Sanremo e cinema

Sanremo 2021: vincitori passati tra cinema e colonne sonore

“È una canzone d’amore, mi sale dal cuore con ardore candore di stile cantautore. Caro ascoltatore, la canto con calore, struggente, un mix fra Masini e Cocciante. E cosciente, che serenate ne han già scritte tante in tanti con sentimenti e intenti differenti, con pianti, lamenti, accordi struggenti, ricordi.”

Articolo 31, Ohi Maria

Sanremo 2021 inaugura il mese di marzo con una collezione variegata di musicisti, che si contendono il palcoscenico per la 71esima edizione del Festival della Musica Italiana. Pochi sanno però del legame tra cinema e Sanremo. Negli anni sono stati numerosi i vincitori poi arrivati sul grande schermo con colonne sonore ad hoc. Proprio i recenti Golden Globe 2021 hanno premiato Laura Pausini, vincitrice del Festival nel 1993, per il miglior pezzo originale. Dunque ecco un percorso musicale e cinematografico nel festival delle mille sorprese

Con un’introduzione degli Articolo 31, che rievoca il sentimentalismo nostalgico del cantautorato italiano, riscopriamo undici protagonisti che hanno scritto la storia del Festival. Cantanti che non si sono fermati all’Ariston, ma hanno esplorato i soundtrack di alcune iconiche pellicole cinematografiche.

Domenico Modugno, 1958

Storica presenza a Sanremo è quella di Domenico Modugno, cantautore pugliese dal baffetto distintivo e dalla stupenda voce che vince nel 1958. Ad accompagnarlo una canzone che ha segnato la storia della musica: Nel Blu Dipinto di Blu, comunemente conosciuta come Volare. E al brano è ispirato l’omonimo film del 1959 di Pietro Tellini, con la firma in sceneggiatura di Ettore Scola e Cesare Zavattini. Una commedia tra rocambolesche avventure con protagonista un inedito Modugno nei panni di Turi La Rosa, siciliano dai lavori fortuiti e scapestrato amante.

Adriano Celentano, 1971

A distanza di dieci anni una talentuosa coppia di sposini sbaraglia la concorrenza con Chi non lavora non fa l’amore. Loro sono Adriano Celentano e Claudia Mori, ma la verve del Molleggiato non conquista solo Sanremo. Nel 1980 esce infatti Il bisbetico domato, rivisitazione ironica dell’omonima opera shakespeariana, con Ornella Muti come co-protagonista. Lungo un amore nascente tra una raffinata dama e un villano misantropo, rimane indimenticabile la scena della pigiatura dell’uva da parte del protagonista Celentano. Ma noi scegliamo la bellissima Il Tempo Se Ne Va per la colonna sonora.

Peppino Di Capri, 1973

Il 1973 è l’anno di Peppino Di Capri, originario della suggestiva isola partenopea e accompagnato dagli immancabili occhiali a montatura spessa. La canzone della vittoria è Un grande amore e niente più, ma noi vogliamo ricordare l’altrettanto indimenticabile St. Tropez Twist (1962). E quale film migliore per omaggiarla del capolavoro dello stesso anno di Dino Risi. Così Il Sorpasso rievoca alla memoria la storica scena del twist di Vittorio Gassman al ristorante. E il resto è storia.

Riccardo Fogli, 1982

A detenere l’ambita statuetta dell’Ariston a inizio anni Ottanta è Riccardo Fogli. L’ex bassista dei Pooh conquista pubblico e giuria con una canzone eterna: Storie di Tutti I Giorni. E come da tradizione della commedia italiana, il pop è un fido compagno del cinema. Così nel 2019, Michela Andreozzi firma il suo secondo lascito alla regia con Brave Ragazze. Un film corale al femminile con Ilenia Pastorelli, Silvia D’Amico, Ambra Angiolini e Serena Rossi. Tra una rapina, risate e voglia di cambiamento le protagoniste fanno della hit di Fogli il loro cavallo di battaglia.

Eros Ramazzotti, 1986

A soli ventitré anni è Eros Ramazzotti ad aggiudicarsi il podio della XXXVI edizione del Festival di Sanremo. La sua canzone è Adesso Tu, che sancisce l’inconfondibile timbro vocale dell’artista. Tuttavia nel 2003 affiora un’altra amatissima canzone: Un’emozione per sempre. Questa fa da sfondo alla toccante opera di Marco Tullio Giordana, Quando sei nato non puoi più nasconderti (2005) sul tema attuale dell’immigrazione via mare. Da Spotify a Prime Video, è possibile sia riascoltarsi a ripetizione il brano che vedere il film che l’ha scelto nel suo soundtrack.

Massimo Ranieri, 1988

Chiunque nella propria vita ha bisogno di un po’ di Massimo Ranieri. Mirifico interprete che coniuga la potenza vocale alla profondità emotiva dei testi. Così, sul finire degli anni ’80 si distinse a Sanremo con Perdere L’Amore. Un classicone della musica italiana, che però si aggiunge a una costellazione di bellissimi brani. Tra questi Se Bruciasse la città (1970) dello stesso anno di Vent’anni, che richiama anche un pezzo dei Maneskin, protagonisti dell’edizione del 2021. Non solo, ma Ranieri ci ricorda anche l’immenso amore di Aldo Baglio per il cantautore, nell’ultimo film dello storico trio, Odio L’Estate (2020). E qui cade la lacrimuccia.

Jalisse, 1997

Nuovo decennio, nuovi protagonisti. Questo giro appartiene al duo pop dei Jalisse, che svettarono con Fiumi di Parole, in un’edizione condotta dallo storico Mike Bongiorno. La canzone poi non conservò il successo sperato, ma rimane una testimonianza di colore della musica italiana. Così nel 2009, Fausto Brizzi, con la sua commedia Ex, rende i cantanti partecipi di un divertente cameo del film. Il loro concerto è infatti il rifugio in cui Fabio De Luigi porta la sua ragazza per fuggire dalla presenza inquietante dell’ex di lei, Alessandro Gassman. Da vedere per scoprire l’inedito finale.

Elisa, 2001

All’inizio del nuovo millennio è invece Raffaella Carrà a premiare una giovanissima cantautrice. Lei è Elisa, meravigliosa rappresentante del canto femminile del Bel Paese e vince con Luce (Tramonti a Nord Est). Nonostante il pezzo sia un piccolo capolavoro, Giovanni Veronesi sceglie un’altra canzone per il suo film del 2013, L’ultima ruota del carro. Così, accanto al ritratto di una vita semplice di Elio Germano e Alessandra Mastronardi spicca Ecco Che. E la combinazione estetico-musicale dà i brividi per la sua bellezza.

Emma, 2012

Un iconico attore come Rocco Papaleo dipinge invece con ironia la LXII edizione del Festival. Ed Emma Marrone, protagonista dell’ultimo film di Gabriele Muccino, Gli anni più belli, si conquista il primo posto con Non è l’inferno. Ma il suo legame con il cinema nasce già nel 2016, quando la cantante firma la colonna sonora de La Cena di Natale. Il sequel di Io che amo solo te, con la rodata coppia Riccardo Scamarcio – Laura Chiatti. La canzone si intitola Quando le canzoni finiranno e tratteggia l’energia e il carisma dell’interprete salentina lungo una storia d’amore e tradimento.

Marco Mengoni, 2013

Il talent show non è solo il trampolino di lancio di Emma – con Amici- ma anche quello di Marco Mengoni, che nel 2009 vince X-Factor, lanciando la firma del Re Matto. Così Sanremo è lo step successivo obbligato per conquistarsi un nome nello sfaccettato scenario pop italiano. E Mengoni non lo ottiene solo con L’essenziale, suo brano vincitore del 2013, ma anche con una staffetta progressiva di brani sempre vincenti. Lo dimostra la colonna sonora del live action de Il Re Leone (2019), dove lui ed Elisa tracciano il doppiaggio e la colonna sonora. E quest’ultima mantiene gli standard dei suoi predecessori, con la bellissima L’Amore è nell’aria stasera.

Diodato, 2020

Chiudiamo con il vincitore dello scorso anno, Diodato, nome d’arte di Antonio Diodato. La sua Fai Rumore ha sfondato lo schermo con una proiezione vocale di mirabile bellezza, firma del romanticismo spezzato che tinge da decenni l’evoluzione stilistica di Sanremo. E l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, La Dea Fortuna, accoglie l’artista nella sua colonna sonora con Che Vita Meravigliosa. Un brano incastonato in una cornice drammatica corale guidata da Jasmine Trinca, Edoardo Leo e Stefano Accorsi. Riascoltiamola insieme.

Così non ci resta che seguire l’avvicendarsi del 2021 per scoprire chi sarà il nuovo vincitore. Nel frattempo ricordiamo anche Laura Pausini, recentemente vincitrice di un Golden Globe per la sua Io sì, colonna sonora del nuovo film con Sophia Loren, La vita davanti a sé. Fu lei a conquistarsi la vittoria nella sezione Novità del 1993 con La Solitudine e rappresenta ancora oggi un lascito inconfondibile del Festival.


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