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Morbius: Jared Leto ci prova ma il progetto Sony non regge

18 minuti di lettura

Oltre ai film e alle serie tv dei Marvel Studios, ambientati tutti in un unico universo condiviso, la Sony continua imperterrita a tentare di costruire un proprio filone narrativo con i pochi personaggi legati a Spider-Man di cui possiede ancora i diritti. Dopo i due film di Venom, distrutti dalla critica e da gran parte del pubblico, è giunto il tempo di Morbius, che ha subìto lo stesso fato dei suoi due predecessori. Con Jared Leto nel ruolo dell’anti-eroe vampiresco titolare, nel cast di Morbius figurano anche Matt Smith, (Doctor Who, Last Night in Soho), Adria Arjona (True Detective, 6 Underground), Jared Harris (Chernobyl, Foundation), Al Madrigal (I’m Dying Up Here) e Tyrese Gibson (Transformers, Fast & Furious).

Chi è Morbius, il Vampiro Vivente

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Morbius (1992) #1, disegni di Ron Wagner

Morbius appare per la prima volta nei fumetti nel 1971, subito dopo che il famigerato Comics Code Authority (l’organo di censura del fumetto statunitense, istituito nel 1954 e decaduto nei primi anni ’00), permette l’utilizzo di personaggi sovrannaturali e orrorifici. Il personaggio debutta quindi in Amazing Spider-Man #101, il primo numero della testata a non essere scritto da Stan Lee, sostituito invece da Roy Thomas.

In questa storia Morbius viene introdotto con la sua origin story, a cui il film è rimasto fedele: il dottor Michael Morbius è afflitto da una rarissima malattia del sangue sin da piccolo, che gli conferisce un aspetto inusuale e inquietante. Da adulto diventa un rinomato biologo specializzato in ematologia, e dedica le sue risorse alla ricerca di una cura per la sua malattia, unendo sperimentazioni con il DNA di pipistrelli vampiri e l’elettroshock.

Come conseguenza di questi esperimenti, Morbius deve bere sangue per sopravvivere, e ottiene anche poteri sovrannaturali: ossa vuote e capacità di volare, forza sovrumana, super velocità, e guarigione accelerata. Anche il suo aspetto fisico ne risente: i canini sono diventate zanne acuminate, il naso è completamente appiattito come quello dei pipistrelli, e la sua pelle è diventata bianca come il gesso.

Proprio per queste sue caratteristiche, Morbius è sempre stato rappresentato come un personaggio ambiguo, passando da ruoli come quello di villain ad un antieroe, passando per una fase di vigilante che opera nella notte e ha a che fare con eventi sovrannaturali/horror. Infatti nel 1992 il personaggio viene rilanciato in pompa magna insieme ad altri personaggi occulti della Marvel, come Dottor Strange, Blade e Ghost Rider, formando il super-gruppo Midnight Sons, i Figli della Mezzanotte. Nel corso di queste storie Morbius viene finalmente trasformato in un personaggio eroico, status che manterrà in tutte le storie a venire, comprese quelle odierne.

Perché Morbius non avrebbe mai potuto funzionare

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Anche se effettivamente il film rimane molto fedele ai fumetti, il materiale originale non è sufficiente per sostenere un film interamente dedicato a Morbius. Infatti, come è stato detto, Morbius era nato come personaggio di supporto, ha sempre fatto parte di una schiera di personaggi di nicchia, per non dire di serie B. È anche vero che una fetta di lettori è sempre stata molto affezionata al Vampiro Vivente, di modo da richiedere la sua apparizione in diverse testate.

Si è però sempre trattato, appunto, di comparse, di ruoli secondari: una serie interamente dedicata al personaggio arriverà a ben 30 anni di distanza dalla sua creazione, e anche lì si sosteneva pesantemente sulla presenza di altri eroi Marvel con più esperienza alle spalle. A causa di tutto questo, un film dedicato a Morbius come protagonista (per non parlare di una possibile serie di film) era destinato a fallire dal principio.

Anche se il casting di Jared Leto nel ruolo del tormentato Michael Morbius è sorprendentemente azzeccato, ed è probabilmente la scelta migliore di tutto il film, la presenza di tutti gli altri personaggi risulta quasi superflua: l’obbligatoria love interest Martine (Arjona) è un cliché, come lo è il villain Milo (Smith), che passa dall’essere il miglior amico d’infanzia e fratello surrogato di Michael ad un vero e proprio antagonista, senza alcun passaggio intermedio. Certamente anche Matt Smith è stata una scelta azzeccata per il ruolo, se non altro perché è evidente che l’attore si è divertito molto nella recitazione sopra le righe del personaggio.

Anche il Dr. Emil (Harris) è un grattacapo, poiché seguendo la logica del cliché, dovrebbe rappresentare un mentore per Morbius, una figura paterna che lo aiuti a canalizzare il suo potere a fin di bene e a guidarlo verso la sua strada per diventare un eroe. E invece non succede niente di tutto questo, rendendo la sua obbligatoria morte ridicolmente ininfluente sul resto della trama e sui personaggi.

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Rimane confusa infine la spiegazione di come funzioni esattamente la logica dei superpoteri di Morbius: il suo alter ego vampiresco e bestiale è effettivamente un alter ego, come lo è ad esempio Hulk? All’inizio sembrerebbe di sì, visto che alla prima manifestazione del Vampiro, Morbius si getta in un massacro uccidendo tutti i mercenari a bordo della nave. Quando si risveglia non ha memoria di quello che è accaduto, eppure quando il Vampiro si manifesta successivamente, Michael è in pieno possesso delle sue capacità e del controllo sul suo corpo.

Anche se per la prima volta dopo anni Jared Leto sembra aver trovato il giusto personaggio per la sua presenza fisica e il suo carisma, il prodotto finale rimane un film confuso, mal congegnato, e soprattutto non richiesto: come stanno dimostrando i risultati al botteghino e le risposte dei fan, l’idea di realizzare un film su Morbius nel 2022 è incredibilmente datata, e forse avrebbe funzionato meglio durante la wave vampiresca che ha avuto successo nel periodo dei film di Twilight, oppure ancora nei primi anni 2000, quando si stavano esplorando film supereroistici basati su personaggi più cupi e sconosciuti: vedi Blade (1998-2004), Daredevil ed Elektra (2003, 2005), Punisher (2004, 2008) e Ghost Rider (2007, 2012).

Gli stessi effetti speciali di Morbius e l’estetica generale del film sembrano provenire direttamente da questi film: i poteri di Michael e di Milo vengono visualizzati con delle scie colorate discutibili (non è chiaro che cosa esse vogliano rappresentare: la super-velocità, il senso radar o una sorta di emanazione vampiresca che proviene dai loro corpi?), la realizzazione visiva del radar non può che ricordare il primo Daredevil, e in generale il look delle loro forme da vampiri e dei loro poteri ricorda molto i demoni del primo Ghost Rider.

Insomma, Morbius è un film ancorato al passato, ad un modo di realizzare origin story di supereroi che ormai oggi è diventato datato e cliché. Ma proprio in questo si può trovare la sua unica forma di intrattenimento: sicuramente è più godibile dei film di Venom, poiché in Morbius si trova almeno una trama concisa e ordinata, non caotica come quella dei due film con Tom Hardy. E infine la rappresentazione di New York, quasi sempre notturna, con i suoi altissimi grattacieli, in cima ai quali i due vampiri rivali si appostano in diverse scene, non può non richiamare la New York dei primi film Marvel, che illustravano una città molto urbana, ma allo stesso tempo fantastica e sognante, immersa in una nostalgica atmosfera tecno-gotica.

I problemi del SSU: il Sony’s Spider-Man Universe

Sembra giusto, alla luce delle famigerate scene mid-credits di Morbius, fare delle considerazioni sull’operazione che la Sony sta cercando di attuare con le sue proprietà Marvel. Dopo il finale di Spider-Man: No Way Home, c’erano tutte le condizioni favorevoli per far tornare Spidey nella sua seconda casa, l’universo Sony, e per poter finalmente farlo interagire con Venom, Morbius, Kraven e tutti i prossimi personaggi a cui la Sony sta lavorando con i propri film stand-alone (sono in lavorazione anche delle serie tv).

Eppure, questa sembra un’operazione destinata a fallire sul nascere. La storia del Sony’s Spider-Man Universe (denominazione nata ufficialmente nel 2021), o SSU per abbreviare, ha origini nel lontano 2012, quando erano in attivo i film di The Amazing Spider-Man con Andrew Garfield. La Sony infatti, dopo il successo del primo film, aveva pianificato due sequel e una pletora di altri film spin-off, che sarebbero andati a formare un universo condiviso di personaggi di Spider-Man, fungendo da amichevole concorrenza con il Marvel Cinematic Universe di Kevin Feige.

Erano infatti stati annunciati un film su Venom & Carnage, uno sui Sinistri Sei (di cui si possono infatti vedere i primi semi in The Amazing Spider-Man 2, ricco di easter eggs e anticipazioni per questi film mai realizzati), uno sulla Gatta Nera (che compare appunto in TASM2, interpretata da Felicity Jones), e addirittura un film su Spider-Man 2099, che ad oggi ha fatto solo un cameo nella scena post-credits di Spider-Man: Into the Spider-Verse, e che giocherà un ruolo più grande nei sequel.

Tuttavia, a causa del fallimento del sequel di The Amazing Spider-Man, tutti questi progetti sono stati brutalmente accantonati, per dar spazio invece ad un accordo con i Marvel Studios, che hanno permesso l’inclusione di Spidey nel MCU, interpretato questa volta da Tom Holland. La collaborazione è stata più che fortunata, visto che ha generato un rinnovato interesse per il personaggio dopo il flop di TASM2.

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Ma l’accordo ha evidentemente dei limiti, visto che anche l’ultima trilogia di Spider-Man ha molte cose che non tornano, come ad esempio la storpiatura di nomi e definizioni di molti personaggi e della mitologia generale del personaggio. Infatti la Sony, non sazia, decide di usare gli altri personaggi Marvel di cui possiede i diritti per produrre alcuni film stand-alone, il cui collegamento con il MCU è quanto più vago e confusionario possibile.

La prima scelta è stata realizzare un film su Venom, poiché si tratta di uno dei personaggi che più affascina il pubblico da sempre, per non contare poi che la sua presenza in Spider-Man 3 aveva reso la sua conoscenza nota anche a chi non leggeva i fumetti. Ma già qui ci si incappa in un grosso problema: come è possibile realizzare un film di Venom senza Spider-Man? I problemi di Venom, uscito nel 2018, sono tanti, e quasi tutti si possono attribuire alla mancanza di un personaggio di sostegno che abbia tematicamente senso, come lo può essere solamente Peter Parker/ Spidey, vista la loro lunga storia nei fumetti.

Ma le scelte della Sony si fanno ancora più rischiose: viene annunciato nel 2017 un film su Morbius, con sbigottimento generale da parte della community dei fumetti. Se Venom ha un legame più diretto con Spider-Man, Morbius ne condivide pochissimi, se non nessuno, oltre al fatto di essere stato introdotto in un fumetto di quel supereroe. Inoltre, sono attualmente in produzione un film su Kraven il Cacciatore con Aaron Taylor-Johnson, uno su Madame Web con Dakota Johnson, uno su Spider-Woman diretto da Olivia Wilde, e due serie tv: una sulla Gatta Nera & Silver Sable, che doveva essere originariamente un film, e una su Silk. Come se non bastasse, la Sony negli ultimi anni ha mostrato interesse per diversi altri progetti su personaggi veramente oscuri, come Nightwatch e Jackpot, la cui fanbase è praticamente inesistente.

La scena dopo i titoli di coda di Morbius confonde ancora di più

Questi sono tutti personaggi o quasi completamente sconosciuti (se non ai lettori di fumetti più accaniti), o che dipendono direttamente dall’interazione con Spider-Man, quando di fatto questi film si svolgerebbero in un universo narrativo che prende il nome da un personaggio che non esiste in esso. E adesso, vista la presenza di Adrian Toomes alias Avvoltoio nelle scene mid-credits di Morbius, con Michael Keaton che riprende il suo ruolo da Spider-Man: Homecoming, che viene catapultato senza logica nel SSU e dice a Morbius di formare una squadra insieme ad altre persone speciali, è automatico pensare che la Sony voglia riproporre i piani del 2014 e formare una squadra dei Sinistri Sei, con una formazione totalmente sgangherata e per nulla fedele a quella dei fumetti originali.

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Insomma, pare che dopo il finale a sorpresa di Spider-Man: No Way Home la Sony non sia affatto interessata a re-immettere Spider-Man in un universo costruito ad hoc per lui, circondato da personaggi che condividono una lunga storia nella tradizione dei fumetti, ma che invece voglia prendere in prestito personaggi introdotti nel MCU e viceversa, in una sorta di passaggio del pallone continuo che a lungo andare rischia veramente di confondere lo spettatore, cosa che sta già succedendo (vedi le scene post-credits di Venom: Let There Be Carnage e Spider-Man: No Way Home).

Ed è per questo che il futuro del SSU è già messo in discussione prima ancora di partire: anche se in Morbius viene riconosciuta la presenza di Venom (forse nell’unica battuta veramente divertente in tutto il film), è tutto inutile se nel “Spider-Man Universe” manca proprio Spider-Man, in un universo narrativo popolato da personaggi che dipendono direttamente dalla sua presenza fisica. È per questo motivo che Morbius è un flop al botteghino, ed è lo stesso motivo per cui lo saranno anche film come Kraven e Madame Web.

Ai posteri l’ardua sentenza, anche se è possibile che il SSU diventi l’ennesimo tentativo di un universo cinematografico condiviso che verrà lentamente soppresso dagli stessi produttori, come era successo per il Dark Universe, o per il DC Extended Universe, che adesso sembra più puntare sul Multiverso (in modo molto più appropriato di come sta facendo il MCU).


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Nato a Roma, studia attualmente al DAMS di Padova.
Vive in un mondo fatto di film, libri e fumetti, e da sempre assimila tutto quello che riesce da questi meravigliosi media.
Apprezza l'MCU e anche Martin Scorsese.

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