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Passing - Due donne

Passing – Due Donne: un dramma razziale e un’amicizia complicata

Un film toccante, anche se prevedibile

7 minuti di lettura

Rebecca Hall, classe 1982, dopo essersi affermata come attrice in varie produzioni fin dal 2006 (Iron man 3, Transcendence, Godzilla vs. Kong) esordisce alla regia con il film Passing – Due Donne. La première del film è avvenuta al Sundance Film Festival del 2021, la distribuzione poi è stata affidata in streaming a Netflix, si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo della scrittrice Nella Larsen.

È interessante notare la natura tutta al femminile di questa produzione: scrittrice, regista e le due bravissime attrici protagoniste, Tessa Thompson e Ruth Negga.

Alla riscoperta della propria identità

passing film

Passini-Due Donne tratta i temi del razzismo e dell’amicizia in maniera profonda e delicata grazie all’ottima interpretazione delle protagoniste e di tutto il cast.

Irene e Clare sono due donne di colore; si ritrovano dopo tanti anni e la prima quasi non riconosce la seconda, perché si sta facendo “passare” per una donna bianca. Il termine passing del titolo indica proprio questo: persone di colore che si fingono bianche, quando possono farlo per via della pelle non troppo scura.

Clare cerca solo di agevolare la propria esistenza, dato che il film è ambientato nella Harlem degli anni ’20: un tempo e luogo in cui il razzismo era un grosso problema, decisamente una situazione non facile per le persone di colore.

Clare si spaccia per una donna bianca e sposa un uomo bianco che non solo non sa nulla della vera natura di sua moglie, ma addirittura odia i neri senza averne mai conosciuto neanche uno.

Per questo motivo, quando Clare gli presenta Irene, lui le parla senza nemmeno rendersi conto che lei è una donna di colore.

Dopo l’episodio Clare decide di riallacciare i rapporti con l’amica, perché le mancano le sue radici, le manca sentirsi parte di una comunità e le pesa sempre più continuare a vivere una vita di menzogne.

Irene è turbata dalla situazione, ma felice di avere ritrovato una cara amica con la quale instaura un rapporto teso ma profondo. Clare, entusiasta di reintegrarsi nella sua comunità, è brillante e carismatica, piace a tutti: proprio per questo motivo Irene comincia a preoccuparsi.

La donna che aveva rinnegato le sue radici per opportunismo (si parla spesso di soldi, ad esempio) ora vuole tornare in comunità come se nulla fosse e sta cercando di insinuarsi nella vita di Irene seducendone il marito, i suoi amici e cercando quasi di prendere il suo posto nella comunità stessa.

Uno stile ricercato e funzionale al contenuto

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Passing-Due Donne è girato in un bellissimo bianco e nero, scelta evidentemente dettata dal tema trattato.

Non è un caso che il primo incontro tra le due donne sia ambientato in una sala da pranzo molto chiara, brillante, dove domina il bianco che è anche il colore del vestito di Clare. Siamo in una zona in, un albergo elegante in cui Clare alloggia con il marito e Irene si sente un po’ in soggezione. Per questo motivo viene spesso inquadrata dall’alto e il suo sguardo è coperto dalla tesa del cappello, a sottolineare la sua insicurezza.

Il gioco di luci e ombre, di bianchi e neri, è sottile e raffinato, tanto da mostrare la casa di Irene con una luce più cupa, dove domina l’arredo di legno, in contrasto con l’albergo di inizio film. Anche l’abito di Clare cambia e diventa nero quando lei simbolicamente “torna alle origini” andando a trovare Irene a casa sua.

Il lavoro sulla fotografia e sulle luci è molto curato, i volti vengono illuminati a volte in contrapposizione (uno chiaro o uno scuro) e a volte in sintonia (quando i sentimenti di amicizia e nostalgia si fanno piu intensi).

La stessa cura si nota per le scenografie e i costumi.

Curiosa la scelta del rapporto di aspetto 1,33:1 , un formato sostanzialmente quadrato che stilisticamente richiama il film muti dei primi del ‘900, epoca in cui è ambientato il film.

Ovviamente questa forte presa di posizione riduce in parte la forza di alcune carrellate orizzontali che seguono i percorsi dei personaggi lungo la strada fuori dalla casa di Irene.

Non è presente una vera e propria colonna sonora, la musica compare solo a metà film ed è una musica diegetica (musica la cui fonte sonora è all’interno di Passing – Due Donne, in questo caso una jazz band in un locale). Da quel momento comparirà più volte lo stesso tipo di musica, ma in maniera delicata e per brevi momenti.

Molto curata la composizione spesso asimmetrica delle immagini, mentre appare un po’ gratuito e fuori luogo l’utilizzo ripetuto del fuori fuoco.

Due Donne ha un ritmo discutibile

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Sono presenti alcuni difetti nel ritmo che a metà film si accentuano, facendo risultare il contenuto della trama un po’ noioso.

La regista è abile nel dirigere gli attori e nel costruire momenti intimi, ma la parte centrale risulta un po’ ripetitiva e allungata.

Il finale di Due Donne è molto bello, forse un po’ “telefonato”, come se, dopo aver atteso molto, lo spettatore venisse avvisato che finalmente si sta giungendo all’epilogo.

Nonostante questo cedimento, il film PassingDue Donne è ben fatto, soprattutto se si considera che è un’opera prima; vedremo quindi come la brava Rebecca Hall si comporterà con le sue future produzioni.


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Francesco Tresca

Sono un musicista e compositore, attivo soprattutto come batterista nel mondo rock/metal/progressive dai primi anni 2000 e ho avuto il piacere di suonare a livello internazionale con band come Power Quest, Arthemis, Hypnotheticall, Watershape. Sono un grande appassionato di cinema e dal 2014 compongo musica per film. Amo tutto il cinema, ma soprattutto le proposte più visionarie e surreali e da sempre sono legato al mondo del cinema horror. I miei registi preferiti sono David Lynch, Alejandro Jodorowsky, David Cronenberg. Sono laureato in architettura.

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