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Top Gun Maverick: guida a come non fare un film d’azione

Top Gun Maverick, in sala dal 25 maggio, è il sequel superficiale che speravamo non fosse. Per fortuna, c'è Tom Cruise

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7 minuti di lettura

È tornato. Più pazzo, scatenato, rivoltoso (?), traumatizzato di prima. Il buon Capitan Maverick (Tom Cruise), che nel primo Top Gun vediamo nei panni di uno studentello talentuoso ma difficile da gestire, ritorna in grande stile con Top Gun Maverick: un nome, un’istituzione. In sala dal 25 maggio.

Se però già il primo Top Gun del 1986, diretto dal compianto Tony Scott, rappresentava una tantum la propaganda reaganiana antisovietica, Top Gun Maverick, diretto a questo giro da Joseph Kosinski (Oblivion, Tron: Legacy), sembra al contrario ricacciare Maverick nel turbine della Top Gun, ovvero della scuola speciale per i migliori aviatori dell’aeronautica americana.

La (solita) trama di Top Gun Maverick

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La sceneggiatura tentenna (scritta a sei mani da: Ehren Kruger, Eric Warren Singer e Christopher McQuarrie), le battaglie aree sono da film di fantascienza, e i dialoghi lasciano il tempo che trovano; ma in compenso, per gli amanti di Baywatch, i corpi scolpiti nel marmo dei fieri aviatori si vedono anche qui, in un’elettrizzante partita di football americano sulla spiaggia.

Insomma, stessa fotografia, stesse dinamiche narrative, stessi addestramenti, stesso Maverick; l’unica cosa che aggiunge Kosinski è una sottile linea comica – che di ‘sti tempi non può mancare – ma ciò che toglie è il senso originario di Top Gun: i sovietici sono stati rimpiazzati da un generico nemico, o citando “stato canaglia”, e quello che resta è solo un uomo di mezza età, Maverick, che rimane il solito (ma vecchio) complessato capitano “anarchico”.

Il film fa pressappoco così: Pete ‘Maverick’ Mitchell viene richiamato alla Top Gun come insegnante dopo quasi quarant’anni; a volerlo esplicitamente è il vecchio compagno di scuola Tom ‘Iceman’ Kazansky (Val Kilmer invecchiato), ora alla guida della scuola. L’obiettivo è addestrare le nuove giovani reclute, tra cui il figlioccio Bradley ‘Rooster’ Bradshaw (Miles Teller, uno dei migliori sul set), per una missione praticamente suicida in territorio nemico.

C’è però da ammettere che i presupposti erano tutti sul tavolo, niente era lasciato al caso, e in realtà anche la sceneggiatura poteva avere lo sviluppo che Maverick meritava di avere. Tuttavia, Top Gun Maverick si perde dopo tre minuti, distraendosi probabilmente dai capelli svolazzanti di Tom Cruise in sella alla sua moto, sfrecciante verso il solito tramonto in tinte sunset lover.

Top Gun Maverick: se questo è un film d’azione

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Ad ogni modo, Top Gun Maverick gioca moltissimo con lo spettatore: fa leva sulla nostalgia in modo abbastanza pesante, riempie gli spazi vuoti dati dalla sceneggiatura con drammi, traumi melensi che sembravano superati, basti vedere il personaggio di Val Kilmer, trasformato in pupazzetto dalla lacrima facile.

Ma Top Gun Maverick fa anche leva su una trama irriverente che, senza troppe sorprese, decide di mostrarci un legame tra i personaggi capace di superare la soglia dello stucchevole in molti punti. I dialoghi sono oltremodo responsabili di un Maverick molle, troppo instabile, quasi allergico all’azione.

Più che un film d’azione e di guerra, si direbbe essere un sequel seriale di un film che non necessitava per nessun motivo di un suo proseguimento, soprattutto dopo oltre trentacinque anni. I combattimenti aerei, che nel Top Gun originale avevano almeno un grado di importanza al pari degli stessi protagonisti, in Top Gun Maverick sono invece ignorati, lasciati a metà per l’intrattenimento di un pubblico sicuramente cambiato rispetto agli anni ’80, ma che, non ha mai smesso di sognare le scene adrenaliniche girate da Tom Cruise nell’ultimo Mission Impossible (il piano sequenza iniziale in particolare).

In Top Gun Maverick manca molto e forse di più. L’adrenalina si fa attendere per una buona parte delle due ore e undici di film, gli addestramenti dei Top Gun sono scialbi, quasi una copiatura posticcia; dove invece c’è dell’originalità, la pellicola si tramuta da film di guerra a fantascienza pura: un doppio avvitamento in picchiata non può che stonare nel complesso del film, come d’altronde fa storcere il naso da quanto è inverosimile il primo volo di Maverick dopo i titoli di testa. Il russare in sala si fa poi forte durante tutta la sequenza centrale, dettata da molte parentesi aperte che non aiutano la già trama striminzita e mai sviluppata.

Top Gun Maverick è un film inguardabile?

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Top Gun Maverick non si rivela, tuttavia, un film da una stella; i film inguardabili sono ben altri: Tom Cruise rende sempre bene su schermo, un buon uso di CGI ed effetti speciali, inoltre, garantiscono quanto meno uno spettacolo che al cinema potrebbe di certo non stupire, non emozionare, ma intrattenere e divertire.

Tanta la delusione, se si pensa che nonostante Top Gun di Tony Scott fu effettivamente uno spreco propagandistico, ma almeno lanciò Tom Cruise nell’olimpo di Hollywood; mentre Top Gun Maverick di Joseph Kosinski è il sequel superficiale che non ha il coraggio di osare neanche un minuto e nemmeno di chiamare lo “stato canaglia” con il proprio nome.


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Studente alla Statale di Milano ma cresciuto e formato a Lecco. Il suo luogo preferito è il Monte Resegone anche se non ci è mai andato. Ama i luoghi freddi e odia quelli caldi, ama però le persone calde e odia quelle fredde. Ripete almeno due volte al giorno "questo *inserire film* è la morte del cinema". Studia comunicazione ma in fondo sa che era meglio ingegneria.

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