Sanpa

«SanPa»: la nuova serie Netflix racconta ma non giudica

Sta facendo molto parlare di sé la nuova docuserie Netflix SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano, arrivata sulla piattaforma agli inizia di gennaio. Girata da Cosima Spender e scritta da Carlo Gabardini, Gianluca Neri e Paolo Bernardelli, SanPa approfondisce la figura di Vincenzo Muccioli, fondatore della famosa comunità per tossicodipendenti nata nel 1978 a Coriano, nella campagna riminese.

Il risultato sono cinque puntate densissime, in cui lo spettatore viene coinvolto attivamente nel formulare una propria idea sui controversi metodi usati da Muccioli e dai suoi fedelissimi. Viene scoperchiato un mondo fin troppo noto a chi ha vissuto la giovinezza negli anni Ottanta; un mondo in cui l’eroina catturava e stritolava ragazzi di ogni età e provenienza sociale sotto lo sguardo indifferente dello Stato italiano.

«SanPa»: il capitolo più buio di una generazione

Alla fine degli anni Settanta l’Italia era devastata dall’arrivo nelle piazze di droghe di ogni tipo a prezzi bassissimi: eroina e cocaina erano enormemente diffuse, tanto da trasformarsi in un vero e proprio caso sociale. Le istituzioni erano latenti, senza una vera e propria legislazione e senza mezzi per contrastare lo spaccio e l’utilizzo di tali sostanze. Lo Stato sembrava congelato: un attonito osservatore del degrado delle città e della morte di migliaia di giovani.

leggi anche
Aria, intervista ai registi della docuserie sulla pandemia

I tossici erano considerati appestati, persone perdute per sempre. Negli ospedali venivano imbottiti di psicofarmaci e metadone, curando una dipendenza con un’altra, questa volta legale. In questo delirio senza continuità, un tuttofare riminese decise di convertire il suo casale di campagna in una comunità di recupero per tossici, accogliendo quei ragazzi rifiutati dalle famiglie e dalle istituzioni, ridando loro una speranza.

Sanpa
Vincenzo Muccioli (al centro) circondato dai ragazzi della comunità

La comunità di San Patrignano nacque nel 1978 per volontà di Vincenzo Muccioli, un gigantesco omone dall’aria bonaria che si impegnò in prima linea nel recupero e nel reinserimento dei giovani tossicodipendenti. I ragazzi lavoravano e costruivano le loro stesse case, ampliando una realtà inedita non solo in Italia, ma in tutta Europa.

Sulla collina di San Patrignano, però, non tutto è come sembra e le ombre iniziano ad affollarsi intorno alla figura del fondatore, diventato nel corso degli anni una via di mezzo tra un padre e un Messia per i giovani ospiti. Nonostante le controversie per i metodi adottati (i ragazzi che scappano vengono incatenati e lasciati per diversi giorni nel canile o nel sottotetto della casa), la comunità crebbe a ritmi incredibili, arrivando a toccare i 1400 ospiti negli anni Novanta. Le istituzioni lodarono l’iniziativa di Vincenzo Muccioli, che diventò una star dei salotti televisivi dell’epoca. I segreti di San Patrignano però non sono finiti e presto torneranno a sconvolgere l’opinione pubblica, segnando l’inevitabile declino della comunità e del suo fondatore.

Una serie che aiuta a pensare

SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano è una serie che non dà risposte, ma accende dei fari sui punti oscuri della vicenda di San Patrignano, seguendone la crescita e il declino, iniziato con il suicidio di una giovane ospite, e le inchieste sulle violenze all’interno della comunità. Per realizzare gli episodi sono state usate oltre 180 ore di interviste e materiale derivante da 51 archivi differenti. Gli elementi presi aiutano ad avere una visione totalizzante e super partes della vicenda, coinvolgendo lo spettatore a ragionamenti tutt’altro che scontati sulla situazione italiana dell’epoca e sui metodi usati all’interno di San Patrignano. Gli stessi ex ospiti della struttura durante le interviste si mostrano critici, eppure estremamente grati allo stesso uomo che li minacciava, picchiava o rinchiudeva.

leggi anche:
Il talento del calabrone, il film italiano che fa parlare di sé

SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano insegna che il bianco e il nero non esistono nel mondo reale e i mostri abitano solamente le favole. I buoni sanno essere crudeli e i cattivi riservano momenti di estrema umanità. Lo spettatore si scopre a ribollire di rabbia contro lo stesso uomo che pochi minuti dopo li commuove mentre abbraccia una ragazza che gli chiede aiuto. Oltre alla vicenda storica, questa docuserie lancia un messaggio fondamentale: ragionate con la vostra testa e formate la vostra idea quando avete in mano tutti gli elementi di una storia.


Seguici su Instagram, Facebook, Telegram e Twitter per sapere sempre cosa guardare!

 

* * *

Sì, lo sappiamo. Te lo chiedono già tutti. Però è vero: anche se tu lo leggi gratis, fare un giornale online ha dei costi. NPC Magazine è una rivista edita da una piccola associazione culturale no profit, Il fascino degli intellettuali. Non abbiamo grandi editori alle spalle, anzi: siamo noi i nostri editori. Per questo te lo chiediamo: se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci con una donazione. Libera, a tua scelta. Anche solo 1 euro per noi è molto importante, per poter continuare a essere indipendenti, con la sola forza dei nostri lettori alle spalle.

Beatrice Curti