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Normal People

Normal People, l’importanza dell’amore e dell’amare

Uno spaccato riflessivo sulla società contemporanea

11 minuti di lettura

Nel vasto universo seriale vi sono alcuni prodotti che tendono a non fare grande clamore. Restano lì, fermi, mentre titoli di un certo spessore come Peaky Blinders, Breaking Bad, True Detective, Better Call Saul vengono divorati dal grande pubblico. Eppure, quando ci si approccia, perché quella determinata serie è stata consigliata da qualcuno o da qualcosa, si scopre come essa possieda un immenso valore. Risulta essere una perla, costruita da una storia ben narrata e avvincente, con protagonisti definiti e, soprattutto, con tematiche fortemente attuali.

Normal People è una di queste, una serie televisiva irlandese, prodotta da Element Pictures per BBC e Hulu. Normal People è tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice irlandese Sally Rooney, divenuta celebre proprio per l’opera menzionata. Tradotta in italiano con il titolo Persone Normali, la Rooney ha dichiarato di non essersi limitata narrare una storia, a suo dire, rivoluzionaria e autentica, bensì una vicenda che coinvolge due ragazzi, i quali provano un fortissimo sentimento. È sempre grazie al romanzo, la scrittrice ha ottenuto il riconoscimento come miglior romanzo ai Costa Book Awards.

Nel 2020 è arrivata la trasposizione televisiva, alla quale lei stessa ha collaborato. La serie TV è stata sin da subito considerata un successo da parte sia del pubblico, della della stessa critica. È riuscita a guadagnare importanti riconoscimenti, nonché prestigiosi premi come, ad esempio, il BAFTA Television Award per l’attore protagonista Paul Mescal. Il merito della serie è stato quello di aver narrato le esperienze di due giovani con molta naturalezza e semplicità. Un racconto che, senza alcun dubbio, tocca temi molto importanti che rispecchiano la realtà della generazione definita millenial.

Normal People trama

Irlanda, contea di Sligo. Connell Waldron (il già citato Paul Mescal) e Marianne Sheridan (Daisy Edgar-Jones) sono due ragazzi che frequentano il liceo. Entrambi sono diametralmente opposti, dal momento che Connell è estroverso, popolare in quanto capitano della squadra del liceo, cordiale e a suo modo timido; Marianne, invece, taciturna, distaccata, fredda, passa tutto il tempo a leggere o a studiare. A differenza di Connell sembra non piacere alle persone poiché le allontana con il suo modo di essere alquanto snob, credendosi più intelligente sia dei suoi coetanei, sia dei professori stessi.

Eppure in Connell e Marianne vi è del tenero. Gli sguardi che si lanciano di nascosto tra gli armadietti di scuola, la timidezza quando i loro occhi si incrociano, fa intuire come tra i due ci sia un qualcosa di molto più profondo. Ben presto si scopre che i ragazzi sono attratti fisicamente e sentimentalmente. E se a scuola questa reciproca attrazione è tenuta nascosta, fuori dalle mure liceali hanno modo di metterla in pratica.

Infatti la madre di Connell, Lorraine (Sarah Greene), lavora come signora delle pulizia nella dimora Sheridan. Connell, pertanto, ha modo di vedere Marianne ogni qualvolta la madre termina il turno di lavoro. In quel contesto gli occhi indiscreti degli studenti non vi sono e così possono liberamente scambiarsi il loro affetto.

Ciononostante, se nelle prime due puntate l’amore tra i ragazzi sembra essere vero e genuino, e quindi supporre che la serie possa svilupparsi in un’unica direzione, in vero la storia d’amore tra Connell e Marianne, purtroppo, tende ad interrompersi. Normal People ci spiazza sin da subito, illudendoci di trovare dinanzi un mero prodotto preconfenzionato, melenso; una vicenda amorosa già vista altrove, che sia una pellicola cinematografica o un prodotto seriale.

Marianne e Connell si ritrovano, al termine del liceo, al college di Dublino, rispettivamente facoltà di Scienze Politiche per lei e Lettere per lui. È trascorso più di un anno dal loro ultimo incontro che li ha portati alla rottura. Nondimeno, appena si rivedono, quella scintilla che credevano di aver perduto (soprattutto in Connell) si riaccende, sicché i due giovani, oramai cambiati, si riavvicinano ancora una volta.

La lunga strada dell’amore

Per quanto Connell e Marianne siano i rispettivi protagonisti di Normal People, il punto focale attorno al quale ruota l’intera serie è il loro rapporto amoroso. Rapporto che, come abbiamo specificato, non si muove lungo un asse del già detto, sentito, visto o letto; bensì un amore che funge da strumento conoscitivo di loro stessi e delle rispettive identità. Marianne e Connell sono persone del tutto opposte sotto un piano caratteriale. Nelle fasi iniziali sembrano avere una visione diversa dell’altro, eppure solo amandosi possono capirsi e comprendere in fondo ciò che davvero vogliono.

Il rapporto tra i due viene mostrato con grande realismo e concretezza. Il sentimento che entrambi provano è sia puro, idilliaco e passionale, sia doloroso e struggente. E non è un caso, infatti, che non vi è mai una linearità, ma un andamento sinusoidale, reso da continuo lasciarsi-mettersi insieme-lasciarsi per il semplice fatto di poter e voler realmente capire il proprio desiderio. Desiderio che si realizza con il costante bisogno dell’uno per l’altro e con la voglia di acquisire un rispettivo spessore identitario.

L’amore, infatti, è il mezzo attraverso il quale Connell e Marianne possono comprendersi in quanto esseri viventi dotati di corpo e di anima. In altre parole, vivi nella rispettiva essenza. E tutto questo avviene grazie al continuo trovarsi e ritrovarsi, “ostacolato” da storie e avventure con altre persone. Il loro oscillare in rapporti non corrisposti o il cadere in rapporti dannosi (anche su un piano fisico), funge da semplice pretesto per la presa di coscienza dell’unica verità: il vero amore è solamente tra loro due.

Il vero sentimento emerge solo allorquando entrambi si trovano ad essere una coppia, condividendo l’elemento più sacro che un essere umano può donare all’altro essere umano: il proprio tempo. Sicché tra Connell e Marianne avviene una lenta costruzione che, gradualmente, si evolve in una purezza quasi irragiungibile su un piano fenomenico. Ecco spiegato il senso di quel finale, quando entrambi si trovano, ancora una volta, a fare i conti con le esigenze dei rispettivi futuri.

Normal People, però, fa comprendere, con un’amara consolazione, che mentre i corpi possono anche essere distanti, incastrarsi con altri corpi e così via, le anime dei singoli (in questo caso dei protagonisti) restano e resteranno unite, poiché una parte dell’altro resterà incastonata per tutto il resto della vita.

Normal People: elementi tecnici

Normal People è tanto altro. Gli elementi più tematici sono completati da una straordinaria interpretazione degli attori e dalla regia molto attenta e curata. Il fine è sempre quello di coinvolgere del tutto lo spettatore, il quale è parte attiva della serie. I vari primi piani, ad esempio, hanno lo scopo di comunicare le emozioni che Marianne e Connell provano in un determinato momento. E non importa se esse siano piacevoli o meno. Lo spettatore avverte su di sé tutto ciò che l’immagine trasmette.

È interessante notare come la regia segua sempre i loro percorsi. La cinepresa ha sì lo scopo di riprenderli per motivi oramai esposti del tutto, ma anche quello di ricordarci come, in fin dei conti, sono persone del tutto normali, grazie, ad esempio, alle riprese dall’alto nelle quali è possibile osservare Marianne e Connell confusi tra la gente.

Ma il supporto maggiore giunge anche dalla fotografia, la quale riesce ad alternare i bellissimi paesaggi irlandesi con gli interni, alcuni dei quali freddi, quasi a rispecchiare lo stato emotivo dei singoli personaggi. Senza dimenticare, inoltre, la trama che in alcune puntate risulta essere inframmezzata da flashback, utili allo spettatore a rimettere in ordine i pezzi del puzzle.

L’invito che rivolgiamo è quello di vedere e recuperare Normal People. La serie è un interessante spaccato riflessivo sulla società contemporanea. Sulle paure, ansie e timori che una generazione ha di amare. Ma, allo stesso tempo, sulle gioie e sui momenti piacevoli che un sentimento del genere può donare. Normal People è una storia d’amore, ma anche del viaggio di due persone destinati a stare insieme per sempre.


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Alessandro La Mura

Classe ’93, vivo a Taranto, città che un tempo era l’angolo di mondo che più allietava il poeta latino Orazio. Laureato in lettere, trovo nella letteratura un grande appagamento dagli affanni quotidiani. La mia vita è libri, scrittura, film e serie TV. Sogno di fare della cultura il mio pane quotidiano.

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