo streaming ci ha permesso di non perdere il contatto con il cinema che conta, anche se oggi più di prima vogliamo ribadire: abbiamo bisogno delle sale cinematografiche.

Leggi anche:
Le dieci migliori serie tv del 2020, secondo noi

Nella speranza di ricominciare presto a sognare insieme, vi presentiamo una selezione dei 10 migliori film che hanno (coraggiosamente) lasciato un segno in questo 2020.

«Mank» di David Fincher

mank

L’ultimo mese dell’anno ci trasporta nella Hollywood anni ’40 di Herman Mankiewicz, detto “Mank”, controverso sceneggiatore di Quarto Potere (1941) a fianco di Orson Welles. A dipingerlo il tocco inimitabile di David Fincher, che racchiude la cornice di un’epoca attorno a un uomo, attualizzando l’eterna egida del potere mediatico. Così lo sfondo in bianco e nero, tra dissolvenze, dettagli certosini e poesia della scrittura omaggia il cult di Welles. Ma Fincher aggiunge quel piccato e personalissimo punto di vista sugli eventi, incanalato nello sguardo cinico del protagonista, un mirifico Gary Oldman. E il cast rodato e perfettamente scelto rincalza una scrittura già solida e coinvolgente, permeata di un’aura tenebrosa che siamo desiderosi di scandagliare. Come guidati dal mistero di Rosebud, vogliamo unire i frammenti di un’anima misteriosa e Fincher ci prende per mano, facendoci rileggere il passato

Leggi anche:
Mank, il brillante ritratto di Fincher

«Favolacce» di Fabio e Damiano D’Innocenzo

Favolacce

Tra i 10 migliori film, uno dei più brillanti del 2020 porta la firma dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo. E, anche se il suo debutto di maggio resta confinato tra le pareti domestiche, Favolacce ci porta in un surrealismo ordinario. Non è una commedia, non è una tragedia, ma una favola dark, nata dalla crasi delle parole “favole” e “parolacce”. Un reportage familiare della realtà di provincia, che scandaglia la cupezza orrorifica di anime semplici. Così genitori e figli condividono un’inquietante normalità che non lascia spazio alla speranza, ma li ingabbia in un eterno ciclo dei vinti alla maniera verghiana. Ma è la regia sopraffina, distorta e cromaticamente caleidoscopica che irradia uno spicchio di bellezza nell’inevitabile oscurità quotidiana. E la metafora di una società condannata sin dall’infanzia assume une bellezza lisergica, che ci lascia senza parole.

Leggi anche:
Favolacce, il film dei fratelli D’Innocenzo tra favole e parolacce

«Notturno» di Gianfranco Rosi

notturno

Dopo aver vinto il Leone d’Oro sette anni fa, Gianfranco Rosi è tornato alla Mostra del Cinema di Venezia con Notturno, un film che nasce da un viaggio lungo tre anni nei territori di confine fra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano: zone martoriate da guerre intestine, regimi dittatoriali e conflitti sanguinari. Ad interessare il regista sono le storie di chi, in tale scenario infernale, vive la propria normalità. La normalità dei protagonisti del documentario di Rosi è fatta di silenzi che, uniti a quello del regista, rendono Notturno un film quasi muto, squarcio di intatta verità su ciò che significa vivere in un paese in guerra. Lontano dal voler essere un documentario, Notturno è un film destinato a dividere ma che rappresenterà l’Italia nella difficile competizione ai premi Oscar del 2021. Per questo motivo fa parte dei 10 migliori film, anche se sapremo solo il 15 marzo se il film verrà nominato per la prestigiosa cerimonia al Kodak Theatre.

Leggi anche:
Notturno, viaggio nel Medio Oriente ferito

«I predatori» di Pietro Castellitto

I predatori

L’esordio alla regia di Pietro Castellitto incornicia invece l’inedita maschera tragicomica impressa sulla nostra realtà. Così I Predatori offre un ritratto ciclico di tarantelle quotidiane, condotte da personaggi ordinari, ma ambigui, al soldo dell’istinto primordiale che governa le leggi della giungla metropolitana. Rientrato di diritto nella classifica dei 10 migliori film del 2020, la pellicola dipinge una commedia dell’assurdo, dove la risata è assicurata, ma deformata da una consapevolezza più fragile che riguarda l’imprevedibilità dell’animo umano. Per questo il debutto di Castellitto stava conquistando le sale cinematografiche ad ottobre, prima che le limitazioni sanitarie spegnessero gli schermi. Ma l’originalità della narrazione metatestuale, infiorettata dallo sguardo vorace e attento di un’autorialità vincente alle prime armi, ci invita a non perderci questa piccola perla del cinema italiano.

Leggi anche:
I predatori di Pietro Castellitto era il film del momento (prima che le sale chiudessero)

«Sto pensando di finirla qui» di Charlie Kaufman

sto pensando di finirla qui

Dal 4 settembre è approdato su Netflix il nuovo film di Charlie KaufmanSto pensando finirla qui (I’m Thinking of Ending Things), con protagonisti Jesse Plemons e Jessie Buckley e tratto dall’omonimo romanzo del 2016 di Iain Reid. Il film, realizzato dallo sceneggiatore di Being John Malkovich (1999) e poi con Eternal Sunshine of a spotless mind (2004), racconta di una giovane donna che incontra per la prima volta i genitori del fidanzato Jake. Tale esperienza si rivelerà più complessa del previsto, portando la protagonista a interrogarsi su sé stessa e la propria vita. Dai toni pessimistici leopardiani, il film di Kaufman non ha una vera e propria trama, le sceneggiature sono spaccati esistenziali di vita comune, i quali non sono che strumenti per descrivere i veri protagonisti dei suoi film: le tematiche esistenziali, quali l’amore, la vita nel suo fluire inesorabile verso la decadenza fisica e spirituale, e le reazioni psicologiche alle vicende. Considerato come uno dei film più importanti di questo nostro strano tempo presente, Sto pensando finirla qui si presenta come sofisticato e colto psico-dramma filosofico fatto per coinvolgere lo spettatore e attirare la sua attenzione sulla questione dell’esistenza.

Leggi anche:
Sto pensando di finirla qui e il (bellissimo) cinema di Kaufman

«I miserabili» di Lady Ly

I miserabili

Il primo lungometraggio di Lady Ly irrompe nel mese di marzo con un omaggio attualizzante al celebre romanzo di Victor Hugo. Sullo sfondo sempre Parigi, non più avvinghiata alle turbolenze ottocentesche, ma proiettata in una quotidianità periferica, arena di poliziotti dai metodi discutibili. Così brandelli di umanità perduta tassellano una narrazione multifocale, dove non ci sono né cattive erbe, né uomini cattivi, ma solo cattivi coltivatori, come riporta un’iconica frase del romanzo. E la repressione e la violenza sono le protagoniste di una pirotecnica catena di eventi, dall’esito inevitabilmente tragico. In questo modo una consapevole riflessione sul presente incorpora lasciti letterari del passato, mantenendone il messaggio sotteso originale, introiettato con forza nei nostri pensieri.

Leggi anche:
I miserabili, il brillante esordio di Ladj Ly

«Volevo nascondermi» di Giorgio Diritti

10 migliori film

Volevo nascondermi di Giorgio Diritti è un altro (grande) film che ha dovuto scontrarsi con le dure conseguenze del Covid-19. Dopo il trionfo alla BerlinaleElio Germano vince meritatamente il  l’Orso d’argento per il miglior attore -, il film è uscito nelle sale italiane il 4 marzo, proprio mentre il contagio imperversava e migliaia di film, spettacoli e mostre venivano posticipati o cancellati. In Volevo nascondermi Diritti e Germano riportano in vita il genio di Antonio Ligabue, artista naïf italiano della prima metà del Novecento. Figura complessa, dalla mente disturbata, ma incredibile e riconosciuto già in vita a livello artistico. Apprezzato per l’uso dei colori e per la profondità psicologica, il film ha saputo catturare sia la follia esteriore che la vita interiore dell’artista.

«Tenet» di Christopher Nolan

10 migliori film

È indiscutibile, Tenet di Christopher Nolan è stato il film evento di questo 2020, metafora di un anno irriconoscibile dove non si è purtroppo più parlato di incassi, botteghino e première. Ultima e undicesima fatica del regista britannico, Tenet è il kolossal di cui avremmo avuto bisogno, se l’ombra di una pandemia mondiale non avesse spazzato via ogni nostra certezza. Ambientato in un distopico futuro non poi così lontano, il film racconta del mistero di Tenet, un’organizzazione segreta che attira l’attenzione dei vertici dello spionaggio internazionale. Il rischio della fine del mondo per mano di un oligarca russo, materiali ignoti provenienti dal futuro e una tenaglia temporale che riavvolge il tempo sono gli ingredienti di una spy story sicuramente complessa ma avvincente che, nel bene e nel male, ci riportato tutti in sala, in un’estate che aveva la parvenza di un lento ritorno alla normalità.  

Leggi anche:
Tenet, il film che ci meritiamo ma di cui non abbiamo bisogno

«Uncut Gems» di Josh e Benny Safdie

10 migliori film

I fratelli Josh e Benny Safdie, a due anni di distanza dall’acclamato Good Time, firmano un altro ambizioso drama/thriller mozzafiato, imprevedibile sino all’ultimo istante. Uncut Gems è una nuova e spericolata corsa contro il tempo, questa volta con ritmi diversi e decisamente sorprendenti. distribuito da Netflix a cavallo tra il 2019 e il 2020 e italianizzato in Diamanti Grezzi, il film dei fratelli newyorchesi ha come protagonista Howard Ratner (Adam Sandler) affermato gioielliere di Manhattan dedito al gioco d’azzardo. Perseguitato dalla sfortuna, Howard vende incautamente una gemma rara al cestista Kevin Garnett, dando il via ad un’ansiogena staffetta di errori, drammi familiari e inseguimenti. Impreziosito dalla fotografia di Darius Khondji e le microfotografie Danny Sanchez, Uncut Gems è un viaggio anatomico e geologico all’interno dell’essere umano, dove la narrazione si sviluppa sotto forma di loop infernale, la cui tanto agognata via d’uscita è piuttosto chiara e di dantesca memoria.

Leggi anche:
Uncut gems: la scommessa dei fratelli Safdie

«Soul» di Pete Docter

10 migliori film

In questo Natale insolito e malinconico, Disney ha deciso di fare un regalo ai propri abbonati, rendendo disponibile sulla propria piattaforma streaming il suo ultimo film d’animazione, Soul, rinunciando alla distribuzione in sala. Un po’ Inside Out – con cui condivide il regista Pete Docter – e un po’ CocoSoul affronta temi come l’anima, la morte e le scelte che cambiano la vita. Protagonista del film è Joe Gardner (Jamie Foxx/Neri Marcorè), un pianista jazz che, mentre aspetta la sua grande occasione per sfondare e avere successo. Dopo un’importante audizione, Joe cade accidentalmente in un tombino e la sua anima entra nell’Ante-mondo, dove le anime non ancora nate si preparano per il loro viaggio sulla Terra. Qui incontra 22 (Tina Fey/Paola Cortellesi). Capace di divertire, commuovere e far riflettere, Soul è un film sulla vita intesa come un viaggio di cui bisogna assaporare ogni piccolo piacere, che rientra per merito nei 10 film migliori di questo anno complicato e non sempre godibile.

Leggi anche:
Soul, L’ode Disney ai piaceri semplici


Seguici su InstagramFacebookTelegram e Twitter per sapere sempre cosa guardare!

Redazione NPC

NPC - Nuovo Progetto Cinema

Film e Serie TV come non li hai mai letti.