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Strappare lungo i bordi Netflix

Strappare lungo i bordi: Zerocalcare ci insegna l’arte dell’essere un filo d’erba

Perché abbiamo amato l'ultimo capolavoro di Zerocalcare

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7 minuti di lettura

Si sa, con Zerocalcare si ride tanto e si riflette ancora di più. Strappare lungo i bordi non fa eccezione. Disponibile dal 18 novembre su Netflix la prima Serie TV animata firmata, ideata, disegnata e quasi interamente interpretata dal fumettista romano d’acquisizione. Con la sua ultima impresa Zerocalcare ci introduce con spirito ed ironia ancora una volta nella sua fantasiosa realtà regalandoci una serie unica nel suo genere all’interno del panorama televisivo italiano. Chi conosce bene i fumetti e le opere di Zerocalcare sa già cosa aspettarsi da Strappare lungo i bordi. Non temete le vostre aspettative non verranno deluse, e anche la stampa estera se ne sta innamorando.

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Di cosa parla Strappare lungo i bordi

strappare lungo i bordi

Zerocalcare è un irrequieto cronico. Nella sua mente la vita è molto più complicata di quanto possa sembrare dall’esterno. Per questo consulta il suo amico Armadillo per ogni questione di vitale importanza, come evitare accolli e sfidare l’ansia sociale. In Strappare lungo i bordi seguiamo Zerocalcare in un breve viaggio con i suoi amici di sempre: Secco e Sarah. Inseriti in mezzo alla trama principale, una serie di flashback, avvenimenti e ricordi che ci raccontano di Zero, della sua vita, delle sue amicizie e dei suoi amori. Tra citazioni alla cultura pop degli anni ’90, crisi esistenziali e piccoli dettagli sopraffini, Strappare lungo i bordi ci conquista esattamente come ai tempi aveva fatto la sua prima opera La profezia dell’armadillo.

un eterno adolescente dall’animo punk che si destreggia tra le aspettative sociali e i suoi sentimenti

Con questo titolo eloquente, il fumettista, ci spiega cosa significa crescere e imparare ad accettare se stessi. Strappare lungo i bordi è il racconto di un eterno adolescente dall’animo punk che si destreggia tra le aspettative sociali e i suoi sentimenti. Zerocalcare conquista per il ritratto che fa di tutti noi e della nostra quotidianità, costellata di piccole e grandi sfide della modernità. Diventando adulti le aspettative si rimodellano, le certezze crollano e strappare lungo la linea tratteggiata non è mai sembrato così difficile. Ciascuno di noi, nel tentativo di diventare ciò che vuole, diventa in realtà ciò che è, a riprova del fatto che la vita è ciò che ti accade mentre stai pianificando tutt’altro.

Strappare lungo i bordi: com’è la serie di Zerocalcare

Avete presente quando credete che una tale cosa possa succedere solamente a voi e invece, confrontandovi con qualcun altro, scoprite con sollievo che capita a tutti? Ecco, avvicinarsi ad una delle opere di Zerocalcare dà la stessa sensazione. In un collage di esperienze di vita quotidiana, aneddoti del passato e riflessioni da assoluto overthinker, il fumettista rappresenta angosce, ansie, e preoccupazioni tipiche di una generazione di giovani allo sbando. Senso di colpa, brama di rivoluzione e timore nel non riuscire a trovare un posto nel mondo articolano questa serie su più piani narrativi, in uno stile ben conosciuto da chi bazzica le opere di Zerocalcare.

Attraverso la sua voce narrante e quella della sua coscienza, ovvero l’Armadillo, Zero rappresenta non solo se stesso ma un’intera classe, quella di coloro che sono nati agli albori degli anni ’80. Segnati da un periodo storico frastornato da terrorismo e rivolte, i ragazzi figli del G8 di Genova si trovano buttati tra le braccia di una società indifferente portando con loro la voglia di riscatto. Il fumettista ci racconta quindi di nuove paure e turbamenti che dilagano nella vita dei giovani adulti di oggi, con maestria, in un viaggio nella sua mente disordinata tanto quanto il suo appartamento.

L’arte della leggerezza

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Lo Zerocalcare che conosciamo in Strappare lungo i bordi sente il peso delle responsabilità fin da piccolo. L’artista aveva già indagato a fondo quello strano sentimento che è il senso di colpa nel suo libro a fumetti Un polpo alla gola. Nella serie Netflix riprende le fila del discorso e, partendo da sciocchezze quotidiane o da grandi eventi disturbanti, ci dimostra quanto sia sciocco immolarsi e colpevolizzarsi in situazioni più grandi di noi. Con il suo flusso di coscienza romanesco, Zero ci trasporta nel caos della sua fervida fantasia dove la sua onestà pura e trasparente si mischia con mille credenze, rituali ed ossessioni al limite tra il condivisibile e il paranoide.

A farlo rinsavire dal suo stesso vortice di fissazioni, manie e pesantezza i suoi amici d’infanzia. Secco, che con la sua nonchalance menefreghista è il capo dell’indifferenza e, anche senza dire nulla, sa come stupire Zero. E Sarah che, puntuale ed acuta con le sue osservazioni, è la rappresentazione della realizzazione agli occhi del protagonista. Sempre con la risposta giusta e le idee chiare, è la stella polare del protagonista.

Ogni qualvolta la mente di Zero inizia a vagare e ad addossarsi tutte le colpe dell’umanità dalla crocefissione di Cristo in avanti, ecco che interviene lei a ricordargli che alla fine siamo solo dei fili d’erba in un grande prato e che la nostra insignificanza è una manna dal cielo che ci permette di affrontare la vita con leggerezza. Questa forse la morale dietro la serie animata che è già riuscita a conquistare il cuore sia dei fans di vecchia data che dei nuovi arrivati che conoscono Zero per la prima volta.


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Floriana Bria

Classe 1996, laureata in Filosofia.
Aspirante filosofa e scrittrice, nel frattempo sognatrice e amante di serie tv, soprattutto comedy e d'animazione. Analizzo tutto ciò che guardo e cerco sempre il lato più profondo delle cose. Adoro i thriller psicologici e i film dalla trama complessa, ma non disdegno anche quelli romantici e strappalacrime.
Pessimista cronica e amante del dramma.

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