«The Midnight Gospel» è un viaggio fantastico

The Midnight gospel nasce da un’idea dello stand-up comedian americano Duncan Trussell e dal creatore del celebre cartone animato Adventure Time, Pendleton Ward. La serie tv è stata lanciata da Netflix e vanta al suo interno la collaborazione di numerosi artisti che danno voce ai diversi personaggi durante il corso degli episodi, donando così alla serie una infinità di sfumature e redola ricca di contenuti.

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The Midnight Gospel

«The Midnight Gospel», il mondo di Clancy

Clancy Gilroy (doppiato da Duncan Trussell in lingua originale) si sveglia ogni mattina nella sua «tana», situata in una dimensione chiamata «The Chromatic Ribbon». Al suo risveglio va alla scoperta di nuovi universi grazie all’aiuto di ciò che si potrebbe definire «un’assistente digitale». Clancy è un essere del multiverso apparentemente antropomorfo ma con un corpo di un colore lilla acceso, occhi grandi e verdi e capelli viola. Nonostante ciò non è questo l’aspetto in cui lo vediamo per la maggior parte della serie. Infatti Clancy ad ogni episodio muta forma, cambia faccia e corporatura; per ogni avventura sceglie un diverso «avatar» e si immerge in un simulatore che gli permette di scoprire infiniti mondi.

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Un viaggio nel multiverso

The Midnight Gospel

 Il viaggio nel multiverso comincia quando il protagonista si catapulta dentro una delle svariate realtà a sua disposizione. Quando si arriva in uno di questi mondi ci si trova quasi sempre in uno scenario apocalittico, un mondo sotto sopra. Ciò sembra scardinare e ribaltare tutti i canoni a cui siamo abituati per dar spazio ad uno sfrenato e sconfinato lavoro creativo messo in pratica dagli ideatori della serie. All’interno di questi mondi la diversità è sovrana; i vari universi sono difatti differenti tra loro e gli abitanti che vivono in essi sono delle più stravaganti e variopinte forme.

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Quando, alla fine delle puntate,Clancy torna da queste avventure il mondo che ha appena conosciuto scompare, esplode e di esso si porta dietro sempre un pezzetto, un ricordo. Ciò che ha visto, vissuto e conosciuto lo trasmette in un podcast chiamato proprio The Midnight gospel, un canale digitale per comunicare con il multiverso e condividere le sue avventure. Questo podcast è multi versale, e Clancy è il suo «spacecaster».

«The Midnight Gospel» è una riflessione sui nostri giorni

The Midnight Gospel

Anche se appartenenti ad un mondo immaginario, alcuni elementi di The Midnight Gospel, come la realtà virtuale e il podcast «multi versale», ci collegano inaspettatamente con il nostro di mondo, dove la comunicazione che si predilige è quella digitale, dove esistono milioni di canali diversi per comunicare con il mondo che ci circonda.

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Oggi noi abbiamo i simulatori, basta mettersi un «paio di occhiali» e si viene completamente catapultati in un altro mondo, si perde di vista quale sia la realtà e si ci lascia trasportare. Nella serie è presente anche un assistente digitale, indispensabile nella vita di Clancy come sembra sempre di più esserlo nella nostra.

Flussi di coscienza

La serie tv a primo acchito potrebbe apparire come una serie semplice da affrontare. Però bisogna prestare attenzione a quello che si sta guardando. Difatti più si va avanti più si scopre che alla fine il vero viaggio che viene compiuto è quello all’interno dell’animo umano e della sua mente. Per quanto gli universi siano apparentemente lontani dal nostro, i discorsi che si vanno a costruire pian piano sembrano sempre più vicini alle domande sul mondo e sulla vita che noi ci poniamo. Clancy intervista i protagonisti per il suo podcast e li stuzzica fin da subito con domande mai banali e sempre mirate e profonde. E così inizia il viaggio e si dà il via ad un vero e proprio flusso di coscienza.

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Il pensiero scorre indisturbato in una conversazione in cui le menti e le anime dei protagonisti entrano in contatto. Nel corso di un qualunque episodio di The Midnight Gospel sembra quasi di assistere ad una chiacchierata libera da stereotipi e preconcetti, dove l’unica regola è far andare i pensieri ed esprimere le proprie opinioni su temi come la meditazione, la religione, la gestione della rabbia, il controllo di se stessi e la morte. Tutto questo viene affrontati senza filtri e richiedono un’attenzione particolare da parte dello spettatore, che deve seguire ciò che sta accadendo per poter far tesoro degli spunti di riflessione proposti.

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Il canto di mezzanotte

Ma che cos’è questo canto di mezzanotte che ci suggerisce il titolo? Il canto di mezzanotte è proprio riferito al canto che accompagna la fine delle varie putate. Quest’ultimo ha la funzione di catturare l’essenza del viaggio che il protagonista ha appena vissuto, di dare un filo giuda alla storia e di comunicare un messaggio finale che, molte volte, è in dissonanza con i coloratissimi personaggi e sembra sposarsi alla perfezione con l’ambientazione apocalittica, lasciando in bocca una sensazione dolce amara.

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Il canto di cui si parla è chiamato in inglese con il nome “gospel”, e ciò ci riporta ad una dimensione quasi spiritica del canto stesso, una dimensione che coincide con quella religiosa. Questo dona al termine un carattere squisitamente mistico, in linea con i temi e con l’esplorazione al di là dell’uomo e dei suoi limiti terreni che The Midnight Gospel molto spesso ci offre.


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Giulia Maglione
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