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Natale in casa Cupiello, Castellitto omaggia Eduardo De Filippo

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Natale in casa Cupiello è una delle commedie più iconiche di Eduardo De Filippo. Gli italiani sono affezionatissimi a questo classico, che riguardano soprattutto durante il periodo di Natale. Il 22 dicembre 2020 per celebrare l’anniversario della morte di Eduardo De Filippo,  è stato trasmesso un film per la televisione su Rai 1 in prima serata con la regia di Edoardo De Angelis e con protagonista Sergio Castellitto.

Natale in casa Cupiello un’opera immortale, ma non intoccabile

Naturalmente le critiche sono state tante: quando si toccano dei “mostri sacri” è difficile competere con l’originale. Anzi, è addirittura impensabile: nel programma televisivo Oggi è un altro giorno in cui è stato ospite, Sergio Castellitto con grande umiltà ha dichiarato di non voler infatti sicuramente competere con Eduardo De Filippo. Né questo film aveva lo scopo di eguagliare la forza della commedia, che già nel luogo teatro si propone in maniera del tutto differente e con dinamiche proprie della performance teatrale. Pertanto, bisogna guardare questo film senza pensare alla versione del 1962 in bianco e nero trasmessa dalla Rai il 15 gennaio che vedeva come protagonista lo stesso Eduardo né a quella del 1977 trasmessa ancora una volta dalla Rai stavolta a colori, sempre con De Filippo. 

«Eduardo non si tocca»?

Fin dall’annuncio di questa trasposizione cinematografica subito i più affezionati hanno invaso di critiche il web e non solo. «Eduardo non si tocca»,  «Natale in casa Cupiello è solo quella interpretata da Eduardo» e così via. Queste affermazioni, per quanto siano il manifesto dell’affetto del pubblico nei confronti di Eduardo, in realtà non fanno altro che sminuire il suo lavoro. Infatti, relegare un’opera solo e unicamente all’epoca in cui il suo autore e attuatore era vivo significa farla permanere nel passato e non riconoscere il suo valore di grande classico immortale e che pertanto può essere riproposto. In realtà, per quanto il teatro di De Filippo possa essere popolare e accessibile a tutti, non ha nulla da invidiare alla grandiosità del teatro elisabettiano o all’imponenza dei grandi classici che ancora oggi si continuano a riproporre. Pertanto, è giusto che opere come Questi fantasmi! – una di quelle che in anni recenti ha trovato maggiore spazio nei teatri d’Italia – o anche lo stesso Natale in casa Cupiello siano riproposte. Ciò che conta è farlo con la consapevolezza di non poter replicare un talento unico ed eccezionale com’era quello di De Filippo e in questo frangente ritengo che la consapevolezza ci fosse.

«Te piace ‘o presepio?» dal teatro al cinema

Dunque, cosa dire di questa trasposizione cinematografica? Già il luogo stesso in cui avviene la messa in scena era foriero di inevitabili cambiamenti. Trattandosi di un film, infatti, non poteva possedere le stesse caratteristiche di un’opera teatrale. Tanto più che lo stesso regista ha apportato volutamente una serie di variazioni  riguardo anche ad esempio l’ambientazione. La vicenda della famiglia medio-borghese non si svolge più negli anni trenta, ma nel Dopoguerra. Tuttavia, tali cambiamenti  rispetto soprattutto alla versione teatrale ci permettono di scoprire qualcosa di più su Lucariello, personaggio a cui tutti siamo affezionatissimi. Nell’opera teatrale non abbiamo mai potuto vederlo camminare sotto la neve della sua Napoli, passeggiare, dialogare con le persone per strada.

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Natale in casa Cupiello Castellitto

Un tributo che, seppur notevolmente differente dalla versione a cui siamo abituati, potrebbe commuovere i più affezionati a questo personaggio. Un personaggio che, lo sappiamo tutti, conserva dentro di sé la meraviglia delle tradizioni a dispetto dei drammi che vive intorno. Lucariello è convinto, infatti, di aver costruito una famiglia felice e nel suo essere entusiasta per il presepe non comprende i terribili problemi che avvengono all’interno del suo apparentemente accogliente focolare. Quando anche per causa sua tali problematiche emergono –  sarà Lucariello stesso a consegnare al genero una lettera che gli farà scoprire di essere stato tradito dalla moglie –  ne rimane inevitabilmente stroncato. Sergio Castellitto ha descritto tale personaggio come simbolo di un’innocenza che attualmente noi stiamo pian piano perdendo e che è bene ricordare. Il Lucariello di Sergio Castellitto è, come molti altri hanno già osservato, notevolmente diverso rispetto a quello dipinto da Eduardo De Filippo. Quest’ultimo ha interpretato un personaggio notevolmente più calmo, più comico, a tratti forse meno patetico e più “tenero”. Castellitto alza più spesso la voce e riflette maggiormente quell’ironia che ha sempre caratterizzato lo stile recitativo dell’attore. 

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Natale in casa Cupiello Castellitto

Del resto Castellitto è famoso per quel suo sorriso che cela in realtà una profonda ironia e per quegli occhi spenti che hanno caratterizzato anche le sue interpretazioni più recenti.  Non possiamo aspettarci di vedere Eduardo, non possiamo pretendere soprattutto di vedere il teatro nel cinema. Ma possiamo apprezzare il grande trionfo di questo film, non in termine di apprezzamenti. Il trionfo di questo film sta nell’avere riunito moltissime persone davanti la TV a ricordarsi di Eduardo e soprattutto del teatro.

Natale in casa Cupiello Castellitto

Peraltro in un periodo in cui il teatro è sempre di più dimenticato ed è un luogo chiuso al pubblico, non solo letteralmente a causa della pandemia, ma anche per un’indifferenza che sta accompagnando le persone nei confronti di questa grandiosa forma d’arte. Forse troppe urla,  forse meno intensità, forse è un film e non un’opera teatrale e senza forse non c’è il grande Eduardo.

Tuttavia, in un periodo in cui le famiglie lottano contro drammi terribili da affrontare, sono tanti coloro i quali vorrebbero rifugiarsi come Lucariello nella costruzione di un presepe.


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Silvia Argento

Nata ad Agrigento nel 1997, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne e una magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È una tuttofare nell'ambito della letteratura e scrittura: docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice per vari siti di divulgazione culturale e critica musicale. Svolge anche il ruolo di editor e copywriter.È autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità». Come dice il suo autore preferito, la vita è una cosa troppo seria per essere presa sul serio e quindi attenzione: può contenere sarcasmo.