«This Is Us» l’eccezionale quotidiano nella terza stagione

È ora disponibile su Amazon Prime Video la (a lungo attesa) terza stagione di This Is Us, serie creata da Dan Fogelman, in onda dal 2016 e, negli Stati Uniti, già giunta alla quarta stagione.
Protagonisti sono i componenti della famiglia Pearson, ai quali il pubblico si è affezionato sin dalla prima puntata, decretando il successo della serie.

Una famiglia unica come tante

This Is Us narra la storia dei tre gemelli Pearson: Kevin (Justin Hartley), Kate (Chrissy Metz) e Randall (Sterling K. Brown). Le loro vite – e quella della madre Rebecca (Mandy Moore) – sono indissolubilmente collegate (ma sarebbe opportuno dire avvinghiate) le une alle altre non solo per il rapporto famigliare, ma anche e soprattutto per il trauma condiviso dell’improvvisa morte del padre Jack (Milo Ventimiglia), avvenuta quando i tre erano adolescenti. Tale perdita ha lasciato un segno indelebile nelle vite dei Pearson, infliggendo in ognuno di loro ferite diverse, ma ugualmente profonde.

È da tali presupposti che la serie prende spunto per trattare tematiche impegnative, urgenti e soprattutto universali, quali, per esempio, depressione, alcolismo, violenza domestica e discriminazione razziale. Ognuno di questi aspetti, infatti, fa parte della vita dei protagonisti. Nessuno di essi, però, vi entra forzatamente, grazie ad una scrittura attenta, capace di trovare un costante equilibrio tra fantasia e credibilità, ricavandone un’infallibile capacità di emozionare.

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This is Us
Fonte: NBC

Il centro della narrazione di This Is Us è sempre stato la famiglia e la terza stagione non si discosta da tale linea. Tuttavia, forse per la prima volta, il legame viscerale tra fratelli, che era stato uno degli elementi di forza delle stagioni precedenti, sembra affievolirsi. In quest’ultima stagione le vite di Kevin, Kate e Randall si incrociano raramente e ognuno è alle prese con il proprio, intimo percorso di crescita. Sebbene ciò possa, almeno in parte, deludere lo spettatore, è altresì un passaggio obbligato nell’accurato ritratto di tre personaggi che meritano di essere considerati, prima di tutto, come individui.

This is Us
Fonte: NBC

La terza stagione di «This is Us» è un po’ frettolosa

Ogni stagione di This Is Us si compone di 18 episodi: numero sostanzioso, soprattutto se confrontato con altre serie recenti, la cui visione può essere iniziata e conclusa nel giro di pochi giorni, assecondando così l’ormai diffusa pratica del binge watching. Nonostante ciò, This Is Us non manca mai di intensità, che anzi si configura come una delle sue qualità più apprezzate. Non esistono noiose puntate di collegamento o di contorno: ognuna è densa di avvenimenti e ha la sua ragione di esistere, un ruolo ben preciso all’interno della storia.

This is Us
Fonte: NBC

Intensità, nella vita dei fratelli Pearson, è molto spesso sinonimo di dolore e difficoltà. This Is Us, infatti, è famosa per toccare le corde dell’emozionalità, commuovendo delicatamente lo spettatore, coinvolto nelle vicende di personaggi fragilmente umani. Tale aspetto è in parte mancato nella terza stagione, nella quale il coinvolgimento emotivo risente del fatto che le difficoltà contro le quali i protagonisti si ritrovano a lottare vengono risolte in maniera sbrigativa e, almeno in parte, semplicistica.

Interpretazioni e scrittura come punti di forza

A sottrarsi, invece, alla semplicità, a favore di uno splendido approfondimento psicologico, sono i profili dei personaggi, i quali, stagione dopo stagione, vengono delineati con maggiore chiarezza e colore, così da conquistarsi dei contorni ben visibili, un ruolo preciso e una solida dignità all’interno della narrazione. A dare ancora maggior legittimità e nutrimento ai protagonisti sono poi le potenti interpretazioni da parte di tutto il cast (candidato e vincitore di numerosi premi). In particolare, la terza stagione si caratterizza per l’evoluzione dei personaggi di Deja (Lyric Ross) e Tess (Eris Baker) e, specularmente, delle due giovani attrici.

This is Us
Fonte: NBC

Anche nella sua terza stagione, This Is Us ha potuto contare su una sceneggiatura solida, capace di gestire con buona padronanza i frequentissimi salti temporali, marca della serie sin dal primo episodio. Passato, presente e futuro convivono e si alternano nella narrazione, dove flashback e flashforward appaiono limpidi, mai banali e sempre funzionali alla storia.
È proprio con un flashforward che il finale dell’ultimo episodio proietta lo spettatore in un nuovo capitolo delle cronache della famiglia Pearson, al quale ci si rivolge con sguardo al contempo preoccupato e impaziente.

«This Is Us», lo schermo come specchio

La popolarità di This Is Us è in gran parte dovuta al fatto che, in fin dei conti, ci sentiamo un po’ tutti personaggi di Dan Fogelman, con le nostre ferite, i segreti inconfessabili, gli amori appassionati, le immobilizzanti insicurezze. Così, in un mondo in cui le mode cambiano in fretta, i cataloghi si arricchiscono quotidianamente, il concetto di genere si trasforma in modi imprevedibili, il successo di This Is Us ci rassicura, confermando una verità che è propria del cinema sin dalle sue origini: il desiderio, da parte del pubblico, di vedersi rappresentato sullo schermo.

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Cristina Sivieri