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Tick Tick Boom

Tick Tick Boom: la potenza creativa di Jonathan Larson

Il debutto alla regia di Lin-Manuel Miranda ripercorre la vita di Jonathan Larson durante la scrittura del suo primo musical.

6 minuti di lettura

Dal 19 novembre è disponibile sulla piattaforma streaming Netflix Tick Tick Boom!, diretto da Lin-Manuel Miranda. Dopo il successo del musical Hamilton e dell’adattamento cinematografico di In the Heights, Lin-Manuel Miranda torna alla ribalta come regista.

Il soggetto scelto da Miranda per questa nuova impresa è l’adattamento al musical Tick Tick Boom!, creato da Jonathan Larson. Presentato al grande pubblico nel 2001, il musical raccontava con tratti estremamente autobiografici – in una sorta di one-man show – la vita di un giovane compositore a Broadway.

Jonathan e la lotta contro il tempo

Tick Tick Boom

Mancano poche settimane al compimento dei trent’anni del protagonista, lo stesso Jonathan Larson (Andrew Garfield). Si continua a confrontare con i suoi grandi eroi, fra tutti Stephen Sondheim, che debuttò a soli 27 anni, ed è determinato nel voler mostrare al mondo il suo spettacolo, Superbia, prima del suo compleanno.

Opening lines, over the sound of ticking.
The sound you are hearing is not a technical problem. It is not a musical cue. It is not a joke. It is the sound of one man’s mounting anxiety. I … am that man. …Hi.

Sono anni che scrive questo musical. Anni di sacrifici, di workshop, di consigli derivati dal suo agente o da altri scrittori (tra cui lo stesso Sondheim) e questo è il momento in cui, finalmente, Superbia può essere mostrato al pubblico e prodotto. Il sogno è sempre lo stesso: arrivare a Broadway, specialmente prima dei 30 anni.

Eppure, la vita continua a farlo inciampare. È totalmente al verde, il lavoro al diner gli impedisce di concentrarsi nella scrittura, il suo migliore amico cambia casa andando a vivere in un appartamento di lusso. Come colpo di grazia, la sua ragazza, Susan (Alexandra Shipp) gli annuncia di voler accettare un lavoro fuori città e di volersi trasferire.

L’unica cosa su cui Jon può aggrapparsi è la sua musica. Lui canta, scrive, suona riguardo qualsiasi cosa gli capiti a tiro – scrive perfino una canzone riguardo allo zucchero – così da tenersi allenato. Deve portare a termine la scrittura del musical prima dell’ultima presentazione, davanti ai produttori. Ma manca qualcosa, il perno di tutto lo spettacolo: la canzone da solista della protagonista, interpretata da Karessa (Vanessa Hudgens). In una lotta contro il tempo, contro tutti quelli che sembrano frenarlo, contro la luce stessa del suo appartamento – che viene staccata per mancati pagamenti – Jon arriva a comporre Come to Your Senses.

L’incubo dell’HIV

Siamo a New York, 1990. Jon vive la sua vita come un bohemien, senza soldi e con il solo amore per la musica. Attorno a lui tanti amici, tanti artisti, e tra questi anche persone omosessuali. Il dramma e la paura dell’HIV è persistente nella sua vita: in un anno è stato a tre funerali di tre suoi amici, tutti sotto i trent’anni. Freddy, un suo vecchio coinquilino, è in cura e per un certo periodo di tempo è costretto ad andare in ospedale.

È un tema che ritorna sempre in Larson, dovuto anche appunto alle sue esperienze personali. Anche in RENT, musical che lo porterà nell’Olimpo dei compositori teatrali, ritorna sulle tematiche dell’HIV e dell’AIDS. Vuole mostrare la vita, il dolore, la tenacia di chi viene contagiato e anche la potenza e la distruzione che la malattia porta con sé.

Tick Tick BOOM! rapisce lo spettatore

Tick Tick Boom

La riuscita di Tick Tick Boom mostra anche la bravura di Lin-Manuel Miranda dietro la cinepresa. Un musical complesso, che ha avuto breve e sfortunata vita sul palco, è rinato grazie a questo film. La vita di Jonathan Larson viene rappresentata magnificamente, con uno stile impeccabile.

Tutto è raccontato sul palco di un teatro Off-Broadway, dallo stesso Jonathan e la sua band. Le canzoni che vengono proposte – a noi spettatori dietro lo schermo e a quelli sotto il palco – introducono i flashback che mostrano la costruzione di Superbia. Il titolo del musical è estremamente esplicativo e quei rintocchi che tanto perseguono il protagonista ritornano inesorabili, creando tensione e ansia persino nello spettatore.

Alla fine, una volta finita la presentazione, una volta arrivati al verdetto, ecco lo scoppiare della bomba, che qui, per onor dell’evitare spoiler, non verrà esplicitata.

What does it take // to wake up a generation?


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Greta Mezzalira

Classe 1995, laureata in Filologia moderna. Mi nutro di libri, teatro, serie TV e musical. Datemi un film con una grande colonna sonora e sarò felice

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