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The Trip

The Trip, su Netflix la dark Comedy norvegese da non perdere

Non si può rimanere delusi da un film come The Trip

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6 minuti di lettura

The Trip è una dark comedy norvegese del 2021 distribuita da Netflix e diretta da Tommy Wirkola.

Il titolo nella traduzione internazionale risulta essere poco originale, oltre a creare confusione con un film omonimo di Roger Corman del 1967 in cui aveva molto più senso.

Il titolo originale dal norvegese si può tradurre come “Nei giorni brutti”, in originale quindi il titolo di The Trip non fornisce particolari informazioni né crea curiosità sul contenuto dell’opera. Ma The Trip è un buon prodotto di intrattenimento che punta tutto sull’azione e sul divertimento: per questo motivo è davvero difficile annoiarsi guardandolo.

Sono presenti molte scene da commedia, situazioni bizzarre e assurde quasi comiche, nonostante si stia parlando di un film horror molto truculento.

Va comunque sottolineato che lo stile di regia non scade mai nel demenziale, quindi nulla di accostabile ai vari Scary Movie e affini; piuttosto è riscontrabile qualche vaga analogia con lo stile di Quentin Tarantino e con il genere pulp.

La narrazione

The Trip

Il punto di forza di The Trip sta nella sorpresa, nel sapersi re-inventare e stupire con colpi di scena e cambi di registro.

L’incipit di The Trip lascia già intuire questa particolarità: una coppia di coniugi è stesa a letto, stanno litigando e parlando del loro rapporto ormai alla frutta ma poco dopo si scopre che si tratta solo di una scena girata per un film di produzione televisiva. Quindi già dopo pochi minuti il nostro punto di vista cambia, così come cambia la nostra percezione degli eventi narrati.

Questo cambio di registro sarà una costante per tutta la durata di The Trip, un espediente usato in maniera sapiente e furba dal regista: ogni volta in cui la situazione comincia ad appiattirsi viene introdotta qualche trovata che fa risollevare l’attenzione dello spettatore.

Spesso si ricorre a soluzioni surreali e assurde che donano un tono più leggero e scanzonato al film.

Tornando all’influenza di Tarantino si nota anche l’uso dei flashback e della storia corale, un po’ come avveniva in Pulp Fiction; ma non è tutto oro ciò che luccica e il risultato finale non è certamente paragonabile a quello del capolavoro degli anni ’90.

Nel caso di The Trip sembra quasi che l’escamotage dei colpi di scena sia utilizzato più come fine che come mezzo, sembra che si creino delle situazioni troppo forzate solo per poter far comparire in scena in modo bizzarro qualche nuovo personaggio (il vicino di casa un po’ ritardato, ad esempio).

Lo stile di The Trip

The Trip Netflix 2021

La descrizione del rapporto di coppia è ben fatta, tecnicamente notevole (ottima fotografia che esalta sia i paesaggi nordici che gli interni di una bellissima casa sul lago) ma non particolarmente approfondita o coinvolgente. Si capirà successivamente che non è questo ciò che interessa al regista e non a caso funzionano molto meglio le sezioni di azione e quelle in cui si preme l’acceleratore sul gore.

I siparietti più bizzarri e assurdi sono simpatici e curiosi, creano interesse, ma non sono così irresistibili e surreali come avviene in altri prestigiosi esempi.

Il montaggio a flashback e i titoli che li introducono creano, insieme all’utilizzo di musiche pop/rock, uno stile meno serioso e più divertente. Nonostante siano sostanzialmente ben utilizzati, questi stratagemmi risultano a volte un po’ fuori luogo e forzati (si veda a tal proposito l’arrivo del padre di Lars).

Ottimo il montaggio, più lento all’inizio quando ancora siamo convinti di assistere a un’analisi sui rapporti di coppia e via via sempre più veloce man mano che la situazione comincia a degenerare.

Qualcosa sfugge e The Trip si perde, ma solo in parte

Le situazioni create tra un colpo di scena e l’altro sono ben costruite ma ad un certo punto della narrazione si ha la sensazione che qualcosa sfugga di mano, cominciano a venire a galla alcuni buchi di sceneggiatura e in quel momento viene giocata la carta della sorpresa e del cambio di registro.

Questo espediente può infastidire alcuni spettatori, è il rovescio della medaglia di una forte presa di posizione portata avanti in maniera coerente. Se, contrariamente, si riesce a godere dell’aspetto più leggero e di intrattenimento di questa messinscena, non si può rimanere delusi da un film come The Trip.


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Francesco Tresca

Sono un musicista e compositore, attivo soprattutto come batterista nel mondo rock/metal/progressive dai primi anni 2000 e ho avuto il piacere di suonare a livello internazionale con band come Power Quest, Arthemis, Hypnotheticall, Watershape. Sono un grande appassionato di cinema e dal 2014 compongo musica per film. Amo tutto il cinema, ma soprattutto le proposte più visionarie e surreali e da sempre sono legato al mondo del cinema horror. I miei registi preferiti sono David Lynch, Alejandro Jodorowsky, David Cronenberg. Sono laureato in architettura.

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