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The Last Duel: punti di vista sulla verità

4 minuti di lettura

Ridley Scott torna al cinema con un film epico: presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 78, The Last Duel è l’adattamentocinematografico del romanzo The Last Duel: A True Story of Trial by Combat in Medieval France di Eric Jager che mette insieme un cast importante (i personaggi principali sono interpretati infatti da Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer e Ben Affleck) raccontando una vicenda ambientata in una Francia medievale che riesce ad essere, però, estremamente attuale.

The Last Duel, la trama

La pellicola è divisa in capitoli: il primo segue la verità secondo Jean de Carrouges (Matt Damon), poi quella secondo Jacques Le Gris (Adam Driver) e infine secondo Marguerite de Carrouges (Jodie Comer). Una costruzione di questo tipo evidenzia fin dall’inizio l’impossibilità di conoscere a fondo i fatti di cui non si è testimoni, e sottolinea la relatività della realtà a seconda dei punti di vista. Al centro della vicenda una violenza, quella che Jacques, amico/nemico di Jean, compie nei confronti di Marguerite, moglie di Jeanne. Il film, quindi, propone una ricostruzione cronologica degli stessi eventi dal punto di vista dei tre protagonisti; mano a mano che viene sondato ogni punto di vista, viene reso evidente quanto un medesimo accadimento assuma sfumature diverse a seconda di chi ne è il narratore.

Il conflitto tra i due protagonisti maschili è costante dall’inizio del film, anche a causa delle due personalità contrapposte: Jeanne rappresenta l’uomo impulsivo, ignorante e ribelle, mentre Jacques, colto ed elegante, si conquista sin da subito la fiducia del conte (Ben Affleck) grazie alla sua obbedienza.

Tuttavia i due uomini sono accomunati dall’egoismo che li porta a sentirsi al centro della vicenda: ad entrambi interessa solo dimostrare di essere nel giusto per salvare il proprio orgoglio, ed infatti la violenza sessuale viene giudicata un crimine contro l’uomo anziché contro la donna.

Un Medioevo estremamente attuale

Ma la vera protagonista della vicenda è Marguerite. Con la sua battaglia che, di fatto, deve combattere da sola, Scott mette in scena una riflessione importante sul consenso, sulla misoginia, sulle implicazioni dell’essere una donna in un mondo maschilista dominato da uomini.

La minuziosa ricostruzione storica, con i costumi d’epoca e la luce diffusa delle candele, ci trasporta dritti nel XIV secolo, ma la sceneggiatura ci parla di problemi odierni: dalla fatica di Marguerite per ottenere credibilità (perfino l’amica dubita di lei, in quanto aveva giudicato Jacques attraente e quindi, a suo avviso, lei doveva per forza aver manifestato il consenso) all’interrogatorio cui viene sottoposta, così tristemente simile a quelli a cui vengono sottoposte anche al giorno d’oggi le vittime di violenza.

La narrazione si snoda ponendo interrogativi come quale sia la scelta migliore fra verità e silenzio, fino alla scena promessa dal titolo, che procede con un montaggio serrato e immagini sanguinose che designeranno il vincitore del duello finale.

The Last Duel uscirà nelle sale italiane il 14 ottobre 2021, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

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Cecilia Simic

Classe 1997, sono veneziana ma studio al DAMS di Bologna. Non so scegliere tra cinema e letteratura, quindi non lo faccio. Sono persa nei mondi di Lynch e Murakami.

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