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Sweet Tooth: la serie teen di Netflix lascia il segno

Dal fumetto di Jeff Lemire, una Serie Netflix che funziona (e bene)

7 minuti di lettura

Quando uniamo i termini teen e Netflix spesso si assiste a risultati catastrofici, con goffi tentativi di entrare nel mondo adolescenziale e attirare a sé le fasce di pubblico più giovane, facendo un buco nell’acqua il più delle volte. Sweet Tooth, nuova serie originale uscita il 4 giugno 2021, dal trailer non sembrava allontanarsi dai soliti schemi Netflix, ma ci sbagliavamo di grosso.

La serie, per ora alla prima stagione con 8 episodi all’attivo, è un piccolo tesoro, pur allontanandosi molto dalle atmosfere violente e disturbanti del fumetto di Jeff Lemire da cui è tratto. A scommettere sul progetto si è fatto avanti un grande nome: Robert Downey Junior, grande fan dell’opera cartacea, che ha messo alla regia Jim Mickle, co-sceneggiatore insieme a Beth Schwartz.

Sweet Tooth: l’Apocalisse vista da un bambino

Un’immagine del fumetto di Jeff Lemire

In un mondo colpito da una pandemia violentissima (suona familiare?) chiamata “l’Afflizione” cominciano a nascere dei bambini ibridi, per metà umani e per metà animali. Le persone vedono nei bambini la causa dell’incessante flagello che li colpisce, additandoli come mostri ed eliminandoli.

Un giovane papà sceglie una vita diversa per il suo Gus, portandolo via dalla civiltà in disfacimento per regalargli un’infanzia serena e isolata nella natura. Il piccolo ibrido umano-cervo cresce così totalmente ignaro di cosa stia accadendo nel mondo e della pandemia che lo sta mettendo in ginocchio, finché il padre non muore lasciandolo completamente solo.

A salvarlo ci penserà l’enorme Jepperd, uno scontroso omone che deciderà di portare Gus in Colorado, dove spera di ritrovare sua madre, della quale non conosce nemmeno il nome. Il viaggio dei due si rivelerà un’importante lezione di vita per il bambino, cresciuto senza sapere nulla del mondo, nel bene e nel male.

Parallelamente alle vicende dei due compagni di viaggio, assistiamo alla lotta del Dr. Aditya Singh per mantenere in vita sua moglie, colpita dall’Afflizione e salva per miracolo. Le sue ricerche per una cura lo porteranno a fare una terribile scoperta, che lo metterà nella difficile posizione di scegliere tra la donna che ama e i suoi principi etici.

A loro si aggiunge anche la storia di Aimee, una terapeuta che ritrova un motivo per vivere grazie alla bambina ibrida che ha trovato neonata fuori dalla sua porta. Insieme alla piccola Wendy, la donna aprirà un rifugio per i bambini ibridi abbandonati dai genitori, costantemente minacciati dallo stigma di essere la causa della pandemia.

Pur muovendosi su più binari, la storia di Sweet Tooth (dal soprannome dato a Gus a causa del suo amore per i dolci, in italiano tradotto con “golosone”) è un unico racconto corale, che prosegue nella stessa direzione senza confondere lo spettatore, ma anzi catturandolo episodio dopo episodio grazie al ritmo sempre alto e alle svolte nella narrazione, che passo dopo passo uniranno tutti i bandoli della matassa.

Cast eccezionale guidato da un’ottima scrittura

Aimee (Dania Ramirez) e Wendy (Naledi Murray)

A fare la fortuna di Sweet Tooth, oltre a una storia ben costruita e una sceneggiatura ricca e brillante, è il cast, che regala prove attoriali di primo livello. Su tutti spicca Christian Convery, che a soli 11 anni fa innamorare il pubblico di un personaggio difficilissimo. Gus, infatti, è un bambino vero, ingenuo e capriccioso, che si caccia nei guai proprio a causa di un infantilismo estremo dovuto all’infanzia solitaria. Renderlo antipatico e con poco appeal sarebbe stato semplice, ma così non è stato, facendo affezionare lo spettatore al bambino. La sua crescita nel corso delle puntate si denota anche grazie alla fisicità e allo sguardo del giovanissimo attore, che si fa man mano più consapevole e aperto sul mondo.

Accanto a lui la figura imponente di Nonso Anozie è Tommy Jepperd, il gigante buono che aiuta Gus a raggiungere la sua mamma in Colorado. La caratterizzazione del personaggio non è sottile come si può inizialmente immaginare, ma nasconde strati e sfaccettature che lo rendono un uomo in cerca di redenzione, in un mondo difficile in cui vivere.

La seconda stagione di Sweet Tooth è già attesa

A sostenere le ottime prove d’attore c’è anche una grande scrittura, che porta in scena personaggi ben strutturati e interessanti, dai protagonisti fino ai numerosi personaggi secondari. Ognuno di loro nasconde un background ben congegnato, che fa smaniare gli spettatori per una seconda stagione, ancora in lavorazione.

Sweet Tooth è un fantasy per ragazzi che tratta temi molto adulti, dalla malattia alla morte violenta, dalla paura alla discriminazione fino ai dubbi etici. Ovviamente i riferimenti al nostro presente non mancano, ma sono citazioni sottili che aggiungono pathos e realismo alla scena, senza cercare morali o dare lezioni di vita.

Per gli spettatori cresciuti negli anni Novanta – Duemila sembrerà di vedere un film per ragazzi nello stile di Spielberg, dove l’immaginazione infantile parla con temi e situazioni estremamente adulte, in cui un mondo sull’orlo del disastro può ancora stupire per la sua bellezza, vista attraverso gli occhi innocenti di un bambino ingenuo.


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Beatrice Curti

Laureata in Beni Culturali, ama l'arte sin da quando ne ha ricordo. Ha bisogno come l'aria di viaggiare, leggere e guardare film. Mai darle da mangiare dopo mezzanotte.

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