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Narcosantos, la vera storia dei narcotrafficanti devoti a Dio

La miniserie sul narcotraffico prodotta da Netflix vanta una trama interessante e un cast stellare

6 minuti di lettura

È ispirata a fatti realmente accaduti Narcosantos, la miniserie sudcoreana disponibile su Netflix dal 9 settembre, scritta e diretta da Yoon Jong-bin. Dopo l’amatissima Narcos e la meno apprezzata Narcos: Messico, un’altra storia incentrata sul traffico di stupefacenti in Sudamerica (romanzata, per forza di cose) forse non brillante per originalità ma decisamente da raccontare.

Le vicende dietro Narcosantos

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Ha Jung-woo e Hyun Bong-sik in una scena di Narcosantos

Kang In-gu (Ha Jung-woo) è un uomo con alle spalle un’infanzia vissuta in miseria e talmente sommerso di lavoro da riuscire a vedere sua moglie e i suoi due figli solo la sera. Perciò, quando un vecchio amico gli propone di avviare un’attività commerciale vendendo razze provenienti dal Suriname in Corea, accetta di buon grado, allettato dall’opportunità di accrescere in breve tempo i propri guadagni.

Tuttavia, poco dopo il suo trasferimento, In-gu si trova coinvolto in un’operazione segreta organizzata dall’Intelligence sudcoreana e finalizzata ad arrestare il pastore Jeon Jo-hwan (Hwang Jung-min), capo indiscusso del narcotraffico in Suriname.

Narcosantos, una serie avvincente ma prevedibile

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Ha Jung-woo e Hwang Jung-Min in una scena di Narcosantos

Una storia del genere merita di essere raccontata. Ecco perché Narcosantos fa parte di quei prodotti la cui ragione di esistere sta proprio nella veridicità della trama, e nell’importanza degli avvenimenti che mostra. Purtroppo, il fatto che di storie come questa ne esistano varie e che una parte sia già stata portata su schermo rappresenta l’altra faccia della medaglia.

Quelle di Narcosantos sono dinamiche standard di cui ogni cinefilo ha già sentore, così come gli appassionati di film sul narcotraffico o sulla mafia. Dalla figura dell’infiltrato a quella del voltafaccia, dall’operazione di spionaggio all’inevitabile bagno di sangue, lo spettatore non può evitare la sensazione di déjà vu, nonostante questa mancata originalità sia dovuta (come in altri simili contenuti) non alla mancanza di inventiva dei creatori ma alla storia in sé.

Per fortuna, gli elementi che accomunano Narcosantos ad altri prodotti sono alcuni tra quelli che non solo funzionano, ma non stancano mai, motivo che ha portato la serie a rientrare nella top 10 di Netflix in un baleno; e il fatto che i personaggi siano reali oltre che interessanti e che a prestarvi il volto sia un super cast, può solo essere un valore aggiunto.

Che senso ha vivere soltanto per sopravvivere?

Kang In-gu, Narcosantos

A cominciare da Park Hae-soo che, dopo Squid Game e La Casa di Carta: Corea è ormai un volto ultra noto anche in occidente, e che anche sta volta non fallisce nel regalare una performance più che credibile, dimostrando una volta per tutte la sua poliedricità. Discorso leggermente diverso per Ha Jung-woo (The Handmaiden, Assassination) e Hwang Jung-min (New World, A Violent Prosecutor), entrambi forti di una ricca e variegata filmografia e dal talento ormai consolidato. Presenza più che gradita anche quella di Yoo Yeon-seok, noto per Mr. Sunshine e Hospital Playlist ma del tutto a suo aggio anche al di fuori dei K-drama.

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Park Hae-soo in una scena di Narcosantos

Altro grande punto a favore di Narcosantos, da attribuire in gran parte alla realtà di fatti ma molto anche alla sceneggiatura di Yoon Jong-bin, la trasposizione dell’ossimoro narcotraffico-religione bene incarnato da Salvatore Conte in Gomorra, e che nella miniserie sudcoreana riprende forma in versione latino-americana, decisamente meno serioso e per giunta compreso di sigaro. Allo stesso tempo il personaggio di In-gu spinge il pubblico a domandarsi fino a che punto un uomo possa agire senza compromettere la propria integrità: un quesito già molte volte tirato in ballo ma sempre attuale.

Un prodotto vincente, tutto sommato

Narcosantos- main cast
Da sinistra, Ha Jung-woo, Park Hae-soo, Hwang Jung-Min, Yoo Yeon-seok in Narcosantos

Grazie anche a una colonna sonora incisiva, Narcosantos si lascia guardare con piacere nonostante la mancanza di originalità; e pur non rientrando tra i titoli imperdibili, una trama avvincente e dei personaggi interessanti rendono la miniserie un valido candidato a far trascorrere qualche serata sul divano.

Forse strutturata come Serie TV nella speranza di scatenare la febbre del binge-watching, ma in realtà più adatta a diventare un film vero e proprio, Narcosantos riesce a intrattenere e ad istruire mantenendo il ritmo di un comune film crime ma disseminando materiale per qualche spunto di riflessione.


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Classe 1996, dottoranda in Ingegneria Industriale all’Università di Napoli Federico II, il cinema è la mia grande passione da quando ho memoria. Nerd dichiarata, accanita lettrice di classici, sogno di mettere anche la mia formazione scientifica al servizio della Settima Arte. Film preferito? Il Signore degli Anelli.

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